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Il RAV-infanzia come dispositivo riflessivo

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Il volume presenta un percorso di ricerca-formazione sul RAV-infanzia realizzato nell’anno scolastico 2016/2017 con un gruppo di insegnanti e coordinatori di scuole dell’infanzia statali, comunali, paritarie, provenienti da 12 regioni italiane.

Il percorso è stato caratterizzato da una metodologia riflessiva e partecipata con riferimento alla seguente finalità principale: mettere alla prova il RAV-infanzia come strumento di valutazione formativa, cioè utile a promuovere negli insegnanti sia la consapevolezza e l’intenzionalità educativa, sia la capacità di implementare interventi migliorativi del contesto scuola.

Oltre ad illustrare il quadro concettuale e le strategie metodologiche di riferimento, viene proposta una prima analisi degli esiti del percorso.

Donatella Savio

Anna Bondioli

ISBN: 978-88-99338-46-6

Numero di pagine: 64

Allegati:

Informazioni su come acquistare con Carta del Docente

Descrizione

Il volume si propone di attivare un percorso di riflessione per innescare un processo di sensibilizzazione all’utilizzo formativo-riflessivo del RAV Infanzia sul territorio nazionale.

Gli obbiettivi principali sono:

1) Mettere alla prova il RAV-infanzia come strumento di valutazione formativa-riflessiva, cioè volto alla riflessione sul contesto valutato al fine di accrescere la consapevolezza e l’intenzionalità professionale degli insegnanti; elaborare e mettere in atto interventi per migliorare l’offerta formativa rivolta ai bambini.

2) Definire peculiari indicazioni per orientare l’utilizzo del RAV- infanzia in senso formativo-riflessivo.

 

“L’autovalutazione è un processo ormai accolto favorevolmente dalle scuole italiane. Il RAV è stato compilato da tutte le istituzioni. Semmai il problema è tradurre il processo di valutazione in un vero percorso di miglioramento, e questo passaggio non è scontato.

A volte sembra prevalere la logica dell’adempimento formale (“così abbiamo tutti i documenti a posto: PTOF, PdM, RAV, PAI, ecc.”) e spesso manca il coinvolgimento dell’intera comunità scolastica. Dunque, non si deve sprecare un’occasione importante come questa, perché il RAV-infanzia:

si inserisce nel processo di sviluppo del sistema integrato 0-6 (aiutando la scuola dell’infanzia a rinsaldare la sua identità pedagogica ed organizzativa);

facilita il confronto tra i diversi modelli educativi (scuole statali, comunali, private paritarie) per consolidare gli elementi di qualità comuni;

responsabilizza le scuole nei processi di rendicontazione sociale (evitando che prenda piede la mania delle telecamere in classe…);

stimola gli insegnanti in processi di riflessione, formazione, ricerca, confronto, per promuovere un profilo professionale“ competente”.

Il RAV, però, non è semplicemente uno schema da riempire rispondendo alle domande. Ci sono delle attività preliminari indispensabili da compiere. Ad esempio, occorre disporre di molti dati informativi sul funzionamento delle scuole (orari, spazi, risorse, strutture) e sulla progettualità (metodi didattici, forme di osservazione, rapporti con i genitori, ecc.) che dovranno essere forniti dai sistemi statistici (MIUR, ISTAT, Invalsi, ecc.) o che dovranno essere richiesti alle scuole stesse con un apposito analitico questionario. Ma, soprattutto, dovranno essere “provati” gli strumenti per osservare lo sviluppo dei bambini, rilevare il loro “benessere”, attraverso un delicato rapporto tra lettura qualitativa e possibili indicatori quantitativi (es.: check di frequenza piuttosto che scala di giudizio). Occorre dunque un “rodaggio” preliminare, prima di generalizzare l’impresa.” (Giancarlo Cerini)

 

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