La saggezza è saper stare con la differenza senza voler eliminare la differenza
gregory bateson
L’azione politica al servizio della qualità educativa nello 0-3. L’ILP (Iniziativa Legislativa Popolare) nella Catalogna odierna come esempio di democrazia diretta
Berta Vila-Saborit, Anna Vila Boix, Maria Glòria Olmos Martinez, Francesca Davoli
L’articolo presenta l’iniziativa volta a migliorare l’educazione in Catalogna, attraverso il movimento “0-3, on tot comença”, che raccoglie ampio consenso tra nidi, scuole, educatrici e cittadinanza, affinché il Parlamento catalano modifichi l’attuale legge educativa per regolare l’educazione nello 0-3.
Berlino – Viaggio studio: visita ai servizi educativi della rete NOA (lavoro aperto) – 20-22 ottobre 2025
Per i partecipanti a R.I.L.A. proponiamo un viaggio a Berlino per entrare nel vivo del lavorare in modo aperto. Tre giorni, 20, 21 e 22 ottobre, dedicati a visite a kindergarten che aderiscono al N.O.A (la rete lavoro aperto di Berlino e Brandeburgo) e incontri dedicati e di approfondimento con Roger Prott, Beatrice Vitali e alcune rappresentanti della rete berlinese.
Un’occasione per osservare da vicino le varie forme che il lavoro aperto può assumere, capirne le scelte, gli aspetti organizzativi, la gestione degli spazi oltre a cogliere i risultati che questa organizzazione può dare: benessere, autonomia e tanto altro.
Le visite iniziano lunedì 20 ottobre alle ore 9. La mattina si visiteranno servizi educativi 0-6 con caratteristiche e dimensioni diverse, ma con lo stesso focus di apertura.
Continua a leggere...La partecipazione delle famiglie alla costruzione di un laboratorio pedagogico
Anne Heracléia De Brito, Jacqueline Silva Da Silva
Questo studio fa parte di una tesi in fase di elaborazione dal titolo “Il laboratorio pedagogico e i suoi contributi all’insegnamento: esperienze diverse per i bambini di una classe multigrado (3 – 8 anni) in una scuola rurale nella città di Piripiri/Piauí”.
Territori in movimento
Incontri con i bambini/e in contesti di vulnerabilità
Taciana Camera Segat, Marcia Pires Cardona, Denise Ferreira Da Rosa
Questo articolo racconta gli incontri e le esperienze con i bambini/e in contesti di vulnerabilità sociale e economica. Trattiamo dei primi incontri nei centri di accoglienza per gli alluvionati e dei successivi incontri all’interno dei servizi pubblici per la prima infanzia (0-6). Noi, gli autori di questo articolo, facciamo parte del progetto Collettivo Fluir: Territori Educativi Intersettoriali di Azioni e Politiche in Difesa dei Bambini in Contesti Vulnerabili, un gruppo composto da professori e studenti del programma di laurea e di post laurea verso l’Università Federale di Santa Maria, un’istituzione pubblica situata nel Rio Grande do Sul, Brasile.
Continua a leggere...Immigrazione italiana nel sud del brasile
Gabriela Abel Stangherlin Graff
Il progetto pedagogico di ricerca sull’immigrazione italiana a Caxias do Sul fa parte del curriculum didattico delle scuole della regione e permette di recuperare la storia della costruzione della città e dei comuni limitrofi.
Berlino- Tra architettura e pedagogia – 29 Aprile / 2 Maggio 2025
Le architetture e gli spazi aperti di Berlino ci raccontano un’idea particolare d’infanzia.
Vi proponiamo tre giorni intensivi di visite in cui la progettazione architettonica e paesaggistica incontreranno la pedagogia per scoprire e riflettere su nuove possibilità progettuali: uno sguardo attento ai bambini, capace di riconoscere il valore del gioco e della comunità. Il viaggio è dedicato a pedagogisti, architetti e a chi si occupa di entrambi gli aspetti nella progettazione e realizzazione di spazi interni ed esterni per i servizi dedicati all’infanzia.
