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Berlino – tra architettura e pedagogia

Le architetture e gli spazi aperti di Berlino ci raccontano un’idea particolare d’infanzia.
Vi proponiamo tre giorni intensivi di visite in cui la progettazione architettonica e paesaggistica incontreranno la pedagogia per scoprire e riflettere su nuove possibilità progettuali. Uno sguardo attento ai bambini, capace di riconoscere il valore del gioco e della comunità.
Il viaggio è dedicato a pedagogisti, architetti e a chi si occupa di entrambi gli aspetti nella progettazione e realizzazione di spazi interni ed esterni per i servizi dedicati in modo particolare all’infanzia.

I bambini hanno bisogno di spazi per crescere. Lasciateli giocare

Gabriele Pohl
L’infanzia è cambiata radicalmente. Solo 50 anni fa, un neonato trascorreva la maggior parte del tempo nella sua culla, al riparo da troppe impressioni sensoriali. In seguito, il bambino faceva le sue prime esperienze in un ambiente circoscritto vicino ai famigliari, di solito la madre. Di norma, durante la crescita era circondato da fratelli e sorelle e nessuno avrebbe pensato che potesse crescere male. A nessuno sarebbe venuto in mente di portare i propri bambini a pomeriggi di danza, di farli sedere davanti alla televisione o di praticare con loro i segni della mano per migliorare la comunicazione. Oggi l’educazione dei bambini è sempre più nelle mani di educatori professionisti che devono rispondere a diverse esigenze: quelle dei genitori, che non solo vogliono che i loro figli siano affidati a personale amorevole, ma vogliono anche che siano al passo con il progresso scientifico-sociale, che ha ridefinito i requisiti degli educatori a un livello più specifico. E infine, soprattutto, si sentono obbligati a dare al bambino ciò di cui ha bisogno per un sano sviluppo.


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Fuori dall’istituzione

Presentiamo il primo di una serie di articoli di Gabriele Pohl che sviluppa una serie di riflessioni sulle attività da proporre a bambine e bambini a partire da una visione di educazione legata alle idee di Astrid Lindberg, la creatrice e autrice delle avventure di Pippi Calzelunghe.


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Come reagire alla resistenza dei bambini

L’articolo “Come reagire alla resistenza dei bambini?” è stato scritto nell’ambito del progetto EDIT.

https://www.fh-potsdam.de/studium-weiterbildung/projekte/edit (progetto: studi e formazione continua)

Questo contributo, pubblicato sulla rivista tedesca Waimiki, spiega come gestire i conflitti tra adulti e bambini piccoli. Nell’ambito del progetto EDIT, sono stati affrontati vari aspetti del tema: ad esempio sulla gestione dei conflitti tra bambini. Inoltre, sono stati pubblicati materiali online, consultabili in lingua tedesca sula sito citato sopra, sul cambiamento delle situazioni quotidiane (mangiare, dormire, gestire conflitti, lamentele ...).


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A Montpellier il museo Fabre e i più piccoli

Dal 2007 il museo Fabre, in collaborazione con la Direzione dell’Infanzia e altri partner, sviluppa numerosi progetti rivolti al pubblico dei più piccoli.
Marion Bouteiller, Isabelle Facoltoso E Lamia Abou Saada descrivono un’esperienza sperimentale di approccio al museo da parte dei più piccoli.
Accostato con metodologie attive e in ascolto dei bambini risulta un luogo ricco di stimoli per le sensazioni, le emozioni, le scoperte che provoca.

Padri genitori secondari dei vostri figli

Jan Peeters rileva l’urgente necessità di modificare il concetto deficitario di paternità rafforzato, purtroppo, da studi del passato anche recente. Sostiene, in seguito alle sue ricerche ed esperienze personali, che “per sostituire questo pensiero deficitario sulla figura paterna, la ricerca e i progetti innovativi dovrebbero focalizzarsi su ciò che promuove il cambiamento nel lavoro con i padri, e ciò che facilita il coinvolgimento del padre. I progetti innovativi devono sostenere gli educatori in modo che possano generare maggiori immagini positive su come ‘essere padri.’”


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Infanzia in Lituania

Emilia Restiglian

Nell’ambito del progetto Arqus European University Alliance alcune studentesse universitarie italiane e lituane, insieme a docenti, dottorande di ricerca e una tutor organizzatrice di tirocinio, hanno comparato le strutture educative lituane e italiane, per quanto attiene la metodologia e documentazione, gli spazi interni ed esterni e l’inclusione di bambini e famiglie. Ne risulta il profilo di 5 scuole d’infanzia differenti per spazi e proposte ma che negli “spazi, tempi, materiali, scelte pedagogiche e nella predisposizione del setting educativo/didattico derivano da un’idea di infanzia intesa come “arco di tempo unitario” contrassegnato da una visione olistica del bambino che in modo continuativo, fin dalla nascita, sviluppa le sue potenzialità e conoscenze”.


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Educare. Superare la distinzione tra apprendimenti e cura
Esperienze di bambini, genitori e educatori

Katrien Van Laere, Brecht Peleman

Il contributo è frutto di due ricerche volte ad approfondire il significato attribuito dai genitori e agli operatori dell’educazione alla cura e all’apprendimento dei bambini tra i 2 anni e mezzo e i 4 anni e il vissuto dei bambini nel passaggio dal Nido d’Infanzia alla Scuola dell’Infanzia. Emerge come “la distinzione tra apprendimenti e cura va contro il sentire di molti genitori e operatori” e l’imparare a vivere e educare dei bambini siano, per alcuni, questioni prioritarie. La conferma giugne dalla letteratura internazionale nella quale “questo approccio pedagogico è noto col nome di “educare”: la cura è apprendimento e l’apprendimento è cura”.


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