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Qualcuno si muova

Ferruccio Cremaschi

Direttore responsabile Zeroseiup


Arrivare all’affermazione normativa dello zerosei come sistema integrato è stato un percorso durato molti anni, con molti stop and go, con difficoltà e contrasti e con finali compromessi per giungere a una proposta normativa. In qualche modo ci siamo arrivati. Sono seguiti i lavori della Commissione che hanno prodotto importanti documenti pedagogici di indirizzo che fanno ormai parte della cultura condivisa degli educatori del settore.

Ma senza voler essere ingenerosi, il sistema non funziona per un vizio originale: abbiamo voluto innovare senza toccare nulla. Non possiamo scalfire il sistema contrattuale tenacemente abbarbicato su divisioni stridenti a parità di funzioni, non ci possiamo permettere di immaginare un educatore unico e unitario per lo zerosei che garantisca la continuità vera quando i percorsi di laurea sono diversi e legati a logiche lobbistiche di crediti e cattedre, lo zerosei va da una parte perché di competenza dell’Ente Locale, il tresei è in buona parte dipendente dall’Amministrazione centrale dello Stato e le due realtà viaggiano per conto loro. Non parliamo di Sindacati che brillano per non esistere, che evitano di affrontare le questioni ingessati in divisioni di categorie legate a tempi ormai superati.

Sosteniamo che uno dei cardini del nuovo sistema è il coordinamento pedagogico, ma operazioni possibili, quasi banali, per attivare il coordinamento nella scuola dell’infanzia statale, non sono all’ordine del giorno. Eppure, la denatalità dovrebbe rendere disponibile senza nuovi costi, personale per questa funzione (e si aprirebbe uno spiraglio di motivazione e sviluppo e progressione di carriera in una categoria che da sempre langue nel disinteresse).

Abbiamo inventato i Poli per l’infanzia, ma sembra spesso che si tratti più di un’etichetta posta su due mondi accatastati tra loro che continuano a vivere in modo autonomo. In qualche modo, bisogna uscire dallo stallo. Non possiamo aspettarci improvvisi risvegli da Ministeri, Università, Sindacati, Enti gestori, presi da interessi contingenti e dalla regola del queta non movere. Qualcosa, con coraggio e fantasia si potrebbe fare. Una volta c’erano sindaci, assessori e pedagogisti che credevano nell’infanzia (e infatti dai Comuni sono nati in Italia i servizi per l’infanzia). Nei Comuni si sono sperimentate pratiche che hanno costruito la nuova pedagogia. Certo, molti Comuni si sono ritirati, hanno ceduto il campo allo Stato, ma ci sono ancora molti Comuni che gestiscono integralmente il settore zerosei, che hanno servizi 0-3 e servizi 3-6. Ma come li hanno? Come retaggio subito dal passato o con coraggio e fantasia?

La vera e sostanziale attuazione del sistema zerosei potrebbe partire proprio dall’iniziativa di qualche Comune illuminato. Non c’è nessuno che si assume l’iniziativa di proporre una sperimentazione vera (con tutti i problemi e le difficoltà che può comportare), per attuare veramente dei Poli dell’infanzia con personale educativo che lavori in modo indifferenziato da zero a sei anni con un Coordinamento pedagogico reale? Ci sono Comuni che i due servizi già li hanno, le due categorie di dipendenti pure (per di più con riferimento a una categoria contrattuale comune).

Cosa manca? Il coraggio non si vende, la lungimiranza neanche. Ma siamo veramente così appiattiti ovunque?

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