Il bambino protagonista e imprenditore
La voce di educatrici brasiliane
Aparecida Garcia Pacheco Gabriel, Jacqueline Silva Da Silva, Silvana Neumann Martins
La filosofia di Loris Malaguzzi esalta protagonismo e comportamenti imprenditoriali nella prima istruzione. I risultati della pratica educativa dell’educatore mostrano come l’approccio ai principi educativi della filosofia di Loris Malaguzzi si traducono in strategie di apprendimento, sviluppando la creatività, l’autonomia e il protagonismo dei bambini.
Berlino, tra pedagogia e architettura
Francesco Montesarchio e Beatrice Vitali
Le riflessioni su un viaggio studio non “tradizionale” a Berlino, dove la pedagogia emerge dalla vita quotidiana di una città.
Lasciate uscire i bambini: hanno bisogno di spazi per fare esperienza e di adulti coraggiosi
Gabriele Pohl
Il margine in cui i bambini possono mettersi alla prova, in cui possono percorrere la propria via, vivere avventure e testare i propri limiti è ormai sempre più ridotto. Per i bambini, la casa non è più il centro da cui espandere continuamente il raggio d’azione. Oggi si parla di “isolazione dell’infanzia”.
Berlino – tra architettura e pedagogia
20-24 agosto 2024
Le architetture e gli spazi aperti di Berlino ci raccontano un’idea particolare d’infanzia.
Vi proponiamo tre giorni intensivi di visite in cui la progettazione architettonica e paesaggistica incontreranno la pedagogia per scoprire e riflettere su nuove possibilità progettuali. Uno sguardo attento ai bambini, capace di riconoscere il valore del gioco e della comunità.
Il viaggio è dedicato a pedagogisti, architetti e a chi si occupa di entrambi gli aspetti nella progettazione e realizzazione di spazi interni ed esterni per i servizi dedicati in modo particolare all’infanzia.
I bambini hanno bisogno di spazi per crescere. Lasciateli giocare
Gabriele Pohl
L’infanzia è cambiata radicalmente. Solo 50 anni fa, un neonato trascorreva la maggior parte del tempo nella sua culla, al riparo da troppe impressioni sensoriali. In seguito, il bambino faceva le sue prime esperienze in un ambiente circoscritto vicino ai famigliari, di solito la madre. Di norma, durante la crescita era circondato da fratelli e sorelle e nessuno avrebbe pensato che potesse crescere male. A nessuno sarebbe venuto in mente di portare i propri bambini a pomeriggi di danza, di farli sedere davanti alla televisione o di praticare con loro i segni della mano per migliorare la comunicazione. Oggi l’educazione dei bambini è sempre più nelle mani di educatori professionisti che devono rispondere a diverse esigenze: quelle dei genitori, che non solo vogliono che i loro figli siano affidati a personale amorevole, ma vogliono anche che siano al passo con il progresso scientifico-sociale, che ha ridefinito i requisiti degli educatori a un livello più specifico. E infine, soprattutto, si sentono obbligati a dare al bambino ciò di cui ha bisogno per un sano sviluppo.
Fuori dall’istituzione
Presentiamo il primo di una serie di articoli di Gabriele Pohl che sviluppa una serie di riflessioni sulle attività da proporre a bambine e bambini a partire da una visione di educazione legata alle idee di Astrid Lindberg, la creatrice e autrice delle avventure di Pippi Calzelunghe.
Come reagire alla resistenza dei bambini
L’articolo “Come reagire alla resistenza dei bambini?” è stato scritto nell’ambito del progetto EDIT.
https://www.fh-potsdam.de/studium-weiterbildung/projekte/edit (progetto: studi e formazione continua)
Questo contributo, pubblicato sulla rivista tedesca Waimiki, spiega come gestire i conflitti tra adulti e bambini piccoli. Nell’ambito del progetto EDIT, sono stati affrontati vari aspetti del tema: ad esempio sulla gestione dei conflitti tra bambini. Inoltre, sono stati pubblicati materiali online, consultabili in lingua tedesca sula sito citato sopra, sul cambiamento delle situazioni quotidiane (mangiare, dormire, gestire conflitti, lamentele ...).
