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Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai 6 anni

Carla Zanasi

Presidente Proteo Fare e Sapere Savona.


Un’esperienza di tavolo interistituzionale comunale

 

 

 

Il piano quinquennale 21-25 prevede e declina azioni di governance a livello nazionale e regionale: la cabina di regia recentemente reinsediata, è impegnata nel monitoraggio della prima e seconda annualità, mentre i tavoli paritetici regionali, attraverso loro articolazioni, hanno il compito di creare reti interistituzionali e normativa necessaria. Per trovare indicazioni di quale governance sia necessaria a livello di Ente locale o Enti locali consorziati occorre far riferimento alla Parte VI delle Linee pedagogiche:

“- La responsabilità della governance sul territorio è degli Enti locali, cui il decreto legislativo 65/2017 attribuisce compiti che vanno al di là della gestione diretta e indiretta di servizi educativi per l’infanzia e di eventuali scuole dell’infanzia comunali. I Comuni sono, infatti, tenuti a coordinare la programmazione dell’offerta educativa sul proprio territorio costruendo una rete integrata e unitaria di servizi e scuole. Per far questo è necessaria una continua interazione con le dirigenze scolastiche statali e paritarie operanti a livello locale, nonché con tutti i soggetti titolari dei servizi educativi per l’infanzia per la gestione di interventi tesi al consolidamento della rete, sempre nel quadro degli indirizzi definiti dallo Stato e articolati dalle Regioni.”

A dirsi è facile, ma attuare questo livello di governance non è affatto semplice, soprattutto perché i soggetti coinvolti sono tanti, molto diversi e difficilmente abituati, o anche solo disponibili, a confrontarsi fra loro. La galassia del Terzo settore non rientra nelle logiche di chi è abituato a lavorare nella scuola statale e la cosa è reciproca. Per non parlare del rapporto con gli Enti locali e con la Regione.

Qui si racconta di un’esperienza in essere che ci ha insegnato come una strada percorribile sia quella di partire da ciò che già esiste nel proprio territorio.

Nel caso di Savona, è stata fondamentale la presenza di un Patto per la scuola, istituito nel 2010 in un momento difficile soprattutto per la scuola del primo ciclo[1], funzionante a fasi alterne, ma rilanciato per gli anni 2022-26 da una Assessora sensibile e attenta, in considerazione dell’impegno prioritario della civica Amministrazione per migliorare la qualità del sistema educativo e di istruzione locale, per creare più forti relazioni tra Scuole e Comunità cittadina.

 

Un Tavolo 0-6.

Con chi e perchè

 

Il Patto per la Scuola si è dato come modalità di lavoro quella di costituire dei sottogruppi: uno di questi è impegnato per realizzare il sistema integrato 0-6 sul territorio comunale -che è anche territorio capofila nel distretto savonese.

Ma chi coinvolgere in questi gruppi? La risposta spontanea potrebbe essere: tutti quelli che ci stanno e che hanno voglia di collaborare. Ma, come ben sappiamo, non è facile lavorare in tanti soggetti diversi e si rischia di disperdersi. Allora una soluzione che può facilitare è quella di un nucleo di base che si apre a tutti i soggetti interessati a seconda dei temi da affrontare e che cerca di tenere aperti tutti i canali di collaborazione disponibili. Fondamentale è la presenza, attenta alla linea politica complessiva, del rappresentante dell’Ente comunale che in tutta questa partita esercita un ruolo fondamentale.

Nel caso di Savona, il Tavolo si è costituito come sottogruppo di lavoro di membri del Patto, a cui nel tempo si erano aggiunti rappresentanti dei nidi, delle scuole paritarie e dell’USP, con l’inserimento di alcuni esperti esterni nominati direttamente dall’Assessore.

Con quali scopi lavorare? La prima azione messa in campo è stata quella di studiare insieme la normativa per poi condividere linee di azione, raccogliere bisogni e aspettative degli operatori e delle dirigenze scolastiche e pianificare percorsi comuni.

