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Per educare l’infanzia ci vuole un villaggio

Politiche, soggetti e governance per lo zero-sei

Convegno nazionale sullo zero – sei ed i poli territoriali per l’infanzia

Brescia, 20-21 ottobre 2023

 

Proteo Fare Sapere – sezioni di Brescia e Lombardia, in collaborazione con Proteo Nazionale – organizza un convegno a Brescia sulle tematiche riguardanti lo Zero–Sei. L’evento si inserisce all’interno delle varie manifestazioni sollecitate da “Brescia e Bergamo 2023 città italiane della cultura”.

Il Convegno si svolgerà sia on line che con possibilità comunque di partecipare anche in presenza, presso l’IIS “Mantegna”, via Fura n. 96, Brescia nelle date di venerdì 20 ottobre 2023 dalle 14,30 alle 19.00 e sabato 21 ottobre dalle 8,30 alle 13.00.

Il Convegno si configura come “leva” e come momento formativo e potenziale laboratorio di ricerca-azione sulle possibili “comunità di pratica” ed effettivi livelli di interazione ed interscambio professionale nonché sulle concrete pratiche educative e didattiche poste in essere dai gruppi docenti delle scuole del territorio. Potrebbe, altresì, diventare un momento iniziale ed occasione di confronto pubblico per una possibile e successiva formazione professionale per i dirigenti/gestori e personale educativo circa i concreti modelli di “governance” attivati per le scuole ed i servizi educativi pubblici e privati al fine di dar vita ad un potenziale modello condiviso di “sistema formativo integrato” sullo Zero – Sei ed i servizi per l’infanzia.

Com’è noto, lo Zero-Sei è un peculiare campo di intervento degli Enti Locali. Il Convegno potrebbe, pertanto, costituire lo stimolo affinché essi assumano un ruolo attivo nella costruzione del sistema integrato zero-sei valorizzando e ulteriormente ampliando le esperienze in essere. Il Comune di Brescia, ad esempio, vanta una lunga e qualificata tradizione nel campo, soprattutto, delle scuole dell’infanzia ed ha già ora attivato una complessa architettura organizzativa al fine di dar vita sia a un Comitato Locale che a forme di Coordinamento Pedagogico. A questo punto si potrebbe ragionevole pensare di poter parlare, in prospettiva e gradualmente, della eventuale possibile nascita a Brescia di un polo integrato per l’infanzia coinvolgendo sinergicamente Ente Locale, Adasm – Fism, Istituti Comprensivi bresciani aventi scuole statali dell’infanzia anche prendendo inizialmente le mosse da eventuali possibili momenti formativi comuni. In tale contesto la rilevante presenza territoriale della Fism, darebbe particolare significato e spessore alla iniziativa al fine di iniziare a creare rete e sinergie operative tra diversi interlocutori nel rispetto dell’autonomia di ciascun soggetto partecipante. L’Adasm Fism, che vanta un significativo radicamento ed una diffusa presenza nel vasto territorio della provincia di Brescia, ha manifestato una piena consapevolezza circa la storica strategicità delle tematiche di razionalizzazione e governance dei servizi per l’infanzia, formazione del personale, (e sua possibile riorganizzazione funzionale) connesse allo Zero – Sei dinnanzi al sempre più imponente calo demografico. Detta tematica relativa al costituirsi di un graduale sistema formativo integrato ben si presta all’attivazione di possibili azioni di prospettiva per una precoce prevenzione e contrasto alla dispersione anche attivando eventuali elementi di continuità educativa e di possibile curricolo unitario inclusivo.

In tale cornice e contesto si inseriscono i recenti documenti strategici riguardanti le Raccomandazioni del Consiglio Europeo del 2019 e del 2022 relative alla revisione degli obiettivi di Barcellona in materia di educazione e cura della prima infanzia.

In tali importanti documenti si afferma che: «I bambini hanno diritto all’educazione e cura della prima infanzia a costi sostenibili e di buona qualità. I minori hanno il diritto di essere protetti dalla povertà. I bambini provenienti da contesti svantaggiati hanno diritto a misure specifiche tese a promuovere le pari opportunità».

E successivamente si ribadisce che: «Una combinazione ben bilanciata di cura e di educazione fornisce le condizioni ideali per lo sviluppo cognitivo, sociale e fisico dei bambini, aiutandoli a sviluppare la fiducia in sé stessi e a costruire un’immagine positiva di sé”.

Va però sottolineato che, a fronte di esperienze interessanti e significative, presenti a macchia di leopardo lungo l’intera Penisola, resta comunque da scontare un’organizzazione e una qualità del servizio con notevoli diseguaglianze su tutto il territorio, con picchi regionali la cui offerta educativa pubblica, per la fascia d’età 0-3 anni, si attesta su percentuali ancora troppo basse. Ecco perché la valorizzazione di esperienze locali potrebbe segnare un significativo punto di svolta per una potenziale collaborazione sinergica pubblico/privato.

