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Chi è dentro, chi è fuori. Il ruolo chiave dei servizi 0-6 nella promozione di giustizia sociale

Chiara Sità
Nel quadro delle politiche europee per l’Early Childhood Education and Care (ECEC), l’accesso universale a servizi educativi di qualità è riconosciuto come una leva fondamentale per la promozione della giustizia sociale, ma l’accesso a tali servizi continua a essere caratterizzato da profonde disuguaglianze. Il contributo analizza le principali barriere che ostacolano la partecipazione ai servizi per l’infanzia, distinguendo tra ostacoli di natura strutturale e barriere indirette, di carattere culturale, relazionale e organizzativo. Attraverso la discussione di due ricerche empiriche l’articolo approfondisce il ruolo delle condizioni di partecipazione costruite dai servizi educativi. La prima ricerca evidenzia come modelli impliciti di funzionamento possano favorire la partecipazione di alcune famiglie e scoraggiare quella di altre; la seconda come silenzi istituzionali, aspettative normative sulla famiglia e stereotipi di genere possano tradursi in forme di esclusione. L’analisi mette in luce come presenze, assenze e modalità di accesso ai servizi costituiscano indicatori significativi della loro capacità inclusiva.


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Alla ricerca del sistema integrato nelle Indicazioni Nazionali

Cassandra
Negli ultimi mesi abbiamo assistito a diverse prese di posizione nei confronti delle Indicazioni Nazionali promosse dal Ministero dell’Istruzione (e del Merito che, per chi ha letto i miei precedenti articoli, tendo sempre a distinguere dai processi di educazione e apprendimento).
Sono in sostanza quelle Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia e delle scuole del primo ciclo di istruzione che modificano di fatto l’impianto che da tempo caratterizzava i primi anni del percorso di istruzione italiano.


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Il virus può uccidere la scuola … se gli insegnanti non immaginano la cura [1]

Jaume Funes, 14 maggio 2020

Nel mezzo della crisi generata dalla mutevole complessità della pandemia covid-19, la scuola e i suoi professionisti devono affrontare un orizzonte instabile, che ogni giorno genera nuove contraddizioni e sfide. Quando siamo a metà maggio (a metà del terzo trimestre) dobbiamo già dare risposte ad almeno tre domande immediate e urgenti:

  1. a) se gli studenti dovrebbero passare dal confinamento alla realtà senza scuola fino a settembre;
  2. b) se ha senso aprire la scuola per alcuni cicli, in particolare la scuola materna;
  3. c) in base a quali parametri dovremmo iniziare a pianificare la scuola per il prossimo anno scolastico.

Tutti e tre i quesiti sono integrati giorno dopo giorno da nuovi e diversi parametri di una realtà in movimento.

Dalla Francia: In modo che il rimedio non sia peggio del male!

Christine Schuhl Educatrice infantile e docente universitaria. Trainer e docente sul tema della “violenza delicata” e consulente pedagogico nelle strutture di accoglienza

Josette Serres Dottore in psicologia dello sviluppo, specializzata nello sviluppo cognitivo dei bambini. Formatrice sulla prima infanzia.

Un quadro europeo sullo sviluppo dei servizi educativi per l’infanzia

Maurizio Parente

 
Lo sviluppo dei servizi educativi per l’infanzia ha alle spalle una storia che, in vario modo, si intreccia con la complessità dei contesti sociali e la loro trasformazione. Tali servizi, infatti, hanno risentito e risentono non solo dei mutamenti sociali, culturali, demografici, politici ed economici propri dell’evoluzione storica di ogni Paese, ma anche delle trasformazioni delle strutture familiari e delle idee di bambino e famiglia. Gli stessi obiettivi che ne costituiscono la cornice di senso hanno subito profonde trasformazioni: da servizi preposti essenzialmente all’assistenza e sicurezza dei bambini, si è progressivamente passati a considerali servizi di utilità sociale (indispensabili per garantire la conciliazione tra vita e lavoro, favorendo il lavoro femminile) fino a riconoscerne un reale valore educativo e formativo.


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I bambini umiliati a scuola

di Chiara Saraceno A Lodi oltre duecento bambini che frequentano la scuola di base sono esclusi dal servizio mensa, dallo scuolabus, persino dallo yogurt che viene offerto come merenda a tutti i bambini indipendentemente dal reddito, perché i loro genitori, stranieri non comunitari, non possono dimostrare la loro condizione di

La scuola impreparata

Chiara Saraceno

La disorganizzazione e la perdita di tempo danno a ragazzi e genitori l’idea che l’istruzione non sia una cosa seria.

Cambiano i governi e i ministri della Pubblica istruzione, ma l’inizio dell’anno scolastico nel nostro Paese si presenta sempre come un fenomeno emergenziale. Come se fosse qualcosa di imprevisto e ingovernabile, cui non si può arrivare davvero preparati, in modo che dal primo giorno le lezioni si svolgano regolarmente, con gli insegnanti al loro posto, il tempo pieno, ove previsto, funzionante, il servizio mensa attivo, le palestre agibili.

Per un’ infanzia quattro volte A: Autentica, Autonoma, Ambiente, Avventura.