Ai musei Picasso di Antibes e Bonnard di Le Cannet
Nathalie Gossiaux e Fanny Lejay
Nelle Alpi Marittime, alcuni musei si aprono ai più piccoli, alle loro famiglie e alle operatrici della prima infanzia…
A Montpellier il museo Fabre e i più piccoli
Dal 2007 il museo Fabre, in collaborazione con la Direzione dell’Infanzia e altri partner, sviluppa numerosi progetti rivolti al pubblico dei più piccoli.
Marion Bouteiller, Isabelle Facoltoso E Lamia Abou Saada descrivono un’esperienza sperimentale di approccio al museo da parte dei più piccoli.
Accostato con metodologie attive e in ascolto dei bambini risulta un luogo ricco di stimoli per le sensazioni, le emozioni, le scoperte che provoca.
Padri genitori secondari dei vostri figli
Jan Peeters rileva l’urgente necessità di modificare il concetto deficitario di paternità rafforzato, purtroppo, da studi del passato anche recente. Sostiene, in seguito alle sue ricerche ed esperienze personali, che “per sostituire questo pensiero deficitario sulla figura paterna, la ricerca e i progetti innovativi dovrebbero focalizzarsi su ciò che promuove il cambiamento nel lavoro con i padri, e ciò che facilita il coinvolgimento del padre. I progetti innovativi devono sostenere gli educatori in modo che possano generare maggiori immagini positive su come ‘essere padri.’”
Infanzia in Lituania
Emilia Restiglian
Nell’ambito del progetto Arqus European University Alliance alcune studentesse universitarie italiane e lituane, insieme a docenti, dottorande di ricerca e una tutor organizzatrice di tirocinio, hanno comparato le strutture educative lituane e italiane, per quanto attiene la metodologia e documentazione, gli spazi interni ed esterni e l’inclusione di bambini e famiglie. Ne risulta il profilo di 5 scuole d’infanzia differenti per spazi e proposte ma che negli “spazi, tempi, materiali, scelte pedagogiche e nella predisposizione del setting educativo/didattico derivano da un’idea di infanzia intesa come “arco di tempo unitario” contrassegnato da una visione olistica del bambino che in modo continuativo, fin dalla nascita, sviluppa le sue potenzialità e conoscenze”.
Nordic view – O/6, tra natura, cultura e arte – Novembre 2022
La prospettiva nordica nei servizi educativi per l’infanzia, il rapporto tra indoor and outdoor e uno sguardo alla cultura e all’ arte a disposizione per tutti all’interno della città.
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Educare. Superare la distinzione tra apprendimenti e cura
Esperienze di bambini, genitori e educatori
Katrien Van Laere, Brecht Peleman Il contributo è frutto di due ricerche volte ad approfondire il significato attribuito dai genitori e agli operatori dell’educazione alla cura e all’apprendimento dei bambini tra i 2 anni e mezzo e i 4 anni e il vissuto dei bambini nel passaggio dal Nido d’Infanzia alla Scuola dell’Infanzia. Emerge come “la distinzione tra apprendimenti e cura va contro il sentire di molti genitori e operatori” e l’imparare a vivere e educare dei bambini siano, per alcuni, questioni prioritarie. La conferma giugne dalla letteratura internazionale nella quale “questo approccio pedagogico è noto col nome di “educare”: la cura è apprendimento e l’apprendimento è cura”.
Gioco libero con vincoli
Marine Schmoll, psicologa clinica in asili nido e membro dell’ANAPSY.p.e. (Associazione Nazionale degli Psicologi per la prima infanzia - Francia), osserva che i protocolli sanitari hanno modificato le regole della vita negli asili e in particolar modo quelle cui è sottoposto il gioco.
La domanda che si pone è la seguente: ne deriva una riduzione delle libertà dei bambini e degli adulti, genitori e educatori, che li circondano?