Non a caso soprattutto le Raccomandazioni del Consiglio d’ Europa del 2019 ci rammentano che: «La partecipazione alle attività di educazione e cura della prima infanzia implica molteplici benefici tanto per i singoli quanto per la società in generale: dal conseguimento di un migliore livello d’istruzione e di migliori risultati nel mercato del lavoro a un minor numero di interventi sociali ed educativi fino a società più coese e inclusive. Nelle indagini PIRLS e PISA i bambini che hanno ricevuto un’educazione nella prima infanzia per più di un anno hanno ottenuto punteggi migliori in lingua e matematica. È stato inoltre dimostrato che la partecipazione all’educazione e alla cura della prima infanzia di qualità è un fattore importante per la prevenzione dell’abbandono scolastico». Sicuramente il “contrasto alla dispersione scolastica” si attiva già a partire da politiche efficaci per la prima infanzia e non certo, tardivamente, sugli adolescenti come fa ora, con i cospicui fondi del Pnrr, il DM 170/2022. Per tale motivo la potenziale nascita di poli per l’infanzia al fine di dare concretamente vita ad un sistema formativo integrato a livello territoriale può essere una sfida importante ed il possibile convegno, attraverso il confronto tra una pluralità di voci ed operatori, potrebbe essere l’occasione per costituire un “cantiere sperimentale” a Brescia.

 

Programma del convegno

 

Venerdì 20 ottobre 2023 dalle 14,30 alle 19.00

 

Saluti Istituzionali

Dirigente UST Brescia, Giuseppe Bonelli

 

Interventi

Chairmen

Michele Falco Proteo Brescia

Presentazione Antonio Bettoni, Proteo Lombardia

 

Anna Bondioli, Componente commissione Linee Pedagogiche per il Sistema Integrato 0-6 e Orientamenti Nazionali per i servizi educativi per l’infanzia, Osservare, documentare e valutare in modo formativo dal nido alla scuola dell’infanzia

Mariella Bocca, Comune di Brescia, Lo zero-sei e l’esperienza del Comune di Brescia

Massimo Pesenti, Presidente ADASM-FISM Brescia, Lo zero-sei dal punto di vista delle scuole paritarie

Maria Belponer, Dirigente scolastica IC Brescia Nord 2, Il patto di corresponsabilità educativa tra famiglie e servizi

Mario Maviglia, già Dirigente UST Brescia, La continuità educativa tra nidi, scuole dell’infanzia e scuole primarie

Luisa Zecca, Università Bicocca di Milano, La formazione continua del personale quale “leva strategica” della progettualità pedagogica e della qualità educativa dei servizi

Doris Marchetti, Formatrice ADASM-FISM Brescia, La giornata educativa tra continuità e discontinuità esperienziale

Giovanna Zunino, CTS Gruppo Infanzia Proteo Nazionale, Costruire esperienze “dal basso”: alcuni spunti e riflessioni

 

 

Sabato 21 ottobre 2023 dalle 8,30 alle 13.00

 

Interventi

Chairmen

Michele Falco, Mario Maviglia Proteo Brescia

 

Ferruccio Cremaschi, Rivista Zeroseiup, Punti di criticità che rallentano il pieno sviluppo del percorso zero-sei

Arianna Lazzari, Università di Bologna, Le Raccomandazioni del Consiglio d’Europa 2019 e 2022: spunti operativi e riflessioni

Doriano Bizzarri e Perla Giagnoni, Formatori Proteo e membri CTS Infanzia Proteo, Il coordinamento pedagogico territoriale e i poli per l’infanzia punti focali della governance del sistema zero-sei

Teresa Garaffo, Docente e Formatrice Proteo Sicilia, Il terzo educatore: l’ambiente, spazi, tempi, ritmi

Docenti di nidi e scuola dell’infanzia: Esperienze di zero-sei. La “voce delle scuole”

Antonella Poli, FLC CGIL Scuola Brescia, Claudio Arcari Responsabile Dipartimento Mercato del Lavoro Formazione Ricerca Scuola CGIL Lombardia
Lo zero-sei e i tavoli paritetici regionali: il punto di vista del sindacato e le possibili proposte

Anna Frattini, Assessore P.I. Comune Brescia, Lo zero-sei: il punto di vista degli amministratori.

Dario Missaglia, Presidente Nazionale Proteo Fare Sapere, Una idea complessiva dell’infanzia: lo zero-sei oggi, una sfida ancora aperta che Proteo assume e fa propria

6 commenti su “Per educare l’infanzia ci vuole un villaggio”

  1. Buongiorno sono un insegnante di infanzia di una scuola sita in Assisi provincia di Perugia e sarei interessata all’iscrizione on line al convegno come posso fare?
    Grazie attendo notizie

    Rispondi

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