
EDITORIALE
Insegnare a essere italiani
Ferruccio Cremaschi
Che significato e che obiettivi ha oggi educare una bambina, un bambino perché diventi un “italiano”, un/a cittadino/a cosciente, responsabile e maturo/a?
Le indiscrezioni e anticipazioni sugli interventi del MIM (la riforma Valditara) tesi a modificare indicazioni, programmi e orari delle scuole per rispondere all’esigenza di educare i futuri italiani stanno sollevando discussioni e perplessità.
06UP MAGAZINE N.1, 2025

L’INTERVISTA

Il coordinatore pedagogico nel sistema integrato 0/6 sguardi dell’oggi, radici del domani
Intervista a Nice Terzi, psicopedagogista già Dirigente del Comune di Parma e Dirigente della Progettazione educativa ed organizzativa dei Servizi Educativi di Roma e a Leanca Kacari, coordinatrice pedagogica di servizi a gestione indiretta della cooperativa Proges.
a cura di Claudia Ciccardi.
In Italia, a partire dal Decreto Legislativo 65/2017 (MIUR, 2017) e da importanti documenti ministeriali di indirizzo pedagogico - quali le Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei e gli Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia (MIUR, 2021), è in atto un profondo cambiamento culturale verso la costruzione di un Sistema Integrato di educazione e istruzione 0-6 anni. Gli elementi innovativi di questi documenti di orientamento sono, si auspica, ben noti a tutti e tutte i/le professionisti che operano nello 0/6. Ma tra i molti mandati trasformativi che questi documenti suggeriscono, vogliamo qui, in particolare, sottolineare il radicale cambio di sguardo che vede Nidi e Scuole dell’infanzia quali luoghi di educazione e cura e presidi di tutela per l’infanzia e come questo richieda la presenza di figure professionali “di sistema”, i coordinatori e le coordinatrice pedagogici/che , per le quali, in virtù della trasformazione delineata, è oggi sempre più necessario definire, in maniera chiara e puntuale, funzioni e mandati.
RECENSIONE

I nidi fra ambizione pedagogica e politiche pubbliche
Cosa possiamo imparare dal caso siciliano
Maria Rosa Turrisi
Recensione a Maura Tripi, Come cambiano i nidi d’infanzia. Modelli, percorsi e questioni aperte in Sicilia, Franco Angeli, Milano 2024
Continua a leggere...LA QUALITA’ IN AZIONE
Pratiche di outdoor in continuità
Beatrice Serventi
Quando il nido e la scuola dell’infanzia insieme diventano luogo di cura con l’aiuto della comunità
IMMAGINI PAROLE LIBRI

Due linguaggi a confronto
in un libro della buonanotte per coraggiosi
Ursula Gruner
Due autori, due linguaggi, due fuoriclasse si intrecciano nell’albo: NIENTE DRAGHI PER CELESTE!, Beisler editore. Una storia da brividi, un racconto della buonanotte per coraggiosi.
Il teatro dei burattini
una riflessione pedagogica
Roberta Navoni è figlia d’arte, insieme alla sua madre gestisce I Burattini di Roberta e fa parte dell’Associazione Baracca e Burattini. Da pedagogista e collaboratrice della facoltà delle scienze d’educazione dell’università di Bergamo ha unito nel suo ultimo libro queste due anime: Il teatro dei burattini, nell’educazione e nella formazione della persona, Marcianum Press.
CONTROCORRENTE
CULTURA
Coordinatore pedagogico, coordinamento pedagogico e cpt
Questo documento è la relazione presentata da Sandra Benedetti al XXIII Convegno Nazionale “Il sistema integrato” organizzato dal GNNI a Vicenza il 25-27 ottobre 2024 e nasce dal confronto tra i referenti delle diverse realtà regionali presenti all’interno del Gruppo Nazionale Nidi allo scopo di fornire, anche a partire dalle specificità territoriali, un contributo in ordine alla figura del coordinatore pedagogico nella sua triplice funzione all’interno del sistema integrato dei servizi 0/6.
Facendo riferimento al contributo offerto da Daniele Chitti, che ha ben sintetizzato in apposite schede la fotografia della presenza o meno del coordinatore pedagogico nelle diverse regioni del nostro paese, ci è parso utile assumere quella rappresentazione come lo stato dell’arte che configura in maniera attendibile la situazione, consegnando un’oggettiva rappresentazione di una professionalità ancora molto in ombra rispetto all’elevatura raggiunta nelle realtà in cui essa opera da tempo.
EDUCAZIONE E’ DEMOCRAZIA
Pedagogie per i nuovi tempi
Vasco D'Agnese
Continua la pubblicazione degli interventi alla Scuola Universitaria di Gent, diretta da Peter Moss.
Questo intervento si occuperà dell’incoraggiamento da parte del neoliberismo di ciò che David Orr (1996) chiama “conoscenza veloce” e di pedagogie che forniscono risultati predeterminati il più rapidamente possibile, ciò che Loris Malaguzzi (citato in Cagliari et al., 2016) ha definito “pedagogia profetica” (che “sa tutto ciò che accadrà...[e] non ha incertezze”), pedagogie in cui la meraviglia e la sorpresa non hanno alcun ruolo e che soffocano i “cento linguaggi dell’infanzia”. In tempi post-neoliberali, alla ricerca di risposte ponderate alle crisi esistenziali che affrontiamo, dobbiamo forse guardare a pedagogie che valorizzino e incoraggino la riflessione, la responsabilità, la creatività e l’imprevisto - pedagogie lente per costruire conoscenze lente.
INTERNAZIONALE