La democrazia dei bambini
Herdis Toft
Nel gioco bambine e bambini applicano in maniera diretta e pratica i principi della democrazia. In Danimarca si sviluppa un ricco spazio di discussione su «come» bambine e bambini possono diventare protagonisti attivi della propria infanzia.
I bambini nella società svedese
Tratto da: In Svezia com La Svezia ha una popolazione che si aggira attorno ai nove milioni di individui, di cui quasi due milioni hanno meno di 18 anni. La maggior parte di questi dà per scontato alcuni privilegi come l’istruzione gratuita, una vita sociale piena, l’accesso facile ad
Continua a leggere...Carta dei principi: Edu_Care / Transizioni[1] vissute dai bambini di 0-6 anni
Centro Educativo Di Bruxelles e Servizio per le famiglie a. Cornice di riferimento I bambini piccoli (0-6 anni) crescono in vari contesti: a casa, possibilmente in strutture per l’infanzia e nella scuola dell’infanzia. A Bruxelles, sfide sociali come la diversità, la disuguaglianza sociale e la povertà hanno anche un
Continua a leggere...Il bambino confinato
L’infanzia è un’invenzione. O una costruzione. Questo è ben noto.
Ma l’impatto di questa affermazione è enorme. In questo articolo, questa idea consentirà di sottolineare e di cogliere meglio il concetto di infanzia attualmente prevalente nella società occidentale in genere, e più specificamente in Danimarca.
Perché e come si alimenta l’autostima
Amilcare Acerbi prosegue le sue riflessioni in pillole sulle scelte educative e progettuali delle scuole dei Paesi Baschi che ha visitato in viaggio –studio
Come si coltiva la curiosità e si educa all’autonomia
Amilcare Acerbi enuclea alcuni temi a partire dalla visita studio ad alcune scuole dei Paesi Baschi:
– come coltivare la curiosità ed educare all’autonomia,
– perché e come si alimenta l’autostima e
– “che ci fanno i bambini di 2 anni con quelli di 12?”
Oltre lo zero-sei, zero-dodici e inclusione
Lucia Morandi
La comparazione con altri sistemi scolastici e altre scuole, in questo caso dei Paesi Baschi, porta a riflettere sulla valenza pedagogico – didattica delle scelte metodologiche; in particolare l’autrice si sofferma sul clima di serena laboriosità e sul basso livello di aggressività, riconducibili ad alcuni elementi messi in luce nell’osservazione compiuta.
Continua a leggere...Un’Europa per tutti: perché l’Unione Europea (UE) richiede un approccio più coraggioso per sostenere i giovani bambini e le loro famiglie
intervista a Bronwen J. Cohen a cura di Enrica Fontani
Le decisioni politiche segnano, più di quanto siamo consapevoli, le nostre vite. Bronwen ripercorre, in breve, le politiche europee sui servizi all’infanzia e le relative ripercussioni sull’educazione dei bambini, sulla qualità della loro vita e delle rispettive famiglie. L’autore vede nell’Unione Europea un soggetto di progresso possibile a condizione che ascolti i bisogni dei suoi cittadini.
Un quadro europeo sullo sviluppo dei servizi educativi per l’infanzia
Maurizio Parente
Lo sviluppo dei servizi educativi per l’infanzia ha alle spalle una storia che, in vario modo, si intreccia con la complessità dei contesti sociali e la loro trasformazione. Tali servizi, infatti, hanno risentito e risentono non solo dei mutamenti sociali, culturali, demografici, politici ed economici propri dell’evoluzione storica di ogni Paese, ma anche delle trasformazioni delle strutture familiari e delle idee di bambino e famiglia. Gli stessi obiettivi che ne costituiscono la cornice di senso hanno subito profonde trasformazioni: da servizi preposti essenzialmente all’assistenza e sicurezza dei bambini, si è progressivamente passati a considerali servizi di utilità sociale (indispensabili per garantire la conciliazione tra vita e lavoro, favorendo il lavoro femminile) fino a riconoscerne un reale valore educativo e formativo.
