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Passano gli anni e qualcosa è cambiato

Emilia Restiglian prende in esame diversi aspetti caratterizzanti gli attuali corsi di laurea per gli Educatori nei servizi per l’infanzia: le modalità di accesso, la centralità dell’infanzia nel curricolo, i tirocini, i laboratori… In generale rileva che “la formazione è stata resa di conseguenza molto più omogenea nel territorio nazionale anche se, naturalmente, solo un’analisi qualitativa delle attività previste (insegnamenti, laboratori, tirocinio) potrebbe far emergere le differenti “qualità” dei percorsi formativi”.
Manca ancora “un riconoscimento generalizzato del titolo di studio (…), a partire dai concorsi pubblici, e una qualificazione di tutti i servizi per la prima infanzia del paese in ottica di miglioramento continuo e della diffusione della cultura dell’infanzia”.


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Mettere radici

Ogni orto è diverso dagli altri, ma che si tratti di orti comunitari, di accoglienza o di quartiere, o ancora di orti interculturali e internazionali, hanno tutti una cosa in comune: sono il luogo in cui il giardinaggio mette in relazione le persone – che siano o meno portatrici dell’esperienza del rifugiato o del migrante -, consente loro di trovare conforto all’arrivo in una nuova patria e di prendere coscienza delle connessioni tra ecologia e stile di vita sostenibile.

La giornalista Jutta Gruber e il regista di documentari Andreas Münzer hanno incontrato alcuni attori, piccoli e grandi, di questo nuovo impegno intorno al giardinaggio.


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Gioco libero con vincoli

Marine Schmoll, psicologa clinica in asili nido e membro dell’ANAPSY.p.e. (Associazione Nazionale degli Psicologi per la prima infanzia - Francia), osserva che i protocolli sanitari hanno modificato le regole della vita negli asili e in particolar modo quelle cui è sottoposto il gioco.

La domanda che si pone è la seguente: ne deriva una riduzione delle libertà dei bambini e degli adulti, genitori e educatori, che li circondano?


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Educare alla cittadinanza e alla democrazia nella scuola dell’infanzia

a cura di Donatella Gertosio
“L’ascolto paziente che permette di decentrarci per cogliere pensieri e costruire nuove soluzioni esercitando la democrazia in una piccola comunità di adulti e bambini” non è solo una dichiarazione di principi e intenti ma, come è documentato dal contributo, è una capacità da esercitare nella vita vissuta a scuola


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Se le bolle fermano le fatine dei denti
Lo 0/6 di fronte alla pandemia

Cosa accade nei Nidi e nelle scuole d’infanzia con i protocolli di sicurezza per la prevenzione del contagio da Covid 19? Lo racconta Teresa Garaffo con un’incursione autobiografica, sottolineando l’importanza di mantenere vive le relazioni tra insegnanti, di condividere i Patti territoriali e i Patti di corresponsabilità e di volgersi verso l’Outdoor Education


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Bolle gialle, bianche, blu al nido

Patrizia Brunazzo riporta criticità e punti di forza delle “bolle” direttamente dalle parole delle educatrici del Nido di Vigliano Biellese, non senza proiettare uno sguardo al futuro


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Riflessione sull’esperienza delle bolle da parte delle insegnanti e delle educatrici del nido e della scuola dell’infanzia “San Giovanni Bosco” di Sacile – PN

L’osservazione dei cambiamenti imposti dalle limitazioni anti-contagio porta Martina Maset (referente scuola dell’infanzia), Greta Fregonese (coordinatrice didattica dell’asilo nido) e Cristina Borsoi (coordinatrice psicopedagogica 0-6) a intravedere elementi sui quale basare un miglioramento nel futuro prossimo: un ruolo più centrale all’Outdoor Education, una presenza degli esperti più costante, modi di vivere alcuni spazi e momenti (il pranzo) con più intimità


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Nidi e Covid…non tutto il male vien per nuocere

Quanto raccontato da Mariolina Boldrin mostra come i cambiamenti portati nel contesto educativo in conseguenza del Covid possono indurci a riflettere, anche attraverso un confronto con la precedente situazione, e ad adattarci in un modo che sia funzionale dal punto di vista educativo


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