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Un manifesto per la qualità nei servizi per l’infanzia

Loredana Bondi

Pedagogista


 

Proprio in questi giorni in Francia, educatrici e insegnanti hanno deciso di fare sciopero e scendere in piazza il 18 ottobre, per difendere la qualità delle strutture per l’infanzia. I problemi sollevati in Francia sono molto simili a molti di quelli che stiamo vivendo in Italia, anche se i recenti provvedimenti normativi relativi al nostro sistema zerosei, dopo anni di esperienze e di ricerche che riguardano il mondo dell’infanzia, riconoscono e approvano principi e diritti di tutti i bambini e le bambine ad avere servizi educativi di qualità. In pratica si è approvato   un nuovo modo di affrontare l’educazione istituendo a livello nazionale il sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni.

Purtroppo, dobbiamo constatare che, a tutt’oggi, permangono ancora grossi ostacoli alla concretizzazione di quanto deliberato.

Sicuramente ci troviamo dinnanzi ad uno scenario complesso da gestire perché molti sono gli aspetti da affrontare, ma vogliamo ancora una volta portare all’attenzione delle Istituzioni, a livello politico sociale, la necessità di rendere fattibile e concreto l’impegno del governo di investire sul piano strutturale, formativo e culturale più ampio, la diffusione di un sistema integrato di servizi educative rivolti all’infanzia da zero a sei anni, su tutto il territorio nazionale e, in particolare, nelle regioni più svantaggiate, che purtroppo vivono ancor oggi e per motivi diversi, condizioni di grave insufficienza di strutture rivolte alla prima infanzia.
Si tratta di riproporre a gran voce il rispetto degli impegni assunti sul piano quali-quantitativo, anche perché, nonostante i buoni propositi, vengono di fatto lesi i diritti dei tanti bambini e bambine che molto spesso vivono condizioni di emarginazione e/o povertà che non hanno possibilità di accesso ai servizi educativi.

 

Ciò premesso

  • Rivendichiamo l’universalità dell’offerta educativa zerosei con garanzia di investimenti strutturali per l’espansione dei servizi educativi per l’infanzia 0-3 anni, svincolati dal servizio a domanda individuale con graduale gratuità;
  • Garanzia di qualità delle esperienze educative con rispetto del rapporto adulto/bambino, con particolare attenzione e cura e delle eventuali vulnerabilità presenti nel mondo infantile. Partecipazione attiva e alleanza con le famiglie;
  • Formazione universitaria di base comune con un percorso specifico unico per il personale educativo e insegnante, convenendo con le Università un nuovo percorso a livello di scienze dell’educazione e scienze della formazione, che qualifichi professionalmente entrambi i segmenti garantendo la continuità dell’esperienza educativa offerta ai bambini e alle bambine. La possibilità di offrire, per esempio, un comune approfondimento teorico pratico dello sviluppo psicofisico del bambino, unitamente a sperimentazioni dirette di metodologie didattiche specifiche per lo zerosei;
  • Rivalutazione del ruolo sociale delle professionalità del settore zerosei con la garanzia di una formazione continua rivolta a tutto il sistema integrato;
  • Unificazione dei contratti di lavoro nei servizi per l’infanzia per eliminare le diverse condizioni di lavoro in termini di salario, orari di lavoro, ferie, permessi, stabilità dello stesso posto di lavoro e altre dimensioni che qualificano il rapporto di lavoro e non la qualità dello stesso. Si chiede quindi di superare al più presto questa deregolamentazione perché venga riconosciuta al personale educativo e insegnante una parità contrattuale per medesime prestazioni di servizio;
  • Necessità di investire nella figura del coordinatore pedagogico che svolge un ruolo fondamentale nel promuovere e sostenere la professionalità educativa e insegnante nell’accompagnare e sostenere i gruppi di lavoro nella programmazione e realizzazione del progetto educativo. In particolare, deve essere prevista la figura del Coordinatore anche negli organici della scuola d’infanzia statale.
  • Particolare attenzione alla sostenibilità dei costi dei servizi nella consapevolezza che si tratta di un tema fondamentale che non può essere eluso attraverso modalità di efficientamento economico;
  • Nei bandi di affidamento dei servizi educativi, necessità di costruire capitolati adeguati, definendo un costo standard del servizio/ bambino, sotto il quale non sia possibile affidare servizi in gestione indiretta. Si dovrà superare il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa, per evitare alcuni ostacoli importanti che impediscono la qualità dei servizi e sviliscono la professionalità degli operatori,
  • Adeguamento di tutte le normative regionali e concordare sui requisiti standard dei servizi 0 3 e favorire concretamente la creazione di tavoli interistituzionali ai vari livelli e sostenere in ogni territorio i Coordinamenti pedagogici territoriali che dovrebbero rappresentare lo strumento indispensabile per garantire la qualità dell’offerta educativa in ogni territorio.