Edimburgo, 3/7 marzo 2019
I servizi educativi scozzesi
Viaggio studio in collaborazione con Children in Scotland
Sette ragioni per cui la pubblica istruzione finlandese è così buona da umiliare il modello USA. E quello italiano
Per quanto piccola e omogenea, i ripetuti successi nelle classifiche internazionali sull’istruzione mietuti dalla Finlandia significano che ha certamente qualcosa da insegnare agli USA (e all’Italia ndr.). Il piccolo stato nordico, ad esempio, dà grande importanza all’istruzione precoce. Prima delle moltiplicazioni, i bambini finnici imparano semplicemente a essere bambini: a giocare
Continua a leggere...Come funzionano gli asili in Finlandia
Una nuova legge varata in Finlandia prevede che i bambini fino a 7 anni d’età debbano giocare indisturbati e divertirsi senza dover imparare a leggere e scrivere, almeno fino a quella età. La nuova legge si incentra completamente sul gioco e su un apprendimento prettamente ludico. Nelle scuole finlandesi ai
Continua a leggere...Educazione e cura dell’infanzia in Finlandia
Clara Silva, Università di Firenze:
Il sistema welfare finlandese sostiene la genitorialità e l’occupazione femminile con numerosi tipi di benefits; uno su tutti, il cosiddetto “care-time”, letteralmente “tempo del prendersi cura”: fino al compimento dei tre anni di età del bambino, i genitori che ne abbiano necessità possono chiedere allo Stato un sussidio finanziario corrispondente a circa 300 euro al mese, cui possono aggiungersi ulteriori forme di sostegno economico da parte dei singoli comuni.
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Helsinki, 23-27 ottobre 2018
Il sistema educativo finlandese
Continua a leggere...Il curricolo dell’istruzione infantile in Catalogna
Enea Nottoli
Un rinnovamento figlio di un percorso storico; un rinnovamento che vuole rendere il bambino autonomo e in grado di prendere le proprie scelte in una democrazia sempre più forte e marcata.
Continua a leggere...Un metodo per crescere i propri figli in Danimarca: la felicità
Un paese all’avanguardia e sotto la lente di ingrandimento; una realtà in cui non solo i diritti dei bambini ma delle persone in generale, sembrano essere al centro delle nuove politiche governative proiettate verso la felicità.
Enea Nottoli
Continua a leggere...L’istruzione nell’infanzia come veicolo per la crescita della scuola in Spagna
Enea Nottoli
Barcellona, la Catalogna sono una realtà unica, poliedrica e di grande fascino socio, economico e politico. Una comunità autonoma da sempre alla ricerca della propria indipendenza dalla Spagna, ma che alla fine ne rappresenta uno dei profili più accattivanti tra arte moderna, differenziazioni linguistiche e assonanze culturali.
Scoprire i servizi, l’educazione di un Paese nel Paese stesso è un viaggio affascinante e ricco di sorprese; scoprire la Spagna laddove la penisola Iberica si perde verso la regione pirenaica e francese, regala un fascino quasi unico e una serie di sorprese continue.
Continua a leggere...Acompañar las escuelas en el proceso de innovación
Gino Ferri
…vista attraverso gli occhi di chi come me ogni giorno lavora a stretto contatto con le scuole più diverse che si occupano dell’educazione di base, la realtà della Catalogna presenta un tratto comune che sempre più si sta generalizzando: dinamicità come desiderio di cambiamento e innovazione delle pratiche educative…
…la Catalogna è una delle comunità autonome spagnole in cui non solo è più forte il desiderio di cambiamento in educazione, ma è soprattutto il luogo in cui negli ultimi 10 anni sono nate alcune scuole che stanno rapidamente diventando riferimenti concreti e riconosciuti in tutto il territorio nazionale per quanto riguarda l’innovazione educativa…
Continua a leggere...Differenziazione educativa come segno di qualità nei servizi in Germania
Enea Nottoli
La forte differenziazione dei servizi educativi tedeschi ne costituisce un segno distintivo e perlopiù una ricchezza. In alcuni casi, invece, le diversità delle famiglie e dei bambini non sono sufficientemente rappresentate dai servizi; anche la partecipazione dei genitori, poco incisiva, è un elemento da considerare in ottica di miglioramento.
