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I “treni della felicità”

Il bisogno di solidarietà e cura nei confronti dell’infanzia è urgente anche in questo momento storico, spesso misconosciuto o negato. la storia dei “treni della felicità” ripresa da Marica Marcellino racconta un modo in cui si cercò di rispondere a questi bisogni nell’italia dell’immediato dopoguerra.

Bisogni educativi speciali – Giftedness

Samantha Righi
Conoscere e affrontare la tematica dei Bisogni Educativi Speciali (BES) è di fondamentale importanza per il benessere degli studenti e, di conseguenza, dovrebbe essere approfondita da tutte le persone che condividono con loro una quotidianità complessa. Pur cercando di dare un taglio più operativo, si è ritenuto necessario passare attraverso alcune tappe, anche di tipo teorico-normativo, essenziali per comprenderne meglio i contenuti, per questo il contributo è stato diviso in due parti. Sapendo che, comunque, esso non avrebbe potuto essere esaustivo entrambe i contributi sono stati arricchite di riferimenti, non solo di tipo bibliografico, per chiunque volesse approfondire meglio.


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L’importanza della motricità nello sviluppo dei concetti matematici dai 3 ai 7 anni

Il bambino comprende la realtà se prima la vive direttamente; ma come accompagnarlo nel processo di astrazione che caratterizza la matematica? Giuseppe Pea dimostra con dovizia di esempi pratici che “un buon progetto interdisciplinare fra matematica e motoria rappresenta la soluzione a gran parte di questi problemi”


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L’apprendistato scientifico

Anna Aiolfi
La curiosità, l’osservazione e l’esperienza costituiscono i presupposti per il germogliare del metodo scientifico nei bambini. Da parte degli adulti la proposta di un ambiente di apprendimento si costruisce anche con il mettere i piccoli in condizione di esercitare tali esperienze e di costruire conoscenza


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A proposito di malattie rare

Le interviste proposte da Samantha Righi conducono la mente e il cuore al centro di un tema importante e che condiziona l’esistenza di numerose persone. Una migliore conoscenza sia degli aspetti connessi alla malattia stessa, sia delle conseguenze sul soggetto che ne è colpito e sulle persone a lui vicine, contribuisce ad entrare in empatia e a mettere in campo, negli ambiti educativi, proposte ben mirate e rispondenti ai bisogni


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Aspettative e bisogni educativi

Francesca Tomasi, Alberto Zanutto e Barbara Ongari
Il contributo descrive un progetto di ricerca-azione volto a migliorare la qualità della relazione e il benessere degli operatori dei servizi educativi e al tempo stesso delle famiglie, per favorire la relazione di aiuto tra adulto e bambino e percorsi educativi costruttivi


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Verso una pedagogia del conflitto

Maria Taranto, Maria Aloris Pilato
“In una società plurale come la nostra, agevolare la pedagogia del conflitto significa annullare quegli atteggiamenti figli della logica della tolleranza passiva che considerano la diversità un fattore problematico e non un valore dotato di potere generativo”. Questo comporta che la progettazione al nido e alla scuola dell’infanzia “non può prescindere dalla definizione di strategie di intervento e attività improntate all’educazione emotiva, ai temi del conflitto e della pace. La competenza emotiva è strettamente connessa alla capacità di autoregolamentarsi, abilità, questa, che permette di gestire i pensieri, le azioni e i sentimenti adattandoli in maniera flessibile in base alle variabili del contesto fisico e sociale”.


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Il nuovo nucleo Alzheimer dell’RSA Luigi Accorsi di Legnano e il metodo Montessori

Sara Gioia
Nel leggere la descrizione dell’attività dei professionisti dell’RSA ci si rende conto dei numerosi punti di contatto del lavoro con i bambini e di quello con gli anziani: il rispetto per la persona, oltre le competenze che possiede o meno, la cura della relazione, l’attenzione al processo, caratterizzano entrambi gli approcci.