Login
Registrati
[aps-social id="1"]

The Wood Wide Web: una rete coesa e collaborativa

Maela Canu

Associazione Italiana Medicina Forestale, Legambiente Bergamo


I funghi salveranno il mondo? Forse sì, se glielo permettiamo e se prendiamo esempio da loro.

Andiamo un passo indietro dove coltura e cultura si incontrarono.

L’insieme complesso di conoscenze, credenze, arte, morale e abitudini acquisito dagli esseri umani membri di una società viene detta “cultura”.

Coltura e cultura… una vocale differente per due parole che hanno tante cose in comune.

Il termine “cultura” è una parola latina derivante dal latino cultus: coltivare, abitare, prendersi cura. Inizialmente indicava la coltivazione della terra, per poi metaforicamente passare alla coltivazione dell’anima, dell’intelletto. Questo termine deriva a sua volta dalla radice indoeuropea KEL – ruotare, girare, camminare – e denota il movimento circolare estendendo il concetto di stanzialità, abitazione e cura della terra. Il muoversi alla ricerca di cibo e di nuovi spazi conduce il genere umano a incontri, scoperte, nuove conoscenze e competenze, abitudini diverse. Noi siamo “animali stanziali” da pochissimo tempo se consideriamo il periodo della presenza dell’uomo sulla terra (2,5 milioni di anni circa): siamo infatti diventati agricoltori e quindi “abitatori di case” da poco più di 10.000 anni. Da allora abbiamo iniziato a creare una società con gerarchie, relazioni, modelli di vita e ruoli. Dagli studi odierni abbiamo scoperto che gli alberi non sono così diversi da noi e non sono nemmeno così immobili come immaginiamo: anche loro socializzano, colonizzando il mondo e si prendono cura gli uni degli altri. I più grandi proteggono i più piccoli; coltivano “amicizie” e rapporti con altri alberi, insetti e animali con i quali dialogano e scambiano elementi vitali per la loro sopravvivenza.

La differenza non è molta tra la natura e l’umano, che è pur sempre Natura: gli alberi insegnano che per sopravvivere si deve cooperare, si deve creare rete. Come? Con una rete sotterranea: il famoso WWW del bosco (the Wood Wide Web = grande rete del legno). Grazie al lavoro della nota ricercatrice canadese Suzanne Simard siamo riusciti a capire come gli alberi riescano a comunicare tra loro: non solo attraverso i nostri amati B-VOC (di cui abbiamo spesso parlato nei precedenti numeri), ma soprattutto grazie al micelio che va ad avvolgere le radichette finali delle radici degli alberi e delle piante in generale. Cosa succede quindi nel sottosuolo? Accade che i “fili” di micelio si intrecciano tra loro in un’enorme rete per trasportare notizie e nutrimento da un albero all’altro. C’è poesia, lotta alla sopravvivenza, a volte hackeraggio, tanta condivisione, forse tanti sentimenti anche se non come li immaginiamo noi.

Vediamo alcune situazioni.

L’albero sentinella, ossia il primo che si incontra all’entrata di un bosco, appena percepisce la presenza di un umano che si avvicina, inizia ad avvisare tutto il bosco della sua presenza.

Un albero, quando è attaccato da dei parassiti, avvisa immediatamente i suoi simili per metterli in allarme in modo che gli altri possano attivare le loro difese prima di essere attaccati anche loro.

Il noce nero (Juglans Nigra) non ama avere piante vicine a lui, per cui emana sostanze nocive per non far avvicinare nessuno nel raggio di molti metri.

L’orchidea non trasmette linearmente le informazioni che le arrivano, ma le devia ad altri alberi o le trattiene: è un hacker del sistema informatico del sottosuolo!

Una pianta, quando comprende che sta per morire, inizia a rilasciare tutte le sue sostanze nel terreno per poterle regalare agli altri alberi e far sì che le informazioni contenute nel suo DNA possano rimanere a disposizione anche dopo la sua morte per far proseguire la propria struttura genetica all’interno di altri alberi.

L’albero più grande in un cerchio di molti metri quadrati viene chiamato “albero madre” ed è colui/colei che si occupa di distribuire nutrimento e protezione ai suoi simili più giovani o ammalati.

L’attitudine al “prendersi cura” è elemento fondante per la nascita e lo sviluppo di una comunità. Favorisce la coesione sociale nella comunità, garantendo il benessere di ogni suo membro, creando legami forti, fiducia reciproca, senso di appartenenza e solidarietà. È un collante che può mitigare le disparità economiche, sociali e culturali, e garantire il benessere a tutti riducendo le disparità e promuovendo rapporti di fiducia. Questo implica integrazione, rispetto delle diversità e la partecipazione attiva, agendo contro l’esclusione sociale e di varie territorialità. Le diversità culturali (stili di vita, tradizioni, conoscenze, competenze) arricchiscono la comunità promuovendo creatività e condivisione, e trasformano le società multietniche in un contesto di crescita condivisa.

Il modello del www del bosco è il concetto di “società vegetale”, cioè quello dello scambio di informazioni, nutrienti e cura, e dovrebbe essere la base anche della nostra società.

Nei boschi dei nostri territori incontriamo tanti tipi diversi di specie che convivono e che hanno creato equilibri duraturi per vivere al meglio.

Guardiamo, ad esempio, la strana amicizia tra l’edera e le altre piante: molti sono i pensieri che si sono creati attorno a questo incontro e, a parer mio, il più veritiero è quello per cui l’edera, facendo il suo percorso, chiede a una pianta di potersi appoggiare a lei, e se la pianta non la allontana con i propri segnali è perché con un’edera attorno al tronco durante i periodi di siccità può ripararsi dal sole, o forse perché prima di morire è uno degli ultimi gesti altruisti che può fare: donare la sua verticalità a chi ha solo orizzontalità.

I cambiamenti climatici sono uno sconvolgimento non da poco e stanno mettendo a dura prova le piante, ma esse continuano a modificarsi e a creare nuovi equilibri per adattarsi e poter sopravvivere.

Insomma, ogni movimento di una foglia o di un ramo ha uno specifico significato che racconta pezzi di vita di un albero poco differenti da quelli di un uomo saggio.

Il dialogo e la cura fanno della natura: una maestra di relazioni e reti sociali, una madre da cui prendere insegnamenti prima che sia troppo tardi.

Lascia un commento