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Quando i bambini giocano

Questo contributo vuole ri-focalizzare l’attenzione sul ruolo del gioco e del contesto atto a sostenerlo nella scuola dell’infanzia. Vorrei guardare il gioco con un “occhiale” diverso che mi permetta di connetterlo all’apprendimento del bambino e al suo “stare bene” a scuola con l’intento di “scardinare” una certa idea di insegnante

Chi ha ancora voglia di perdere tempo con i bambini?

Appunti per una pedagogia della lentezza Francesco Tonucci Istituto di Psicologia del CNR Per andare da Roma a Firenze si può percorrere la Cassia. Questo non rappresenta solo un trasferimento, ma significa passare per paesi e cittadine, attraversare paesaggi diversi, vedere, incontrare. Significa fermarsi, rallentare e accelerare, stupirsi e arrabbiarsi....


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Non ho tempo

Ritmi di lavoro e comunicazione nella pratica televisiva Marco Giusti Autore di programmi televisivi Pesto presto. Quando sono stato invitato al convegno sulla lentezza che si sarebbe tenuto a Firenze, ho accettato senza problemi. Tutto il mio lavoro è basato sulla rapidità; e sul tempo. Rapidità di esecuzione, tempo che...


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I piccioni di Rotschild e le ali di Internet

Informare in tempo reale Sandro Ruotolo Caporedattore di “Tempo Reale”, RAI 3 La velocità fa parte di quel bagaglio culturale e professionale che ogni giornalista si porta dietro in ogni circostanza. Far presto è sinonimo di far bene, di avere la notizia prima dei tuoi’ colleghi, di battere la concorrenza,...


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Cambio di velocità

Ritmi di lettura e di scrittura nei testi narrativi per ragazzi Roberto Denti Studioso di letteratura per l’infanzia I tempi e i modi attuali di lettura da parte dei- bambini o degli adolescenti non possono che essere inquadrati nei tempi e nei modi dell’intera vita dei ragazzi d’oggi. Perché il...


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Come sedurre ballando i lenti

Da Oblamov a Poldo Sbafini Antonio Faeti Docente di Storia della letteratura per l’infanzia, Università di Bologna Nell’Introduzione all’Oblomov di Ivan Gonciarov stampato dalla UTET di Torino nel 1933 c’è già tutto quanto serve a definire quello che è il rapporto del protagonista con il tempo: “nacque Ivan Gonciarov il...


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Fermati tartaruga

Velocità e lentezza nel regno degli animali Giorgio Celli Docente di Entomologia, Università di Bologna Velocità, lentezza: animali veloci, animali lenti. Gli uni e gli altri obbediscono a una loro strategia, e se se la sfangano, in maniera tale da riuscire a “evolversi fino a diventare nostri contemporanei, dobbiamo concludere...


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Il diavolo non ha tempo da perdere

Non ci sono descrizioni né, indugi o rallentamenti: cosa sono quelle sette buche, e quanto è lontana la montagna? Gli eroi delle fiabe non si fermano a dare spiegazioni e soprattutto non camminano, volano. Nonostante il rituale attacco “cammina, cammina entrarono in un bosco scuro…” l’ingresso nel mondo del meraviglioso è all’insegna della velocità: si scavalcano montagne e foreste, si attraversano i secoli, si va incontro a metamorfosi fulminee.

Una legge tutta da fare

Ferruccio Cremaschi
Della proposta di legge (prima 1260, poi “buona scuola” legge 107 del 13/07/2015) se n’è parlato molto. Ci si è impegnati moltissimo per cercare di inserire e conservare punti ritenuti qualificanti. Per oltre un anno c’è stato un grande impegno a molti livelli di cittadini/e attenti/e all’infanzia per sostenere un disegno di legge che si proponeva di aggiornare la normativa sul Nido (dopo oltre quarant’anni dalla legge istitutiva) e di avviare una prima riflessione sui diritti all’educazione dei bambini e delle bambine fin dalla nascita. Poi i testi ci sono cambiati tra le mani. Sembrava che … e poi sembrava …

Tempi umani e tempi astronomici

Ritmi evolutivi dell’universo

Margherita Hack
Docente di Astrofisica, Università di Trieste

Cos’è il tempo? Tutti sappiamo cos’è, qualsiasi avvenimento si svolge a un certo momento in un certo luogo, siamo immersi nello spazio-tempo. Ma provate a definirlo questo tempo. Si parla di passato, presente e futuro, ma il presente in realtà non esiste perché appena lo nominiamo è già trascorso.

Cura è apprendimento: ovvero “corpo tras-curato alla scuola dell’Infanzia?”

Nella dimensione relazionale, che è quella all’interno della quale si veicola e si sviluppa la comunicazione d’apprendimento, il discorso dell’identità e della coscienza di sé riveste un’importanza determinante. Di questo bisogna tener conto nello sviluppare qualsiasi strategia educativa. Questo concetto, già approfondito da Donatella Savio nel suo intervento, d’ora in avanti sarà usato come riferimento/presupposto essenziale per le riflessioni che seguono.

Continuità 0-6

Sono aumentati negli ultimi tempi seminari e incontri dedicati alla prospettiva di una continuità 0-6. Tali appuntamenti nascono a seguito di una proposta di legge (la proposta Puglisi) che prevede di includere il percorso zerosei nel sistema di educazione e istruzione. 1. In realtà ancora oggi in molte situazioni permane

Progetto “Piccoli saggi – filosofiacoibambini”

Circolo didattico S.Orso di Fano(PU) a.s. 2014/2015

Laboratori di filosofiacoibambini e formazione per insegnanti

I soggetti coinvolti sono stati più di 500 alunni delle 20 classi sperimentatrici che hanno aderito al progetto con relativi docenti ( compresi due gruppi di bambini di 5 anni della scuola dell’infanzia) . Sono stati coinvolti anche i genitori e altri docenti che pur non partecipando alla sperimentazione con le loro classi, hanno svolto la formazione teorica. Il progetto è stato guidato dalla figura dell’esperto Carlo Maria Cirino, ideatore del metodo. La documentazione del percorso è stata curata dall’insegnante Francesca Saltarelli.

Partenariato strategico

I servizi di cura per l’infanzia sono un campo prioritario nelle strategie europee a medio e lungo termine. Sotto la dicitura ECEC (Early Childhood Education and Care) sono compresi i regolamenti, gli standard pedagogici e le procedure di accesso dei bambini dalla nascita sino all’inizio della scuola dell’obbligo. Includono il settore pubblico, privato e del volontariato attivo nel campo dell’infanzia.
Prima di presentare la rilevanza di strumenti e forme innovative in ECEC nei fondamentali trattati dell’Unione Europea è bene analizzare quali sono le categorie europee per la definizione di servizi educativi di qualità.

Genitori tedeschi e italiani a confronto

Stefania Cannalire
Tornando a casa. La cultura educativa degli “altri”
Da qualche anno mi diverto a viaggiare per il mondo alla ricerca di opinioni e sguardi diversi sul bambino e sulla sua formazione. Molta della mia esperienza si divide tra Berlino e Piacenza, città in cui vivo, e tenta di conciliare approcci talvolta agli antipodi.
Spesso nel nostro paese, con un’umiltà e uno spirito di ricerca che forse all’estero mancano (non a caso siamo spesso noi italiani a essere artefici delle migliori innovazioni pedagogiche), mi viene chiesto di portare una ventata di freschezza che poi però si fatica ad apprezzare e a incorporare nelle abitudini.