Continua a leggere...Oltre il singolo approccio per aprirsi a nuove possibilità e opportunità
Oltre il singolo approccio per aprirsi a nuove possibilità e opportunità è il resoconto di un’esperienza nella quale l’apertura a differenti culture dell’infanzia e a pratiche educative altre favorisce il confronto e allarga la prospettiva degli adulti per riflettere e trovare modi innovativi di progettare e realizzare il curricolo
Continua a leggere...L’infanzia e le sue strutture nel Belgio francofono
Struttura e target nei servizi prescolari Le strutture educative del Belgio francofono si compongono di un servizio per i bambini 0 – 3, le “ecoles maternelle”, e uno per i 3 – 12, suddiviso in bienni, l’ “enseignement fondamental”; dalla rassegna affiora come la formazione del personale e la qualità
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Elementi educativi nel curricolo 1-6 della Slovenia – Elementi normativi e di comparazione con l’Italia
Il processo pedagogico consente al bambino di acquisire e sviluppare le proprie conoscenze, definire le proprie strategie di problem solving, di indagare il mondo, di instaurare rapporti nel mondo e con esso. A fronte di questo diventa di cruciale importanza la definizione da parte dell’educatore del concetto di acquisizione delle conoscenze.
Barbara Baloh ci presenta il modello educativo della Slovenia, che seguendo le indicazioni del Curricolo delle scuole dell’infanzia (1999) incentiva il bambino in età prescolare allo sviluppo delle proprie abilità e capacità cognitive ed operative utilizzando sistemi e metodi vicini e noti al mondo dell’infanzia, in un clima intensamente ludico.
Continua a leggere...L’istruzione nell’infanzia come veicolo per la crescita della scuola in Spagna
Enea Nottoli
Un sistema educativo e politico in crisi che cerca la propria via di uscita nei servizi prescolari e nella formazione dei nuovi piccoli-grandi cittadini.
Dall’adulto al bambino, il nuovo curricolo della Slovenia
Enea Nottoli
Il percorso della Slovenia nel contesto dell’infanzia dalla caduta del regime comunista ad oggi
Continua a leggere...Le transizioni influenzano lo sviluppo dei bambini
A cura di: Peeters J., Hayes N., Siarova H., Ceneric I., Peciukonytė L., Hulpia H., Dumčius R., Van Landeghem G.
(Sintesi di Enea Nottoli)
Un percorso all’interno della transizione dai servizi per l’infanzia alla scuola primaria; una riflessione sui risvolti positivi di un percorso lineare ed armonico in grado di coinvolgere tutti i bambini e le loro componenti. In questo passaggio abbiamo cercato di riportare i momenti salienti individuati dagli autori in un percorso molto ampio ed articolato che si conclude nella transizione alla scuola secondaria.
Continua a leggere...Lo 0-6 in Europa
Enea Nottoli
Un percorso nelle politiche dell’infanzia
Il sistema 0-6 in Europa sta vivendo un momento molto importante alla ricerca, mai celata di una omogeneità che solo pochi anni fa sembrava irraggiungibile. e che oggi, nonostante le difficoltà sembra possibile.
I cambiamenti economico-politici hanno sicuramente influito sulle politiche dell’infanzia nei vari paesi, con il ruolo del bambino che ha assunto un ruolo centrale nell’attenzione non solo del mondo accademico e pedagogico, ma anche in quello culturale.
Continua a leggere...Berlino, 24-28 luglio 2015
Alla scoperta di Berlino
Continuità zerosei nei servizi educativi, servizi cittadini a favore delle famiglie e dell’infanzia
Pedalando in piccolo gruppo in tempi distesi per incontrare persone, luoghi, occasioni in una città “giovane”, attenta ai bambini e alle famiglie.
Una forma di vacanza all’insegna della curiosità, dell’incontro, del dialogo.