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La disabilità fisica animale e la cura

Isabella D’Isola

Il rapporto del bambino con un animale ha una doppia valenza. Da un lato, l’animale che vive nell’ambiente naturale contribuisce a sviluppare la cosiddetta biofilia, a sviluppare l’interesse per tutto ciò che è vivo. D’altro lato la presenza di animali è foriera di benessere famigliare e antistress.


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Ascolto, resilienza e lentezza

“In tempi senza precedenti la lentezza è diventata un bisogno urgente”, le emergenze messe duramente in luce dalla pandemia richiedono capacità di pensiero e azione resilienti, caratteristica che si matura attraverso un approccio al sapere (e ai problemi) aperto all’ascolto e che si prende il tempo necessario per una comprensione completa e profonda. Alison Clark mette in dialogo il punto di vista di diversi autori ed educatori che si possono considerare fautori della pedagogia della lentezza.


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L’educatore e gli interventi di assistenza educativa scolastica

Alessandra Bai

Il modo di leggere e interpretare la realtà, l’attitudine e l’atteggiamento con il quale si intessono le relazioni per le persone impegnate in educazione divengono aspetti ai quali dedicare attenzione, sulle quali riflettere e formarsi. Di fatto costituiscono l’impronta di un profilo professionale che voglia mettere in atto pratiche educative sostenibili e inclusive.


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Il curriculo è la chiave del successo

Sara Bruun

In tutti gli ordini di scuola la condivisione del curricolo – e di conseguenza delle metodologie da attuare – è la chiave per garantire un’educazione più equa e di migliore qualità. Il progetto “re-start” proposto dalle scuole di Alvsbyn, piccolo paese della Svezia, agisce in questa direzione.

bimbo e mamma per mano di spalle

Prendimi per mano

Samantha Righi


Un gesto quotidiano ma molto significativo come quello di stringersi la mano racchiude una ricchezza di significati dei quali tenere conto nell’esperienza educativa.


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Una mucca nella stalla con tre vitelli

L’alimentazione animale e l’ambiente

Una maggiore consapevolezza delle ricadute ambientali e sulla salute delle proprie scelte alimentari è possibile anche da parte dei più piccoli. Isabella D'Isola suggerisce le indicazioni metodologiche e presenta alcune storie grazie alle quali è possibile compiere tali riflessioni. 


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bambine che giocano a scuola viste dall'alto

Il ruolo dei pari nello sviluppo del linguaggio in età prescolare

Chiara Baracchetti, alla luce di recenti ricerche, mostra come la motivazione autentica alla comunicazione e le differenze e peculiarità del linguaggio utilizzato da ogni bambino rendono “le interazioni ludiche e conversazionali con i pari una risorsa importante per l’apprendimento del linguaggio in età prescolare”.


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Bioetica animale per bambini

Il contributo di Isabella D’Isola è il primo di una serie di approfondimenti e riflessioni sul tema della bioetica animale rivolte agli adulti, oltre che di suggestioni educative e didattiche da proporre ai bambini.


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Per un sistema educativo integrato 0/6 anni di qualità, equo e inclusivo

“Investire sulla qualità e l’efficacia dei sistemi di istruzione europei rappresenta una premessa fondamentale per favorire (...) il buon esito dell’apprendimento permanente, dell’integrazione sociale, dello sviluppo personale e della successiva occupabilità di ogni individuo. Un’istruzione rivolta a tutti, fondata sui principi dell’equità e dell’eguaglianza, rappresenta il cardine di uno sviluppo sostenibile per ogni Paese, tuttavia continua ad essere uno degli anelli più deboli del nostro sistema sociale”. A partire da queste premesse Maurizio Parente riflette sull’urgente necessità sia di investire nell’istruzione, sia di garantirne, attraverso una valutazione partecipata, un adeguato livello di qualità.


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Passano gli anni e qualcosa è cambiato

Emilia Restiglian prende in esame diversi aspetti caratterizzanti gli attuali corsi di laurea per gli Educatori nei servizi per l’infanzia: le modalità di accesso, la centralità dell’infanzia nel curricolo, i tirocini, i laboratori… In generale rileva che “la formazione è stata resa di conseguenza molto più omogenea nel territorio nazionale anche se, naturalmente, solo un’analisi qualitativa delle attività previste (insegnamenti, laboratori, tirocinio) potrebbe far emergere le differenti “qualità” dei percorsi formativi”.
Manca ancora “un riconoscimento generalizzato del titolo di studio (…), a partire dai concorsi pubblici, e una qualificazione di tutti i servizi per la prima infanzia del paese in ottica di miglioramento continuo e della diffusione della cultura dell’infanzia”.


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