 

Come organizzarsi?

Fermo restando che la regia di tutta l’operazione deve restare nelle mani dell’Assessore di riferimento, da tenere costantemente informato, la modalità pratica attuata è stata quella di un piccolissimo gruppo, di 4 o 5 persone al massimo, che ha tenuto in mente gli aspetti organizzativi. Infatti, al di là degli incontri ufficiali, c’è la necessità di curare aspetti quali l’invio delle comunicazioni, la predisposizione di materiali, l’elaborazione di dati, la tenuta della documentazione e tanto altro.

Importante anche avere un funzionario comunale di riferimento per tutti i rapporti istituzionali.

 

Da quali iniziative partire?

In città sia i nidi d’infanzia sia le scuole dell’infanzia statali hanno avuto fino al primo decennio del 2000 una storia pedagogica significativa.

Alcune insegnanti ed educatrici, all’emanazione del decreto 65/17 hanno ripreso i contatti per leggere e capire bene la normativa e condividerne l’interpretazione. Su queste esperienze è stata fatta leva per continuare ad approfondire documenti che nel frattempo sono stati emanati e questa esigenza non è terminata, basti pensare alle Delibere regionali sui Coordinamenti e sui Poli che stanno uscendo in questo periodo.

Si è anche avvertita l’esigenza di attuare una mappatura quantitativa e qualitativa dei servizi educativi e scolastici e una rilevazione dello “stato dell’arte” relativo a esperienze condivise di continuità e di formazione. Gli esiti di questa prima ricognizione sono stati presentati in una riunione aperta a docenti infanzia sia statali, che paritari (almeno 1 per ogni plesso) ed educatori nidi (almeno 1 ogni nido) comunali e del terzo settore durante il quale si è attivato un confronto molto partecipato e si è cominciato un lavoro di rilevazione dei bisogni formativi, da cui è emersa l’esigenza di pensare una proposta di formazione condivisa a partire dall’anno educativo-scolastico 2023/24.

 

Quale formazione a supporto della costruzione dello 0-6?

Ci siamo orientati verso una formazione in servizio, pensata per educatori e insegnanti che lavorano in uno stesso territorio e che sentono la necessità di conoscersi meglio e di iniziare a lavorare insieme in modo più sistematico di quanto già si sta facendo.

Le linee seguite per l’elaborazione della proposta, che verrà discussa con gli operatori ad inizio settembre, sono state quelle di una partecipazione il più attiva possibile di educatori e insegnanti e l’attenzione a valorizzare le esperienze già in atto, accrescerne l’efficacia ed estenderle. Una formazione partecipata, basata sul confronto e la riflessione, volta al miglioramento delle pratiche pedagogiche, per garantire servizi sempre più attenti a garantire i diritti dei bambini.

 

 

[1] Comune di Savona. Assessorato Promozione sociale e Città Solidale, Istruzione e Politiche della Casa.

“Insieme per la Scuola”

Patto per una scuola pubblica di qualità tra:

  • Comune di Savona
  • Dirigenti scolastici
  • Associazioni Insegnanti
  • Associazioni Genitori
  • Organizzazioni sindacali Confederali e della Scuola
  • Forum Terzo Settore

… gli enti e le associazioni che si riconoscono nei valori costituzionali sanciti dagli art. 33 e 34 della Costituzione Italiana e nell’esigenza di garantire a tutti il diritto allo studio hanno deciso di rinnovare il loro impegno per una scuola pubblica di qualità, in grado di porre tutti i bambini ed i ragazzi in condizioni di effettiva eguaglianza delle opportunità…

La finalità del Patto per la scuola è l’agire sistematicamente per la qualificazione del sistema integrato di istruzione pubblica quale condizione strategica per lo sviluppo sociale, culturale e civile della città. Novembre 2010

1 commento su “Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai 6 anni”

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