 

Con questo documento, Zeroseiup apre un dialogo con tutti coloro che si battono per la realizzazione di un’educazione di qualità, a tutti i livelli, ma occorre assolutamente che non si attenda oltre, perché intervenire in educazione significa investire nelle future generazioni e questo è un obiettivo prioritario.

 

 

I problemi sollevati sono molto simili a quelli che viviamo in Italia.

Educatori e educatrici in Francia se ne fanno carico. In Italia tutto tace?

 

 

Appello a manifestare

Giovedì 19 ottobre, in tutta la Francia, il mondo della prima infanzia scenderà in piazza per ristabilire senza indugi la qualità delle strutture di assistenza all’infanzia.

Da oltre 40 anni, diverse associazioni professionali si occupano di formare i professionisti dell’infanzia e della cultura allo sviluppo artistico e culturale dei bambini molto piccoli.

Le persone coinvolte (artisti, formatori, team di gestione, rete) hanno assistito a un crescente deterioramento delle condizioni di lavoro e delle qualifiche dei professionisti della prima infanzia. Questa situazione sta oggettivamente incidendo sulla qualità, e persino sulla fattibilità, delle iniziative di sviluppo artistico e culturale per i bambini molto piccoli e le loro famiglie nei luoghi che li accolgono.

 

Per ripristinare la qualità delle strutture di assistenza all’infanzia non possiamo aspettare il 2030, e nemmeno il 2027!

Saremo in piazza il 19 ottobre.

 

Il governo ha fatto qualche timido annuncio prima delle vacanze per rispondere ai risultati del rapporto IGAS e ripristinare la qualità dei servizi per l’infanzia. Aurore Bergé è stata nominata nuovo ministro della Solidarietà e della Famiglia: in occasione del convegno sulla prima infanzia

del 5 settembre, ha dichiarato che è necessario trovare “soluzioni rapide” alla carenza del numero di strutture di assistenza all’infanzia e alla carenza di professionisti “ma non per prendere decisioni che non sarebbero quelle giuste”. Ma i suoi primi annunci rimangono vaghi: cita il rapporto di un adulto per 5 bambini, ma senza confermare che questo verrà inserito nei regolamenti o proporre un calendario per lo stanziamento di 200 milioni di euro all’anno per sostenere i miglioramenti salariali, ma non specifica nulla per i professionisti del servizio pubblico (55% del personale degli asili nido).

Non si parla di migliorare lo status dei professionisti qualificati, degli assistenti, …

E il governo annuncia 100.000 nuovi posti di assistenza all’infanzia, mentre la COG ne prevede solo 35.000…

 

Ma non possiamo più aspettare. La qualità dell’assistenza all’infanzia richiede “le decisioni giuste”.

Sappiamo tutti quali sono:

  • soluzione rapida e decisione giusta: un rapporto di 1 adulto ogni 5 bambini, sancito da subito nella normativa ed efficace al più presto. in tutti gli asili nido entro e non oltre il 2027,
  • soluzione rapida e decisione giusta: stop all’impiego di personale senza qualifiche o esperienza,
  • soluzione rapida e decisione giusta: formazione urgente di migliaia di professionisti,
  • soluzione rapida e decisione giusta: l’inversione graduale del rapporto 40/60 a favore delle professioni qualificate rispetto agli assistenti,
  • soluzione rapida e decisione giusta: innalzamento graduale della formazione almeno al IV livello,
  • soluzione rapida e decisione giusta: un minimo di una sessione mensile di analisi della pratica per ciascun e l’obbligo di una formazione continua degna di questo nome,
  • soluzione rapida e decisione giusta: aumento minimo del 10% del salario per tutti i professionisti in qualunque settore,
  • soluzione rapida e decisione giusta: adeguamento omogeneo delle tariffe a carico delle famiglie qualsiasi sia la tipologia di servizio di cui usufruiscono, come primo passo verso la gratuità dei servizi educativi.

 

Perché il governo assuma queste misure senza ritardi tutto il personale educativo dell’infanzia 0-6 anni saremo in sciopero e in piazza giovedì 19 ottobre.

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