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L’infanzia perduta del mondo

Il compito di chi sopravvive alla tragedia. Quale responsabilità hanno gli adulti che osservano impotenti lo scempio compiuto sulle vite innocenti? Quella di far sì che la nostra resti una società aperta. Massimo Recalcati L’obiettivo tragicamente chiaro: uccidere nel mucchio le vite dei nostri figli in un luogo di festa.

Lo specchio magico

Nel passaggio dal paradigma dell’intensità e della fatica al paradigma della leggerezza e dell’estensione non si può prescindere dall’interesse e dalla comprensione degli allievi, intercettata con il contatto e il dialogo, mantenuta viva con esperienze e storie che avvicinano, in una comune ricerca di senso.

Ornella Martini


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Il fare e il sapere dei bambini: dalle attività ai campi di esperienza…

Il percorso tracciato da Diana Penso ripercorre quasi 50 anni di storia della scuola dell’infanzia.

Nel corso di questi decenni all’evoluzione del concetto di apprendimento hanno fatto seguito dei cambiamenti nei criteri della progettazione educativo – didattica.

“Green educational questions map” – L’esperienza: Le domande che nascono in un contesto naturale-rurale

Dall’esperienza al torrente nascono dai bambini le “green questions”, le domande che la natura stessa sollecita.

Dalla documentazione dell’esperienza provengono le riflessioni sul ruolo didattico e pedagogico di queste domande.

“Green educational questions map”

Viviana Bartolacci, Federica Di Luca, Francesca Ciabotti illustrano i criteri che improntano l’attività degli educatori e delle educatrici della “rete agrinido Marche” con il bambino e le sue esperienze nel contesto naturale. Nel contatto con la natura entrano in gioco il rapporto con l’adulto e le relazioni, l’attività corporea e il pensiero con il sorgere delle domande generative.

Tra esperienze e costruzione narrativa dell’esperienza: un curriculum per bebè e bambini piccoli

Maria Carmen Silveiro Barbosa

In vari paesi del Sud America la responsabilità per l’educazione e per la cura di bebè e bambini piccoli – da 0 a 3 anni – è andata rimbalzando tra i settori dell’assistenza sociale, della sanità e dell’istruzione. Nella misura in cui l’ambito educativo difende che questi soggetti hanno diritto ad un’educazione nella scuola dell’infanzia, la questione che si pone è la seguente: che genere di curriculum offrire loro?


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Progetto “Eat with your mind”

Il Comune di Genova da tempo si pone come obiettivi: favorire l’adozione di abitudini alimentari corrette per la promozione della salute, garantire attraverso il Servizio Ristorazione la sicurezza alimentare delle mense scolastiche, incentivare l’adesione a progetti di corretta gestione dei rifiuti e lotta agli sprechi. Dunque sensibilizzare la cittadinanza all’importanza del mangiar sano, del recupero dei vecchi sapori e dei piatti tradizionali ed oggi ritiene che si debba fare un ulteriore passo che coinvolga i grandi, ma soprattutto i piccoli: modificare le abitudini alimentari quotidiane cercando di accostarle ai concetti del “buono”, “pulito” e “giusto”.

Perché un orto a scuola?

Le insegnanti della scuola dell’Infanzia G. Rodari hanno scelto di aderire al progetto “Orto in condotta”
(L’iniziativa è promossa da Slow Food) a partire dal 2008, cogliendo la possibilità di “investire” di una maggiore intenzionalità educativa, una parte dello spazio verde esterno alla scuola che, pur essendo molto ampio, non veniva utilizzato in tutta la sua potenzialità.
L’orto si è infatti dimostrato una straordinaria “porta aperta” sul mondo della natura capace di avvicinare il bambino sollecitandone la curiosità ed educandone i sensi, offrendo la possibilità di mettere “le mani in pasta”, di fare davvero esperienza diretta in un contesto che muta ogni giorno.


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