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Pensieri su cui pensare per fare

In tutti i gradi scolastici il piacere di apprendere cose nuove dovrebbe
evitare l’opposizione tra il ruolo di studente e la persona
con le sue esigenze e le sue capacità. Nella scuola dell’infanzia
c’è vita, si rispettano i bisogni delle bambine e dei bambini che dicono
quello che pensano (sono riportate conversazioni che mettono
in crisi Piaget), costruiscono, lavorano, fanno spettacoli.
Dovrebbero continuare per tutto il corso degli studi alcuni caratteri
dei nidi e delle scuole dell’infanzia.

Cuore e pancia

Ferruccio Cremaschi
La caratteristica di questa fase della vita italiana sembra essere legata al provvedimento contingente con ricadute immediate e con una visione senza respiro di prospettiva. Simbolo ne sono gli interventi degli 80 euro o dei 500 euro agli insegnanti, ai giovani. Tutte iniziative che indubbiamente possono far piacere a chi riceve la “mancia” ma che non fanno intravedere un progetto, una visione di sviluppo e di crescita futura.

Su la testa!

Ferruccio Cremaschi

Negli incontri che si succedono in questo periodo il discorso cade spesso, e non a caso, sui temi della delega contenuta nella 107 e sulle prospettive dei servizi dell’infanzia.

L’atteggiamento più diffuso tra le educatrici è di preoccupazione per il futuro. La domanda ricorrente è: che cosa faranno di noi? Quale sarà il nostro futuro? Che cosa decideranno?