Immigrazione italiana nel sud del brasile
Gabriela Abel Stangherlin Graff
Il progetto pedagogico di ricerca sull’immigrazione italiana a Caxias do Sul fa parte del curriculum didattico delle scuole della regione e permette di recuperare la storia della costruzione della città e dei comuni limitrofi.
EDUCAZIONE TERRA NATURA
Rosmarino
Giochi e percorsi con l’arbusto amico dei bambini
Maela Canu
Perché ho scelto un arbusto e non un Albero? Perché il Rosmarino possiamo trovarlo anche nelle nostre case e se il freddo e il buio dell’inverno ci impigriscono ad uscire, sappiamo che possiamo chiedere molto anche a una piccola pianta come il Rosmarino!
Coltivare lo stupore e la cura
Conservare la vita nell’incontro con la vita
Concetta Monachello
Attivando i sensi la mente può intrattenere una conversazione silenziosa con il mondo circostante della vita ed è il fluire di informazioni che si sviluppa attraverso la relazione corpo-mondo che nutre la vita della mente (Mortari 2002)
I SAPERI
Quale comunicazione con le famiglie?
Rita Ferrarese
L’intervento vuole portare una serie di spunti partendo dal testo del 12° rapporto annuale sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In particolare, il capitolo relativo le famiglie dove si riporta la funzione genitoriale nei primi mille giorni di vita come la fonte principale dell’apprendimento, quindi l’elemento chiave nella costruzione dei fattori protettivi.
Percorsi di vita: l’accoglienza di bambini e bambine adottati
Alessandra Simonetto, Ilaria Vaschetto
L’adozione e l’affidamento sono due modalità riparative molto differenti e specifiche, ma condividono la necessità di collocare dei bambini e delle bambine in nuove famiglie rispetto a quelle in cui sono nati. Si ricorre all’allontanamento dalla famiglia di origine soltanto per gravi motivi, che comportano dei rischi per la crescita fisica, mentale ed emotiva dei piccoli, situazioni quindi per le quali i bambini hanno bisogno della disponibilità di altri adulti che li amino e li aiutino a crescere, anche riparando alle precedenti carenze e ai precedenti traumi.
I bimbi e le bimbe nati in Italia che vengono adottati hanno mantenuto negli anni un numero piuttosto stabile (circa 800 ogni anno), mentre è diminuito molto il numero di bimbi e bimbe provenienti da paesi stranieri passando dai circa 2.000 di dieci anni fa a circa 700 del 2023.
BUONE PRATICHE

Lavorare nello zerosei: quale approccio?
Roger Prott e Beatrice Vitali
Il convegno nazionale dell’ottobre 2024 ha mostrato una visione chiara di un’alternativa al modello 0-3 (nido) e 3-6 (scuola d’infanzia): zerosei. Una parola, un’istituzione, un’idea. Anche un approccio unico? Meglio di no.
Con una sola foto!
Il potere evocativo della fotografia nella ricerca dell’essenzialità
Laura Meneghin, Francesca Montanari, Silvia De Luca, Manuela Cecotti
Nell’era dell’Homo photographicus tutti siamo produttori e consumatori di immagini. Allora in cosa risiede il valore di una fotografia? (J. Fontcuberta)
La domanda posta da Fontcuberta è stata anche la nostra quando abbiamo cominciato a renderci conto che fotografare è diventata un’azione “troppo facile” e che le immagini rischiano di saturare anche il contesto educativo. Desideriamo condividere qui una parte del lavoro che ci ha portate a ragionare profondamente sullo scopo e il senso delle fotografie al nido e a scuola, alla ricerca di un’essenzialità e un valore che fossero condivisi sia con i bambini che con i genitori.

Educare alla giustizia ambientale
“Amare! Lottare! Salvare!
Bambine e bambini difendono il mare”
Gabriele Lugaro
Educare alla giustizia ambientale è una sfida e una responsabilità sempre più urgente. Come possiamo accompagnare bambine e bambini a prendersi cura del pianeta e dei luoghi che abitano? Il libro “Amare! Lottare! Salvare! Bambine e bambini difendono il mare” nasce proprio per rispondere a questa domanda, offrendo spunti e attività per affrontare temi complessi con leggerezza e creatività.
“Come ti chiami?”
Per il Gruppo nazionale MCE “Storia e Territorio Lando Landi” Antonio Vignogna, Giulia Rosi, Maria Rosaria Di Santo, Sara Riva
Ė la prima domanda che ci mette in relazione con l’altro, che spesso c’introduce all’interno della comunità. Il nome ci identifica e ha un ruolo rilevante nella costruzione della nostra identità, ma schiude un orizzonte più vasto, perché i nomi sono portatori di storie e di Storia ed evocano contesti sociali e culturali, trasformazioni nel tempo, intrecci con altre civiltà.
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ZEROSEIUP online - registrazione Tribunale di Bergamo n. 16 03/06/2015 - ISSN 2499-8915
Direttore responsabile: Ferruccio Cremaschi
