Giochi e percorsi con l’arbusto amico dei bambini
Vogliamo continuare con questa carrellata di giochi, alberi e salute? Andiamo allora ad incontrare un arbusto dai sapori antichi chiamato Rosmarino Officinalis o semplicemente Rosmarino.
Giochi con il rosmarino
Il Rosmarino ha un effetto stimolante, ma non eccitante. Per cui delle gocce di olio essenziale o ancor meglio vasetti di piante nelle aule didattiche aiutano a concentrare e a lavorare sfruttando meglio l’attenzione e la creatività dei bambini.
- PROFUMO DI ROSMARINO: la pianta di rosmarino ha tanti rametti che possono essere studiati da molti punti di vista. Nelle immersioni forestali è una delle nostre piante preferite per andare a lavorare con il senso dell’olfatto. Chiudendo gli occhi, il profumo raggiunge subito la nostra amigdala e immediatamente affiorano ricordi, tra i quali l’arrosto della nonna è il più gettonato! A occhi chiusi si può usare il rametto come una piuma sul viso e toccandolo bene con le mani dà spunti interessanti per poi essere disegnato solo con il ricordo tattile e odoroso senza averlo di fronte. Gli adulti riportano meraviglie, ma i bambini disegni inimmaginabili.
- CODA DI ROSMARINO: leghiamo tre rametti assieme, non troppo stretti, attacchiamoli a una cintura, anche improvvisata con lo spago, in maniera da fare una coda. Poi scegliamo il corridore più carico di energia e gli facciamo indossare la cintura con le tre code; tutti gli altri cercheranno di rubargli una coda! Il corridore di turno non deve farsi staccare la coda, chi riesce a prendergliela ha vinto ed essendo tre code solitamente ci sono tre vincitori e non uno! Il gioco può continuare con i tre vincitori che divengono corridori e creeranno a loro volta altri 9 vincitori… arriveranno tutti ad avere il loro rametto di rosmarino da vincitore. Gioco da esterni per riscaldarsi nel freddo inverno.
- CORONA ROSMARINA:
Per stare al caldino nella stanza possiamo creare delle coroncine adattando dei rametti di rosmarino allo spago per renderle più rigide e più stabili. Decorandole con fili colorati o bottoni le trasformeremo in corone da re e regine! Gioco tranquillo dove servono solo fili bottoni e spago per stimolare la manualità fine.
E per il sonnellino pomeridiano anche la fiaba a tema!
C’erano una volta un Re e una Regina che non avevano figli.
Un giorno, passeggiando nell’orto, la Regina vide una pianta di rosmarino con tante piantine figlie intorno. E disse tristemente: “Guarda un po’: quella lì che è una pianta di rosmarino ha tanti figlioli, e io che sono Regina non ne ho neanche uno!”.
Dopo nove mesi la Regina diventò mamma.
Ma quando fu il momento della nascita, non nacque un bambino, ma una pianta di rosmarino!
La Regina non si scompose, la piantò in un bel vaso e tutti i giorni l’annaffiava col latte. Dopo qualche tempo, venne a trovarli il Re di Spagna, loro nipote, che rubò la pianta perché gli piaceva tantissimo. Appena sbarcò nella sua città in Spagna, la fece piantare nel suo bel giardino e ogni giorno la bagnava 4 volte con latte di capra. Un giorno andò a suonare lo zufolo vicino alla pianta e ne uscì una bella fanciulla dai lunghi capelli biondi che si mise a danzare accanto a lui.
Come il Re smise di suonare, la fanciulla smise di danzare e tornò tra le fronde del rosmarino. E non si vide più.
Da quel giorno il Re sbrigava il più in fretta possibile gli affari di Stato e poi correva in giardino col suo zufolo e suonava alla pianta di rosmarino. E dalle fronde della pianta usciva la bella fanciulla, e insieme ballavano e suonavano. Un brutto giorno scoppiò una guerra e il Re dovette partire.
