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“Le parole comunicano ciò che siamo”

Paola Toni

Le ragioni che rendono di vitale importanza la comunicazione per i servizi educativi non sono di natura superficiale o “commerciale”, attengono bensì alla loro stessa natura di attività educativa. È quindi fondamentale per le istituzioni educative riuscire a rappresentarsi adeguatamente nei confronti degli interlocutori. Il contributo mostra diverse esemplificazioni che aiutano a comprendere quando le esemplificazioni sono efficaci o meno.


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Didattica. Presente!

Ornella Martini nel ripercorrere la storia del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive dell’università Roma Tre, sottolinea come l’utilizzo della didattica a distanza nell’emergenza sanitaria di queste settimane debba portare ad un cambiamento nella riflessione su come trasformare l’insegnamento e la lezione in apprendimento ed esperienza: “Il valore aggiunto della didattica, dunque, per me è la ‘presenza’ ma non in senso fisico: la presenza di un docente è cultura e relazione, empatia e innovazione, comprensione e consapevolezza; è capacità di attrarre interessi, di proporre contenuti e attività comprensibili e stimolanti, di alimentare dubbi e curiosità, di sviluppare pensiero critico e problematico”.


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A settembre, priorità assoluta…forse è già emergenza.

Prima scena Sul treno Milano-Ventimiglia, prima classe, poca gente, un venerdì sera di fine maggio. Con voce cantilenante “Mamma…mammaaa… mi vedi? Guarda…..”. Come un mantra un bambino di circa 4 anni tenta di far vedere una pagina di un libro dove forse aveva fatto un disegno. Un po’ in piedi…...


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Non parole ma immagini

Ornella Martini

La semplicità che tendiamo sbrigativamente ad attribuire alle immagini, talvolta in contrapposizione alla parola, è soltanto apparente. Ogni immagine è veicolo di molteplici significati e possibili interpretazioni, può, inoltre, raccontarci il mondo assumendo un alto valore etico oltre che estetico. Ecco che diviene un’urgenza l’educazione all’immagine, della quale Eco poneva già nel 1974 i capisaldi filosofici.


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Che cosa facciamo: Barbie o capelli?

Ornella Martini

Una riflessione che, a partire dalle profonde trasformazioni dei “giochi di oggi” rispetto ai “giochi di ieri”, invita ad un uso consapevole che valorizzi il potere educativo del digitale perché “una linea pedagogico-didattica può dare l’impronta a tutta la scuola e all’educazione nazionale solo se potrà ‘incorporare’ organicamente nella sua prassi, i mezzi e gli strumenti di informazione e di trasmissione che sono tipici della civiltà in cui viviamo. (Ciari, 2012. 178-179)”.

È meglio studiare il mondo o farne esperienza?

Umberto Galimberti LA REALTÀ E FILTRATA DALLE TECNOLOGIE E SOLO CHI PENSA MOLTO RIESCE A DISTINGUERE IL REALE DALL’IMMAGINARIO “Esperienza” è una parola equivoca. Il rimprovero di non aver fatto esperienza, parte dal presupposto che l’esperienza sia offerta dalla realtà che basta frequentare per fare, appunto, esperienza. Di fatto la

Lo specchio magico

Nel passaggio dal paradigma dell’intensità e della fatica al paradigma della leggerezza e dell’estensione non si può prescindere dall’interesse e dalla comprensione degli allievi, intercettata con il contatto e il dialogo, mantenuta viva con esperienze e storie che avvicinano, in una comune ricerca di senso.

Ornella Martini


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