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Piccoli alberi crescono

Nunzia Leone

Immersioni forestali Bergamo

Maela Canu

Associazione Italiana Medicina Forestale, Legambiente Bergamo


 

L’allodola
canta per tutto il giorno,
ed il giorno
non è lungo abbastanza.

Matsuo Basho

 

 

Shinrin-Yoku, che in giapponese significa bagno di bosco, nasce negli anni ‘80 in Giappone e si diffonde in tutto il mondo grazie agli studi scientifici di due medici (Qing Li e Yoshifumi Miyazaki) con il termine più conosciuto di Forest Therapy.

Gli effetti benefici sulla salute che derivano dall’esposizione agli ambienti forestali sono noti da decenni e i risultati in termini psico-fisiologici sono confermati da una crescente produzione scientifica: in alcuni paesi la Terapia Forestale ha un ruolo riconosciuto nella prevenzione medica[1].

In questo articolo approfondiamo lo Shinrin-Yoku con i bambini 0-6, proponiamo un’ipotesi di lavoro indicato per piccoli gruppi di bambine e bambini a partire dai 2 anni fino ai 6 anni (con struttura differenziata per gruppi di 2-4 anni, 5-6 anni).

Per la fascia 0-2 vengono preparate apposite uscite con papà e/o mamme in allattamento.

L’immersione con i più piccoli si sviluppa su percorsi molto corti, ma ricchi di stimoli e completamente immersi nel Bosco (o perlomeno nel Parco più vicino).

Prima di entrare nel Bosco si consiglia di creare un cerchio con i bambini e le figure adulte di riferimento per salutarsi. Poi si propone un breve gioco iniziale.

La prima tappa è quella che poniamo all’ingresso del Bosco, un vero e proprio inizio di cammino: si apre una porta immaginaria e si chiede il permesso al Bosco per entrare. Di seguito si propongono alcune semplici attività che permettano di costruire il gruppo: giochi, canzoni, danze.

 

 

Le tappe a seguire possono essere costruite in modo che i bambini vengano ad utilizzare tutti i loro sensi con dei giochi adeguati all’età dei partecipanti.

Una tappa, ad esempio, può essere dedicata al senso del tatto: il toccare per un bambino è il conoscere, l’andare verso l’altro. Il toccare dà libertà a tutto il corpo, ma permette anche di conoscere i nostri confini. Toccare la terra, toccare la corteccia, sentire sulla pelle la frescura dell’ombra e il tiepido del sole. Mettere un piede nel ruscello, appoggiare la schiena ad un tronco illuminato dal sole e uno rivolto a nord. Imparare che non solo con le mani si può sentire, ma tutto il corpo è tatto!

Il sentiero viene affrontato in modalità sempre più silenziosa man mano ci si addentra nel Bosco. Solitamente è una cosa che avviene naturalmente, proprio perché il clima che si crea all’interno è sereno e allegro ma anche raccolto e “in ascolto”.

 

 

Durante il percorso è importante creare un momento dove le bambine e i bambini si possano fermare ed entrare in contatto con i rumori e i suoni e i colori del Bosco attraverso uno stato di rilassamento. Osservare, ascoltare, porre l’attenzione rilassando il corpo -se riescono chiudendo gli occhi- e portandolo ad essere più percettivo e ricettivo. La meditazione dei colori, per esempio, è semplice e porta le bambine e i bambini a guardare gli elementi naturali a riempirsi del loro colore come fosse una luce che riempie e pulisce il proprio corpo.

Una delle ultime tappe può consistere nel “compilare” un piccolissimo quadernetto da “esploratore del Bosco” dove è chiesto di inserire – con qualsiasi tecnica conoscano- ciò che si è ascoltato, visto, scoperto. Sono pagine che rimarranno a loro e serviranno come ricordo e, nel contempo, a fissare luoghi e momenti piacevoli del loro passaggio nel Bosco.

All’interno del percorso si può prevedere anche un momento di merenda durante il quale ascoltare la musica delle piante attraverso un dispositivo digitale che permette di convertire le variazioni elettriche delle piante in note.

Ultima tappa è l’uscita dal Bosco: un momento di ringraziamento, per concludere con gratitudine e ascoltare dalla voce dei bambini se hanno accolto e interiorizzato il messaggio del Bosco.

 

 

Si è notato che le attività nel bosco contribuiscono particolarmente a promuovere il benessere fisico ed emotivo dei bambini in età evolutiva.

Nel 2018 con l’articolo “The Effects of a Health Promotion Program Using Urban Forests and Nursing Student Mentors on the Perceived and Psychological Health of Elementary School Children in Vulnerable Populations”, gli autori – Kyung-Sook Bang, Sungjae Kim, Min Kyung Song, Kyung Im Kang, e Yeaseul Jeong – hanno evidenziato che l’accesso allo spazio verde è associato a un miglioramento del benessere mentale, della salute generale e dello sviluppo cognitivo nei bambini. La natura, inoltre, li ha aiutati a migliorare il funzionamento psicologico, ad affrontare i problemi, a pensare con chiarezza e a sentirsi liberi e rilassati con un significativo miglioramento dell’autostima e una diminuzione dei sintomi depressivi.

 

 

La terapia forestale, come pratica di promozione della salute, si basa sulla consapevolezza che trascorrere del tempo in una foresta migliora la salute del corpo umano. Si utilizzano vari elementi come il paesaggio, i b-voc, l’acqua, il vento, il profumo e il suono. Questo permette ai bambini di crescere più sani, ma anche più consapevoli dell’importanza di rispettare e tutelare la natura come racconta Richard Louv nel suo libro “Last Child in the Wood”.

Louv ha sottolineato anche l’importanza dell’esposizione diretta alla natura per un sano sviluppo dell’infanzia e per la salute fisica ed emotiva sottolineando come, anche senza programmi strutturati, si possano ottenere effetti benefici. La conseguenza di questo approccio è che il sistema nervoso dei bambini può rilassarsi grazie alla stimolazione del nervo parasimpatico.

Anche l’Istituto Superiore di Sanità lavora da tempo per sensibilizzare insegnanti, genitori, operatori sanitari, ma anche decisori politici, al cosiddetto “disturbo pediatrico da deficit di natura”: un disturbo che coinvolge i bambini che vivono lontano da aree verdi. Per garantire il benessere fisico e mentale dei più piccoli è fondamentale offrire loro la possibilità di trascorrere del tempo libero in ambienti naturali.

 

[1] Ulteriore approfondimento https://ilbolive.unipd.it/it/news/meno-ansia-quando-siamo-nei-boschi-anche-leffetto

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