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Immagini e parole da un anno stra-ordinario

Manuela Cecotti

Psicologa e pedagogista


La nostra esperienza delle cose umane finisce per assumere la forma dei racconti di cui ci serviamo per parlarne.

(J. Bruner)

Mai come quest’anno il lavoro di formazione nei contesti educativi 06 si è rivelato carico di narrazioni, con esplorazione di concetti a volte dimenticati. Ci si è trovati tutti nella necessità di rimettere in gioco se stessi e la propria professionalità, di rivedere l’ordine dei valori, di fare giocoforza dei bilanci e di proiettare verso il domani nuovi ponti, percorrendo strade non ancora tracciate, alla ricerca di un filo all’interno di un labirinto per buona parte inesplorato. Il raccontare queste esperienze è emerso nei gruppi come cornice possibile in cui inserire la storia collettiva e individuale, professionale e personale, degli adulti e dei bambini.

Il presente contributo presenta alcune delle immagini fotografiche e delle parole raccolte e compone alcuni quadri su pensieri ricorrenti per tenere memoria dei vissuti e dei legami e per riflettere su di essi.

 

 

 

 

 

Ripartire

Ripartenza... dopo questo periodo difficile credo che la ripartenza sia la parola, per me, più significativa.

Ho pensato subito alla ripartenza educativa, credo che senza relazione non ci sia apprendimento.

Fin dove arriveremo quest’anno?

 

Oltre il tunnel...la luce

Guardando a lungo nel tunnel buio con speranza … “quel possibile ancora invisibile, quella luce che è desiderio profondo di tutti noi.


 

Aule vuote e porte chiuse

La nostra giornata tutta in questa stanza. Il grande limite delle porte chiuse che cambia il modo di pensare e progettare.

La porta chiusa: non è facile abituarsi a questo nuovo modo di lavorare...

Ai gruppi chiusi, al non poter permettere ai bambini di usufruire di spazi altri, di poter allargare le relazioni ad altri adulti e pari.

Ma questo è... Anche il nostro giardino non è più accessibile liberamente, dobbiamo fare i turni e rimanere in spazi separati.


 

Soglia: il confine come luogo d’incontro possibile:

La porta, punto d’incontro: tra il dentro e il fuori, nido e casa.

Rimanere sulla soglia e costruire legami...

La soglia, uno spazio per il benvenuto e l’arrivederci.

La voglia di incontrarsi e stare assieme dei bambini ci spinge ad avere sguardi oltre la soglia, oltre i limiti imposti e già ben percepiti da loro... il limite diventa un’opportunità per cercare nuove strade per tessere e mantenere fili di relazione ..

Voglio guardare oltre... oltre l’immagine... oltre la mascherina... oltre questo momento...


 

Dietro un vetro non sempre significa “sterile” . Dietro un vetro si coltiva la curiosità e la socialità. Dietro un vetro nascono relazioni, che crescono e si allargano. Dietro a quel vetro ci sono bambini e adulti, che continuano a credere ai legami fatti di sguardi e di speranze. L’emergenza sanitaria ci ha imposto di cambiare radicalmente la nostra organizzazione: non più sezioni aperte, ma due gruppi separati, ciascuno con il proprio spazio. Nel giardino un filo separa i bambini, a volte si spezza e allora lo annodiamo, così come stiamo tentando di ricostruire i nostri rapporti…

Lontani...ma vicini

La relazione a distanza con scambi di regali tra sezioni... Attraverso i vetri parlanti i genitori si soffermano a dialogare con il proprio figlio.


 

 

Dispositivi di protezioni individuale

Voglia di libertà, nonostante tutto!!!


 

Come mi sento . . . continuo “dondolare” tra vicinanza e distanza

Equilibri

Trovare un equilibrio tra le nuove normative e la realtà del nido.

Come un limone 

Del limone mi piace la forma, il profumo, il colore. Il suo interno contiene un succo torbido e aspro che fa contrarre le labbra all’assaggio ma, usato in cucina, ogni sua parte, dona ai piatti un sapore, un profumo, una sfumatura inconfondibile. Può risaltarne o attenuarne i sapori, addolcirli o inasprirli. Il Nido è un po’ come il limone, visto da fuori è un luogo colorato, vivace, giocoso. Al suo interno però ci sono anche momenti meno “colorati”,... la fatica dell’ambientamento, la gestione dell’aggressività, la capacità di rispettare i tempi senza nulla togliere ai bisogni dei bambini, il rapporto non sempre facile con le colleghe e le famiglie. Ma il Nido se “usato” con consapevolezza e competenza, dona a chi lo vive opportunità, nuove esperienze, socialità, sensibilità, può “risaltarne o attenuarne i sapori, addolcirli o inasprirli”. Un altro pensiero che mi rievoca il limone soprattutto in questo momento storico difficile è la frase “... mi sento spremere come un limone”.


 

La tazza

Come una tazza rotta mi sono sentita al rientro al nido dopo il periodo del lockdown, ora pian piano sto cercando di rimettere insieme i pezzi, uno alla volta, per ricostruirla.

Bolla – bolle

I bambini creano giochi tra due sezioni, utilizzando il nastro divisorio come uno specchio!

Fuori - outdoor

Allenare occhi attenti ai dettagli, educare sguardi che sanno andare oltre aiuta i bambini ad avere prospettive ampie, profonde e allargate ..anche in questo periodo così anomalo e diverso la loro attività di ricerca, esplorazione della natura continua con occhi sempre più sensibili e attenti.


 

Sguardi

«Io capisco che siamo amici perché ci guardiamo e abbiamo già deciso che vogliamo giocare allo stesso gioco, a volte anche senza parole» (E. 5 anni)

La Relazione è fatta di sguardi, ora più che mai!

Sorridere con gli occhi. Guardarsi attraverso.


 

Le capacità dei bambini

Bambini...

Il timore di spaventarli, lo stupore quando ti accorgi che, oltre a guardarti, loro “ti sentono” e non hanno paura...

 

“Le principesse” 

Anche vestite in sicurezza, i bambini riescono a vedere le loro maestre belle e sorridenti . In questo periodo difficile, è strano e sorprendente vedere come i bambini continuano a vivere, a giocare, a costruire come se il loro mondo non fosse per niente cambiato e se le loro costruzioni crollano riprendono a costruire con più impegno e passione di prima!

 

In questo periodo, in cui ci manca il legame fisico, abbiamo la fortuna di poterlo osservare nei bambini.

Nuove distanze ci riavvicineranno.

N.B.

Il lavoro ha coinvolto i servizi educativi 06 di diverse realtà del nord e del centro Italia.
Un particolare grazie alle educatrici, alle insegnanti e alle coordinatrici dei Comuni di Verona e di Ferrara.

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