Franco Frabboni 4.2 Bambini Autonomi Il Progetto/tre-sei di Loris Malaguzzi pone alla seconda rotonda l’infanzia targata Autonomia. (….) Parliamo di bambini seri, concentrati e protesi con tutte le loro forze a ingrandire – da soli – gli orizzonti alfabetici e lunari. E’ un’infanzia che ha una irresistibile voglia di osservare il

Un percorso di formazione e autoformazione nell’esperienza di co-costruzione delle Linee Guide ARCA

Oggi i servizi per l’infanzia sono contesti di apprendimento e spazi di relazione tra adulti e bambini e non più luoghi assistenziali destinati alla custodia dei piccoli, perciò, rispetto al passato, sono cambiati molti aspetti: dall’idea di bambino e di famiglia al ruolo dei professionisti dell’educazione. Il personale educativo, nel corso degli anni, ha costruito e sviluppato un profilo professionale basato su varie e diverse competenze, grazie a un lavoro maturato sul campo e attraverso una formazione iniziale e, soprattutto, in servizio. I

Coprogettazione: gestire servizi educativi per la prima infanzia e costruire reti

Alzano Lombardo, Nembro e Fiorano al Serio, in Valle Seriana (provincia di Bergamo) insieme alla Cooperativa Sociale Il Cantiere sperimentano la co-progettazione come strumento che fa nascere connessioni, condivisioni di saperi, approfondimento delle conoscenze pedagogiche, coinvolgimento delle famiglie e ottimizzazione delle risorse. Scopriamo attraverso quali fasi e con che risultati.

Tutti in classe tra querce e pupazzi di neve

Marco Belpoliti Le scuole nei boschi sono sempre esistite.  Perché l’edificio scolastico era situato in  una località montana, perché dietro l’aula c’era un bosco di querce o un faggeto, perché per andare a scuola a piedi, spesso d’inverno e con la neve per terra, si dovevano percorrere chilometri su sentieri

I padri nei servizi per l’infanzia. Prossemica, gesti e modelli d’interazione.

Silvia Cescato ci presenta la sintesi di una ricerca svolta in un Nido d’infanzia; lo studio intende individuare ed approfondire le azioni e le rappresentazioni degli educatori / educatrici e dei padri relative alla presenza dei padri stessi nei servizi educativi. I momenti privilegiati per l’osservazione sono le fasi di transizione (accoglienza e uscita), per il riconoscimento delle modalità di interazione, la rivalutazione e valorizzazione dei diversi stili interattivi e dei modelli relazionali impliciti.

Assistenza o educazione? I bisogni dei bambini come base per pensare ai servizi per I’infanzia


Ida Finzi, psicologa e psicoterapeuta

Ho cercato di pensare al tema di oggi partendo da quello che è stato il mio percorso e quindi dall’angolatura della psicologia dell’infanzia. Ho lavorato per più di trent`anni nei servizi pubblici di Milano nell’area della psicologia materno-infantile; ero prima nei Servizi Medico-Psico-Pedagogici Comunali, poi Ussl poi Asl; ho fatto tutto il percorso dei Servizi Territoriali e ripensando a partire da questa esperienza mi sono venute in mente alcune osservazioni.

La mission storica del nido e il diritto dei bambini alla formazione collettiva precoce.

Daniele Chitti

Quello presente, vuole essere un ulteriore contributo sul tema del rispetto dei diritti dei bambini, in un'ottica storica ed evolutiva, non meramente ideologica, ma generativa di soluzioni continue di miglioramento, anche oltre il tempo che ci è dato di vivere e lavorare.


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I social network per la promozione della cultura d’infanzia

Paola Toni
Richard Normann, studioso ed esperto di Management che diceva che il servizio deve entrare in una «logica di produzione di valore (logic of value production)» e perciò deve rispondere a questa domanda: «Se il servizio per cui lavoro ha un forte orientamento ai sistemi di creazione di valore che permettono di raggiungere e mantenere risultati concreti e duraturi, l’approccio mentale non è “questo è il mio servizio”, ma “per questi miei clienti quale valore sto creando?”».

L’educazione dei bambini fra diritti dichiarati, dinamiche evolutive delle esperienze e nuove prospettive 0-6

In bilico sulla soglia dell’attenzione della politica La lunga strada per l’affermazione del diritto all’educazione a partire dalla prima età Sembra diffondersi sempre più nel contesto dei documenti internazionali di orientamento delle politiche e negli stessi programmi generali di tanti Paesi nel mondo l’idea che il tema dell’educazione corrisponda al…...


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I luoghi del crescere. Nidi e Sezioni Primavera: esperienze a confronto

Milena Manini

I primi anni del nuovo secolo hanno ricollocato in primo piano, dal punto di vista politico culturale e legislativo, il tema dell’educazione dell’infanzia da zero a sei anni, questione rimasta tendenzialmente in ombra dopo l’esaurimento dell’imprinting progettuale ed economico della legge n. 285/1997. Le sue deliberazioni permisero il riconoscimento e il consolidamento del sistema dei servizi secondo una duplice direzione: una educativa, caratterizzata dalla compresenza di nidi, scuole dell’infanzia, tipologie integrative e tipologie sperimentali ed una politica organizzativa di con-correnza gestionale tra sistema pubblico e sistemi privati.

Luci e ombre di un provvedimento

Intervento al MIUR Potrei iniziare con una critica al fatto che il MIUR ci ha chiamati qui e poi si è presentato senza illustrarci una proposta anche sintetica di come vorrebbe procedere sulla costituzione del sistema integrato di istruzione e educazione da 0 a 6 anni. Ma anche io, come…...


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