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Filmare la storia

Intervista a Micaela Veronesi

Servizi per la didattica e progetti culturali. Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza

 

 

Come nasce il concorso Filmare la storia e perché si rivolge anche alle scuole dell’infanzia?

Il concorso è nato nel 2003-2004 per video e opere multimediali prodotti da studenti e insegnanti delle scuole medie inferiori e superiori del Piemonte su temi della storia del Novecento. Il punto di partenza è stata la constatazione che nella scuola molti insegnanti e studenti sperimentavano nuove forme di scrittura e di comunicazione con le immagini, anche in relazione a temi e problemi della storia contemporanea. Il concorso è nato quindi dalla convinzione che potesse essere utile creare per queste esperienze delle occasioni di visibilità e di comunicazione, anche all’esterno dei circuiti scolastici. Il successo dell’iniziativa fin dal suo primo anno di vita e l’alta qualità delle opere pervenute indusse quindi l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza a riproporre il concorso, con una formula rinnovata e arricchita. L’obiettivo era soprattutto quello di promuovere nelle scuole nuove produzioni video e multimediali che affrontassero temi piccoli e grandi della storia del Novecento sperimentando varie forme di comunicazione e valorizzando il rapporto degli studenti con i documenti, soprattutto quelli visivi, le testimonianze di memoria, la dimensione storica dei luoghi. Nella seconda edizione del concorso furono aggiunte alla sezione per video e opere multimediali già prodotte una sezione dedicata ai progetti, il migliore dei quali poteva essere realizzato con la consulenza e il supporto tecnico dell’Archivio; vennero inoltre ammesse a partecipare anche le scuole elementari. Dalla sua terza edizione il concorso è stato aperto a tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado. Nella quarta edizione (2007) si aggiunse il premio 25 aprile sostenuto dall’Anpi. Venne inoltre realizzata la prima rassegna a Torino di tutte le opere pervenute e ammesse al concorso per favorirne la visibilità e offrire l’occasione di confronto e scambio diretto di opinioni sulle diverse possibilità di rapporto della didattica con i media. La sesta edizione vide un incremento esponenziale dei partecipanti, che sfiorano i 150, ma una diminuzione del numero di scuole elementari, effetto evidente dell’abolizione dell’insegnamento della storia del Novecento nel ciclo primario. Inoltre, i premi divennero più numerosi poiché a quelli tradizionali si aggiunsero i premi speciali istituiti dalla Regione Piemonte e dalla Città di Torino. Il 2010 e il 2011 hanno visto un innalzamento della qualità delle opere in concorso. Sul piano delle scelte espressive si è consolidata la vocazione alla sperimentazione e alla mescolanza dei generi, ma in un numero crescente di casi è stata la fiction a imporsi. In quegli anni è stata molto evidente l’influenza del ricorrere del 150° dell’unificazione italiana. Nel 2011 più del 20% delle opere pervenute al concorso affrontavano da tante angolature i temi dell’unificazione e dell’identità nazionale. Nel 2012 i quattro premi Filmare la storia (elementari, medie, superiori a cui si è aggiunto il premio cortometraggi), inoltre i premi sono stati dedicati a Paolo Gobetti, indimenticato fondatore dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza. Dal 2020 si è aperta la partecipazione anche alle scuole dell’infanzia perché si è notato un interesse crescente nei confronti dell’audiovisivo anche in questo primo ordine scolastico.

 

Che tipo di film arrivano dalle scuole dell’infanzia?

Dalle scuole dell’infanzia arrivano pochi film. Si tratta di cortometraggi che in prevalenza utilizzano il linguaggio dell’animazione o lo stop motion realizzato sovente con il supporto di docenti esterni.

Le storie narrate hanno a che fare con i giochi, con i sogni dei bambini, e veicolano tramite il linguaggio cinematografico la loro fantasia.

 

Come vengono realizzati i film (dalle educatrici o da esperti)?

Dalle maestre o più spesso da esperti esterni anche tramite i progetti del Piano nazionale cinema e immagini per la scuola https://cinemaperlascuola.istruzione.it/

 

 

A che livello e come vengono coinvolti i bambini?

Nella pratica didattica i bambini sono coinvolti in fasi successive. Si presenta il mondo delle immagini in movimento con brevi proiezioni e si racconta loro la magia del cinema. Si inventa una storia con la guida di insegnanti ed esperti esterni che aiutano i bambini a incanalare le idee in forma di narrazione coerente. Infine, si disegnano o si allestiscono le scenografie e il set e si preparano i materiali. Le possibilità sono molte, si usano lampada o pile, si usano i materiali stessi della classe, si può chiedere di portare fotografie da casa o indumenti e costumi, a seconda della storia che si vuole raccontare.

 

Come si inserisce questo lavoro nel progetto didattico?

Si inserisce nell’apprendimento del mondo delle immagini. L’immagine di sé in rapporto con gli altri e il mondo.

Ma può servire anche per imparare a capire concetti spazio-temporali come il prima e il dopo. Inoltre, aiuta i bambini a riflettere su ciò che è reale e ciò che è finto.

 

 

 

Nota

L’ARCHIVIO NAZIONALE CINEMATOGRAFICO DELLA RESISTENZA ETS è una cineteca che conserva rari e importanti film della Resistenza italiana, è una biblioteca, un laboratorio di ricerca, didattica e produzione, un luogo preposto al recupero e alla conservazione della memoria storica.
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