Login
Registrati
[aps-social id="1"]

I libri e la lettura nei servizi di prima infanzia: una scelta di qualità

Ursula Gruner
I libri nei servizi per la prima infanzia sono una risorsa cruciale: le ricerche sottolineano che l’uso del libro fin dai primi anni di vita è fondamentale per lo sviluppo delle abilità cognitive e del linguaggio, ma anche delle competenze emotive, sociali e dell’immaginazione, che è anche alla base dello sviluppo del pensiero scientifico.

Il benessere sul lavoro nei servizi educativi zerosei: un atto di attenzione e cura

Beatrice Serventi
Creare uno spazio in sé per accogliere l’altra persona è un atto essenziale nella relazione educativa.
L’educatore, in quanto professionista, agisce in un’ottica di scoperta e crescita continua, costruendo rapporti fondati su ascolto, empatia e arricchimento reciproco.


Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati.
Registrati
Già membro? Accedi

Non chiamiamola solo DAD

Il tempo della distanza La sospensione dei servizi educativi e formativi  causata dal Covid 19, ha determinato una situazione grave e difficile, per tutti, bambini e bambine,  famiglie, maestri e maestre, educatori e educatrici. Da un giorno all’altro tutto è cambiato e il tempo del Corona Virus  ci ha costretto 

Dalla Francia: In modo che il rimedio non sia peggio del male!

Christine Schuhl Educatrice infantile e docente universitaria. Trainer e docente sul tema della “violenza delicata” e consulente pedagogico nelle strutture di accoglienza

Josette Serres Dottore in psicologia dello sviluppo, specializzata nello sviluppo cognitivo dei bambini. Formatrice sulla prima infanzia.

Gli aiuti alle mamme
I mille giorni decisivi per i bambini

Chiara Saraceno

Le disuguaglianze sociali colpiscono già alla nascita e proseguono nell’infanzia, con conseguenze per tutta la vita.

Incidono sulle condizioni di salute con cui si viene al mondo, sulle chances di sopravvivenza nel primo anno di vita. Come mostrano ricerche fatte nei paesi sviluppati rispetto ai bambini nati da genitori non poveri, quelli nati da genitori poveri hanno probabilità quasi doppie di nascere sotto peso e di morire nel primo anno di vita, e doppie di sperimentare una breve ospedalizzazione nel primo anno di vita.

La mente dei genitori

“Il pensiero della genitorialità si struttura come un itinerario di viaggio che va programmato, definito e condotto con sagacia e prudenza”, è situato nello spazio e nel tempo, è un sapere della cura, non episodico … Augusta Moletto Riziero Zucchi ci introducono a comprendere meglio le caratteristiche del pensiero dei genitori e a riconoscerne il valore.


Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati.
Registrati
Già membro? Accedi

Imparare da piccoli e piccolissimi

Come imparano i bambini piccoli?

Tutti concordiamo sul fatto che nei primi 3-4 anni di vita il bambino “impara” molto di più che in qualunque periodo successivo, e quest’apprendimento avviene in una serie di campi molto diversi fra loro. Ma… come imparano i bambini tutte queste cose? Siamo abituati a pensare che gli adulti insegnino ai bambini, e abbiamo una certa idea di cosa vuol dire insegnare. Però molto poco di quello che i bambini imparano in questi anni dipende da un insegnamento esplicito, formale da parte degli adulti: come si insegna a un bambino a camminare? E a parlare? Certamente, possiamo “stimolare” in tanti modi l’apprendimento del linguaggio, ma chi e come insegna ai bambini l’accento locale con cui parlano l’italiano (o qualunque altra lingua)? Eppure tutti lo imparano!

Maneggiare con cura. Corpi, emozioni e pratiche di cura nei servizi educativi per la prima infanzia.

Simona Baratti, Gruppo 0-6, Movimento di Cooperazione Educativa

«Alle educatrici e agli adulti, in genere, spetta dare ascolto, capire veramente, espandere la voce dei bambini. L’ascolto è un gioco di specchi e di rimandi, è impostare un rapporto che sappia di emozioni che si traducono in linguaggio, l’ascolto è negoziazione di significati: è disponibilità ad esserci con i bambini, è avere lo sguardo sottile che registra il cambiamento, è restituzione ai bambini del senso della loro efficacia, è evitare, infine, che i bambini siano “figure di silenzio”


Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati.
Registrati
Già membro? Accedi

Ddl Pillon: Lettera aperta ai parlamentari

Se veramente avete a cuore i minori, pensate bene a ciò che è in gioco Mercoledi, 19/09/2018 –   Gentili parlamentari, in relazione al DDL Pillon – all’esame della seconda Commissione Giustizia del Senato – in questa lettera aperta sottoponiamo alla Vostra attenzione alcune preoccupazioni e considerazioni sintetizzate sulla base

Zerosei: cura è educazione

La prospettiva pedagogica di Emmi Pikler attribuisce una importanza centrale, nel lavoro educativo con bambini piccoli, all’esperienza della cura.

