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I Coordinamenti pedagogici territoriali per la qualificazione e lo sviluppo dei sistema integrato zero sei anni

Francesca Ciabotti

Dai primi passi dei Coordinamenti Pedagogici Territoriali possono provenire buone pratiche, protocolli operativi e obiettivi specifici su quali è opportuno iniziare a ragionare, per diffondere e confrontare contenuti e percorsi di attivazione di questo strategico strumento “fondativo” e garante della cultura pedagogica “zero sei anni” del futuro.


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QUIsSI CRESCE! Un percorso di comunità educante che ha il respiro di una visione

Anna Pisani - Responsabile comunicazione QUIsSI CRESCE!

A Macerata istituzioni, genitori, insegnanti e educatori riprogettano e trasformano insieme gli spazi esterni come luoghi di connessione tra i servizi educativi e la città, ampliano i servizi educativi e integrativi per famiglie anche fuori dai circuiti educativi classici, privilegiando il dialogo intergenerazionale. Il progetto QUIsSI CRESCE! è sostenuto da Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile


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Progetto pedagogico 0/6 tra natura e cultura

Aprire le porte di servizi all’infanzia, in questo caso privati, alla cittadinanza, alle famiglie, significa accogliere persone e condividere pensieri, azioni, modalità e strategie educative; significa rendere pubblica la cultura dei servizi all’infanzia; significa rendere trasparenti i percorsi di crescita, di ricerca, di autonomia e di sviluppo armonico delle bambine e dei bambini che abitano questi luoghi.

Francesca Peron ci racconta il “Progetto pedagogico 0/6 tra Natura e Cultura” della Cooperativa Cianfry

Vicinanze e trasformazioni

Dopo l’esperienza drammatica del terremoto, grazie alla tenacia e alla partecipazione del personale, dei bambini e delle famiglie, degli enti locali, di associazioni e professionisti, sono rinati gli splendidi giardini dei Nidi d’infanzia.

La dott.ssa Cinzia Guandalini di Ferrara ci racconta in che modo è stato possibile realizzare un obiettivo così difficile e significativo.

Delega per l’infanzia: la sfida si gioca nei territori

Michela Almiento

La creazione di un sistema integrato di educazione e istruzione 0 – 6 anni, oggetto della delega al governo in base alla Legge 107/2015, è una sfida urgente per garantire il diritto dei bambini, dagli 0 ai 6 anni, all’educazione e all’istruzione. La mancanza di risorse e di una programmazione a lungo termine mina il mantenimento dei servizi esistenti e il riconoscimento della professionalità necessaria.


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Promuovere e rilevare la prospettiva 0-6: l’elaborazione di uno strumento

Il contributo di Barbara Gobbetto illustra le metodologie e i criteri seguiti per l’elaborazione di uno strumento di valutazione del contesto educativo. Lo scopo principale dello strumento è la rilevazione e la promozione di una prospettiva educativa dagli 0 ai 6 anni, attraverso l’approccio valutativo del “valutare-riflettere-restituire” e la negoziazione tra le opinioni dei soggetti coinvolti nella valutazione.


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Differenziazione educativa come segno di qualità nei servizi in Germania

Enea Nottoli

La forte differenziazione dei servizi educativi tedeschi ne costituisce un segno distintivo e perlopiù una ricchezza. In alcuni casi, invece, le diversità delle famiglie e dei bambini non sono sufficientemente rappresentate dai servizi; anche la partecipazione dei genitori, poco incisiva, è un elemento da considerare in ottica di miglioramento.

Semplici legami tra educazione della prima infanzia, educazione prescolare e scuola primaria: la Finlandia un esempio per l’Europa?

Enea Nottoli

La continuità educativa nel sistema educativo finlandese è sorretta dallo scambio di informazioni tra le famiglie, gli insegnanti e le strutture. È imminente nel paese, in seguito alle difficoltà del sistema messe in evidenza dalla crisi economica, una riforma del curricolo che abbia come punto fermo da cui partire i bisogni dei bambini.

Oltre il singolo approccio per aprirsi a nuove possibilità e opportunità

Oltre il singolo approccio per aprirsi a nuove possibilità e opportunità è il resoconto di un’esperienza nella quale l’apertura a differenti culture dell’infanzia e a pratiche educative altre favorisce il confronto e allarga la prospettiva degli adulti per riflettere e trovare modi innovativi di progettare e realizzare il curricolo

Uno più uno è uguale a…?

Il progetto “Uno più uno è uguale a … ?” è un percorso di progettazione partecipata nel quale gli educatori del Nido, gli insegnanti della Scuola d’infanzia e i genitori di bambini di tutte le culture presenti si impegnano a co-costruire un processo di cambiamento di pensiero, prassi e sentire gli uni verso gli altri.

