In collaborazione con la rete NOA di Berlino
L’open group è più di un concetto pedagogico: è una prospettiva di cambiamento a partire dalla quotidianità dei nidi e delle scuole dell’infanzia, dove i bambini sono i veri protagonisti.
Un percorso per avviare riflessioni ponendosi domande, nella logica di guardare le proprie realtà per provare ad aprire nuove possibilità d’esperienza. In modo particolare si affronteranno tematiche quali il ruolo degli adulti, il rapporto tra individualità singole e gruppo, i contesti.
Una proposta indirizzata a coordinatrici/tori e responsabili di servizi zerosei con l’obiettivo principale di riflettere intorno ai valori del servizio per uniformare comportamenti e prassi per individuare e sviluppare spunti di riflessione originali e specifici per migliorare le performances professionali e creare un clima di reciproca attenzione e di propositività.
Come aderire alla R.I.L.A.
... il percorso, il marchio di qualità, la certificazione di qualità
Lavoro aperto
RILA – Lavorare in modo aperto 2026 / 2027
RILA – Lavorare in modo aperto 2026 / 2027 Per chi è interessato ad approfondire questa modalità di lavoro e per chi sta già attivando processi di cambiamento in questa direzione, proponiamo per l’anno educativo 2026/2027 una serie di incontri e possibilità per venire incontro ad esigenze diversificate.
Per i partecipanti a R.I.L.A. proponiamo un viaggio a Berlino per entrare nel vivo del lavorare in modo aperto. Tre giorni, 20, 21 e 22 ottobre, dedicati a visite a kindergarten che aderiscono al N.O.A (la rete lavoro aperto di Berlino e Brandeburgo) e incontri dedicati e di approfondimento con Roger Prott, Beatrice Vitali e alcune rappresentanti della rete berlinese.
Un’occasione per osservare da vicino le varie forme che il lavoro aperto può assumere, capirne le scelte, gli aspetti organizzativi, la gestione degli spazi oltre a cogliere i risultati che questa organizzazione può dare: benessere, autonomia e tanto altro.
Le visite iniziano lunedì 20 ottobre alle ore 9. La mattina si visiteranno servizi educativi 0-6 con caratteristiche e dimensioni diverse, ma con lo stesso focus di apertura.
Modelli organizzativi
Quanto i Modelli Organizzativi “dicono” della nostra scuola ?
Donatella Gertosio
Ho letto con interesse l’articolo “Qualità del servizio scolastico e modelli organizzativi nella scuola dell’infanzia” in cui l’autore, l’isp.M.Maviglia, cercando di individuare alcuni elementi costitutivi dei modelli organizzativi, pone in essere domande che rimandano ad una più ampia analisi della “mission” della scuola dell’infanzia e della sua vera essenza.
Progettare il cambiamento tra teorie e pratiche
Laura Malavasi
Quando si incontra un contributo come l’articolo “Qualità del servizio scolastico e modelli organizzativi nella scuola dell’infanzia” si rimane sempre molto sorpresi. E’ quello che mi è successo personalmente e ancora di più scorrendo il nome e andando a vedere che lo scritto era a firma di un Ispettore Tecnico M.I.U.R, Mario Maviglia.
Autonomia e responsabilità
L’autodeterminazione dei bambini e il suo significato pedagogico
Gerlinde Lill e Roger Prott analizzano quanto potere decisionale gli adulti concedono ai bambini
“Non possono mica fare quello che gli pare…” Questa è la tipica reazione degli adulti quando si parla di concedere autonomia ai bambini. La qual cosa dipende, tra l’altro, dal fatto che non sono chiari né i contenuti, né gli obiettivi.

Partendo dalla sua esperienza pratica, Beatriz Trueba illustra tutto ciò che rientra nell’autonomia e su cui si dovrebbe riflettere al di là della destrezza nella vita pratica, cosa che per gli adulti è molto utile, poiché ne vengono sgravati dal bambino e si chiede se un bambino debba diventare il prima possibile uguale all’adulto
Aprire gli spazi
Ludger Pesch
Il vero modo di scoprire è fuori dai “cancelli” dei servizi educativi. I bambini nel loro percorso verso l’autonomia acquisiscono una serie di abilità: sarebbe un errore non fare in modo che le possano mettere in gioco. È nel loro interesse che possano partecipare alla vita comunale, non come figure estranee o occasionali, bensì come concittadini partecipativi. L’apertura della scuola dell’infanzia all’ambiente circostante arreca benefici a chiunque: bambini, personale educativo, comunità e istituzioni.
Gerlinde Lill
L’infanzia oggi è istituzionalizzata e organizzata dagli adulti, dunque i servizi per l’infanzia dovrebbero offrire un maggior benessere e una vita “indisturbata” ai proprio ospiti. L’elemento primario diventa la calma, intesa come un tempo libero, lungo e calmo e non strutturato e programmato. Per questo scopo aprire le “Stanze del Nulla e del Senza” è una necessità, un modo per rendere tutto possibile. Offrire ai bambini il Meno o il Nulla vuol dire farli riappropriare del proprio tempo e dei propri spazi.
Ascolto e benessere
Intervista a Maria Pia Fini
a cura di Annalisa Casali
Il benessere dei bambini: in che termini il concetto di benessere è presente nella pedagogia montessoriana? Può offrirci qualche esempio molto concreto di cosa può significare nella giornata quotidiana perseguire e sostenere il benessere dei bambini?
Quando l’ascolto diventa progetto
Diana Penso
Come avviene l’apprendimento nella scuola dei più piccoli?
Come nasce, si forma e si sviluppa l’intelligenza, come si costruiscono le categorie logiche che permetteranno in seguito il riconoscimento e la rappresentazione della realtà?
Eventi:
Milano: Ripetere e ritrovare: quotidianità, noia, trasformazione?
La Spezia: Conversazione di introduzione al Lavoro Aperto
Trento – RILA Il rispetto dell’autonomia del bambino: quali interrogativi
Bologna – RILA Prove di cambiamento tra teorie e pratiche
Verona – RILA Progettare il cambiamento tra teorie e pratiche
Borgo Valsugana: Open group – Fase di avvio del Lavoro Aperto
Pubblicazioni:
Spunti sul lavoro aperto
Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul lavoro aperto