Se ci occupiamo di bambini nei primi due anni di vita, ci è ben chiaro di cosa parliamo, quando diciamo ‘cure del corpo’ e perchè ne parliamo…

Gioco della sabbia: tanto per capire qualcosa

Lella Ravasi Bellocchio

Nasce da un test inglese, “il gioco del mondo”, della pediatra Loewenfeld, negli anni Trenta, questo gioco-costruzione delle immagini come rappresentazione simbolica. Viene poi raccolto, arricchito e in qualche modo reinventato da Dora Kalff, allieva di Carl Gustav ed Emma Jung. Con il timbro pionieristico di cui era capace, Dora Kalff collaborava con il Kantonsspital di Zurigo, lavorando in particolare con pazienti intrattabili con cure normali, sofferenti di malattie psicosomatiche, risolvendo casi impossibili. La cosa mi interessava molto. Ero affascinata dalle immagini, dalle diapositive che Dora Kalff mostrava raccontando la patologia e la cura, come lo ero dal suo studio ricavato all’interno di una casa del Seicento vicino a Zurigo, una casa con un’impronta, un’aria quasi “magica”, come ancor più mi appare oggi che so, da poco, che lì aveva vissuto Goethe. Un altro mondo.

L’amore non si conta in ore

Umberto Galimberti

I bambini non hanno bisogno di tempo “di qualità”. Ma di tanto tempo trascorso con loro. Perché è così che imparano a distinguere il bene dal male.

Ogni tanto mi chiedo se nella nostra civiltà, tutt’altro che liquida, perché cementata dalle regole ferree dell’economia, sia ancora possibile mettere al mondo bambini e prestar loro quell’attenzione di cui necessitano per costruire un’identità positiva che garantisce una sicurezza di base per tutta la vita.

Assistenza o educazione? I bisogni dei bambini come base per pensare ai servizi per I’infanzia


Ida Finzi, psicologa e psicoterapeuta

Ho cercato di pensare al tema di oggi partendo da quello che è stato il mio percorso e quindi dall’angolatura della psicologia dell’infanzia. Ho lavorato per più di trent`anni nei servizi pubblici di Milano nell’area della psicologia materno-infantile; ero prima nei Servizi Medico-Psico-Pedagogici Comunali, poi Ussl poi Asl; ho fatto tutto il percorso dei Servizi Territoriali e ripensando a partire da questa esperienza mi sono venute in mente alcune osservazioni.

Novara – Le cure fisiche al nido

La ricerca di modalità individuali di avvicinamento al singolo bambino, nel rispetto delle sue abitudini, dei suoi bisogni e delle sue predisposizioni, nei momenti della cura quotidiana costituiscono un momento essenziale del progetto educativo.

Le ombre della cura – Presentazione

Rimossi, impliciti e paradossi del lavoro educativo

Il nostro ingresso nel mondo è accompagnato dall’ombra, o per meglio dire è anticipato dall’ombra: venire alla luce, dare alla luce significa emergere dall’oscurità, sottrarre al buio. L’ombra è emblema della condizione oscura del luogo delle origini, ci accoglie già prima di venire al mondo. La sua sagoma oscura e profonda si staglia dal nulla indistinto e prende forma con noi nel passaggio in questo mondo: come un daimon silenzioso e vigile, a cui veniamo dati in sorte.
Presenza silenziosa e fedele, l’ombra segue i nostri passi nel tempo, qualche volta li anticipa.

La cura

Cura e educazione Percorsi formativi di approfondimento delle pratiche di cura ed educative a partire dal pensiero di Emmi Pikler, Elinor Goldschmied, Maria Montessori. Parte importante dell’approfondimento consiste nell’analisi di video e nelle riflessioni e nelle discussioni che l’osservazione dei comportamenti dei bambini e delle educatrici saprà suscitare. Alcune delle