
Quando pensiamo al Verde che ci circonda dimentichiamo spesso il suo potenziale.
Guardiamo quanto sia bello o brutto, se sia “tenuto” bene o male, se possa essere usato per delle attività, oppure ne verifichiamo il valore economico: è un terreno boschivo, agricolo o edificabile?
Poche volte ci sfiora il pensiero che quel Verde, soprattutto se boschivo, è un vero e proprio servizio pubblico: gratuito e di qualità, dal quale si sprigionano moltissimi benefici per la nostra salute psicofisica.
Solo osservando le meravigliose immagini che la natura verde ci offre, già si genera in noi un senso di bellezza che non ci lascia indifferenti: è in quel momento che il nostro cervello produce benefici che si riflettono sia sullo stato mentale che su quello fisico.
Una volta percepito che questo Verde è essenziale per il nostro “stare bene”, dobbiamo imparare a rispettarlo e dargli il giusto valore.
Cos’è che offre realmente questo Verde che dobbiamo assolutamente preservare?
Sicuramente come primo valore indiscusso c’è la pulizia dell’aria: gli alberi sono uno degli strumenti più efficaci per abbattere il particolato e il biossido di azoto, inquinanti molto pericolosi per la salute nostra e dei nostri bambini.
Applicando le migliori pratiche di gestione del Verde (dove la qualità la troviamo più nel bosco con rovi e tronchi a terra che in un prato inglese) otterremo in cambio aria più pulita e piena di sostanze benefiche come B-VOC (Biogenic Volatile Organic Compounds): composti organici volatili di origine biologica rilasciati naturalmente da alberi e arbusti. Diversi studi indicano che l’esposizione a tali molecole contribuiscono al sostegno del sistema immunitario, favorendo il riequilibrio di alcuni parametri fisiologici fondamentali dell’organismo. Tra queste molecole troviamo, ad esempio, terpeni e fitoncidi, composti che svolgono un ruolo rilevante sia per la salute dell’ecosistema sia per il benessere umano; tali sostanze possiedono proprietà ansiolitiche e antidepressive, contribuiscono alla riduzione dei livelli di cortisolo, esercitano un’azione antinfiammatoria e sono in grado di incrementare in modo significativo l’attività e la quantità delle cellule Natural Killer, fondamentali per la risposta immunitaria innata.
La rigenerazione psicofisica associata all’ambiente naturale trae origine anche dal colore verde, che presenta uno spettro di sensibilità particolarmente ampio per il nostro sistema visivo. Questa caratteristica favorisce una risposta fisiologica di rilassamento, con effetti positivi sul riequilibrio emotivo e sul tono neurovegetativo.
Non solo: molti rimedi naturali e diversi farmaci moderni nascono da sostanze estratte dagli alberi, successivamente purificate o sintetizzate nei laboratori per renderle più stabili e sicure. Un esempio molto famoso è quello dell’Aspirina: il suo principio attivo deriva dall’acido salicilico, una sostanza presente nel salice bianco (Salix Alba), da cui è stato sviluppato il farmaco che tutti conosciamo.
Un’altra famosissima molecola della famiglia dei terpeni è l’alfa pinene che, a discapito del suo nome, non si trova solo nelle conifere, ma abita anche nei piccoli arbusti come il rosmarino e il basilico e aiuta le nostre vie respiratorie con le sue proprietà broncodilatatrici.
I medici dell’AIMeF (Associazione Italiana di Medicina Forestale) sostengono che lo stare in natura aiuti il sistema nazionale sanitario a diminuire le spese, perché i B-VOC e la medicina forestale con i suoi forest bathing possono affiancare le terapie tradizionali contribuendo a ridurre l’assunzione di farmaci, quindi sgravando i costi del sistema sanitario nazionale.
Infine, stare in natura con il metodo delle immersioni forestali porta a prendersi un tempo proprio lento e riflessivo che fa contrasto con gli eccessi di questa società e aiuta a riconnetterci con il nostro corpo e i ritmi circadiani.
Tutti questi regali naturali hanno bisogno di essere conosciuti e usati per poter avviare un processo di sensibilizzazione di noi esseri umani e degli enti pubblici e privati, istituzioni che sono servizi al cittadino. Una maggiore conoscenza di questa materia negli ospedali, nelle RSA e nelle cliniche dove la cura è la prima delle loro funzioni, ma anche nelle scuole, negli uffici di ogni genere, dove noi e i nostri piccoli viviamo e creiamo il mondo futuro, potrà portare solo a un mondo migliore.
Concretizzando: la qualità del nostro vivere in relazione al Verde deve diventare una pratica quotidiana. La medicina forestale propone questa cura e si avvalora anche di pratiche miste di diverse discipline olistiche sempre gentili con il nostro corpo che propongono l’avvicinamento al benessere Verde.
Attenti, però, che la Natura non sia vissuta come “l’ultima moda green della società”, con il conseguente turismo incontrastato e mercificato che diviene distruttivo, bensì come una buona pratica giornaliera, un luogo da preservare, forse accudire.
La medicina forestale con lo shinrin-Yoku, con i suoi bagni di foreste, è sicuramente una risposta umana, gentile e rispettosa che guarda lontano nel nostro futuro riportando speranza e bellezza.
Forse è importante meditare sul pensiero di Ghisli Palsson (antropologo emerito dell’Università Islandese), che pone l’attenzione su tre visioni:
- quella dello sfruttamento, dove la gestione della natura è basata da una visione di scoperta e una mentalità di conquista e sfruttamento dove l’uomo è il padrone assoluto;
- quella paternalista, dove è sempre l’uomo che decide cosa è meglio fare per proteggere e curare il Verde;
- in ultimo, quella dove pone la natura e la società antropica non come elementi separati, ma uniti in una profonda relazione di reciprocità e scambio, dove la stretta collaborazione tra uomo e natura fa sì che la protezione e la cura sia per entrambi.
Penso che quest’ultima, che Palsson chiama “comunitarismo”, sia la visione più illuminata e saggia, anche se può sembrarci la più lontana dal nostro pensiero.
Un Verde di qualità presuppone un rispetto e una consapevolezza dei suoi benefici che solo vivendolo fin da bambini può aiutare a costruire il nostro futuro, ma soprattutto il loro.