Prima di lasciare il suo regno, disse alla fanciulla: “Rosmarina mia, non uscire dalla tua pianta fin quando non sarò tornato. Quando tornerò suonerò sullo zufolo tre note. Tu saprai che sono tornato, uscirai e staremo di nuovo insieme”.
Poi il Re chiamò il giardiniere e gli disse che la pianta di rosmarino andava innaffiata con il latte di capra quattro volte al giorno. “Se al mio ritorno la troverò avvizzita, ti farò decapitare”.
Detto questo, partì per la guerra.
Le tre sorelle del Re di Spagna, tre ragazze molto curiose e molto gelose, presero lo zufolo e provarono a suonarlo e così Rosmarina uscì allo scoperto. Accecate dall’invidia picchiarono la ragazza che si nascose poi tra le fronde del Rosmarino, e la pianta iniziò a ingiallire e avvizzire. IL giardiniere, responsabile della pianta, prese paura e scappò nel bosco lasciando la pianta alle cure della moglie. La stessa notte si imbatté in un discorso tra draghi e scoprì la magia di Rosmarina: la cattiveria delle sorelle del re e il modo per guarirla e cioè prendere un po’ di sangue e un po’ di grasso di drago, bollirli e poi ungere tutta la pianta. Il giardiniere prese i due ingredienti e unse la pianta. Rosmarina a quel punto uscì dalle fronde e andò a curarsi a casa del giardiniere mentre la pianta di rosmarino si seccò.
Quando la guerra finì e il Re tornò al castello, per prima cosa si recò in giardino ma vide Rosmarina a casa del giardiniere e scoprì cosa le era successo. Il re fece rinchiudere le sorelle e sposò Rosmarina.
Fu celebrato il matrimonio e il banchetto aveva una tavola così lunga che attraversava tutta la Spagna!
Fiaba della tradizione siciliana tratta dal primo volume di “Fiabe novelle e racconti popolari siciliani” di Giuseppe Pitrè
Scheda tecnica del ROSMARINO
Arbusto originario della macchia mediterranea con una varietà di una quarantina di specie. È un Arbusto che può crescere fino al metro e mezzo o poco più con profumo irresistibile che ricorda l’arrosto della nonna!
Nome comune: Rosmarino
Nome popolare: erba della memoria, osmarì, rugiada del mare…
Nome scientifico: Rosmarinus Officinalis
Famiglia: Labiate
Descrizione botanica:
Portamento: Cespuglio alto fino a quasi due metri
Foglie: aghi verdi scuri sulla parte superiore e biancastri in quella inferiore.
Fiori: azzurri, violetti o biancastri raccolti in grappoli, li troviamo in primavera, estate e autunno.
Frutti: piccoli tetracheni color marroncino.
Corteccia e radici: fusto legnoso, angoloso.
Etimologia del nome/storia e tradizioni:
Si chiama così perché dal latino ROS sta per rugiada e MARINUS per marino e quindi “Rugiada del mare”.
Habitat: cresce sugli arenili, sulle rupi, lo si trova in habitat marini o lagunari, ma sopravvive facilmente un po’ in tutte le città anche nel nord Italia.
Tempo e modalità di raccolta: si raccolgono e usano specialmente i rametti durante tutto l’anno e i fiori principalmente da maggio ad agosto. Rametti e fiori si possono essiccare all’ombra ed usare tutto l’anno.
Principali componenti: acido caffeico, eucaliptolo, alfa-pinene, canfora, limonene, e tantissimi altri tra cui tannini ed ha abbondanza di vitamina C.
Proprietà salutistiche principali: antisettiche, balsamiche, antispasmodiche, carminative e colagoghe, emollienti, stomachiche, toniche.
Indicazioni bellezza e profumeria: la sua acqua è astringente e va molto bene per le pelli grasse, si usa anche contro la caduta dei capelli e come maschera depurativa.