Ginevra Rella, Wilma Fontanari, Sara Nicolini – Coordinamento Pedagogico Cooperativa Pro.Ges. Trento

I bambini tra cittadinanza e investimento

Intervista a Valerio Belotti.

Secondo i sostenitori dell’investimento sull’infanzia, aver avuto un’esperienza da piccoli in un nido d’infanzia di qualità, favorisce la costruzione di abilità spendibili nei percorsi scolastici e professionali realizzati nell’adolescenza. Posizioni forti, sostenute da studiosi autorevoli in base a particolari acquisizioni della neuroscienza, riguardanti lo sviluppo dei cosiddetti primi mille giorni di vita e da numerose evidenze empiriche...


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Dalla legge 107/2015 alla sua applicazione: alcune riflessioni sui fabbisogni standard dei servizi educativi 0-6 anni

Maurizio Parente entra nel merito di numerose e cruciali questioni da affrontare per avvicinarsi ad un sistema integrato 0 – 6 (fabbisogno standard di prestazione, titolo d’accesso alla professione, rapporto numerico educatore/bambino, organismo di coordinamento pedagogico – territoriale …), mette in luce l’attuale complessità dell’offerta educativa per la prima infanzia e suggerisce alcune piste perché la legge 107/2015 possa essere un “utile ripensamento dei servizi educativi per l’infanzia in un’ottica unitaria e di reale continuità, funzionale a tutti coloro che in modi diversi fanno parte di questo sistema”.

Luci e ombre di un provvedimento

Intervento al MIUR Potrei iniziare con una critica al fatto che il MIUR ci ha chiamati qui e poi si è presentato senza illustrarci una proposta anche sintetica di come vorrebbe procedere sulla costituzione del sistema integrato di istruzione e educazione da 0 a 6 anni. Ma anche io, come…...


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Legge 107/2015 e Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione del 2012

Le considerazioni e le riflessioni di seguito enunciate, senza alcuna pretesa di rappresentare un lavoro sistematico né tanto meno esaustivo, cercano di porre in correlazione alcune tematiche di grande rilevanza riferite alla Legge 107/2015 di riforma, con i contenuti delle Indicazioni Nazionali per il curricolo del 2012. In tal senso,…...


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La Legge 13-07-2015 n.107 e lo zero/sei

Il testo della Legge 107/2015 prevede che, entro diciotto mesi dalla sua promulgazione, venga adottata da parte del Governo una serie di Decreti Attuativi che, per ciò che concerne il settore zero – sei anni, dovrebbero disciplinare l’attuazione di una serie rilevante di azioni complesse, su cui si fonda la…...


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Verso un servizio per la fascia zero-sei

Anna Bondioli
Le “ ragioni” della continuità nido-materna
Già da alcuni anni – sulle riviste specializzate, da parte di chi opera nei servizi per l’infanzia prescolastica, nei convegni del settore – il tema dei rapporti tra asilo nido e scuola materna appare rilevante per le discussioni e i confronti che suscita. Poche, però, se non quasi inesistenti, sono, a livello italiano, le esperienze di effettivo raccordo tra le due agenzie educative, da cui partire e con cui confrontarsi nella prospettiva della progettazione di un servizio per l’infanzia zero-sei.
Le ragioni che spingono verso la continuità dei due servizi sono molteplici e spesso intrecciate tra loro (a considerazioni educative si aggiungono prese di posizione politiche e a queste si sommano esigenze amministrative e sindacali). (…)

Continuità educativa

Elena Tavoni intervista Nice Terzi
Se parliamo di continuità educativa tra Nido d’infanzia e scuola dell’infanzia, quali possono essere gli intenti progettuali?
Se si parla di continuità educativa, più che analizzare e confrontare progetti educativi mi sembra necessario fare lo sforzo di esplicitare le intenzioni educative che li motivano, di mettere queste a confronto e di cercare in esse quella continuità che mantiene una coerenza educativa pur nella diversificazione delle scelte e dei progetti.
È questo un impegno metodologico importante che sta alla base della progettazione e del lavoro di gruppo del nido e della scuola dell’infanzia all’insegna di ciò che amo chiamare “coerenza educativa”.

Programmazione e intenzionalità educativa nell’asilo nido

Premessa Vorrei iniziare con un’osservazione che è, in certo qual modo, un elemento di valutazione collettiva. Questa: anche qui a Empoli, come in altre occasioni di confronto, di analisi, di discussione pedagogico-didattica, la scuola del non obbligo risponde in maniera massiccia, a vele spiegate. Quando si attivano momenti pubblici di…...


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