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Gli anziani con demenza e i bambini progetti di esperienze condivise

Corrado Lombardo

Psicologo clinico


I progetti realizzati nei centri diurni hanno come obiettivo primario quello di mantenere il più a lungo possibile le abilità residue dei pazienti, intese sia come facoltà cognitive che sul piano della relazione interpersonale: i disturbi del comportamento e psicologici molto spesso precedono e sono più evidenti del sottostante deterioramento cognitivo.

Una considerazione ormai condivisa nel mondo scientifico è relativa all’importanza di avere contatti frequenti con persone che favoriscono un benessere psichico, il quale interferisce positivamente con i biomarcatori che riguardano le capacità fisiche: le relazioni significative, intime, col partner, famiglia o con piccoli gruppi o a gruppi allargati, come nel caso della partecipazione alla vita politica o religiosa della comunità sembrano tuttavia essere compromesse, nella demenza a causa di depressione, apatia, abulia, ritiro sociale, amnesia, che sono alcuni dei sintomi che nella fase iniziale delle demenze indicano un cambiamento sostanziale sul piano della qualità delle relazioni interpersonali dell’anziano.

 

 

Accompagnamento dell’anziano alla vita sociale del territorio

Durante l’ultimo Convegno Nazionale dei Centri Diurni Alzheimer, svoltosi a Montecatini nel mese di ottobre del 2022, si è parlato della necessità di innovare i servizi per le demenze puntando ad una maggiore e migliore integrazione tra ricerca scientifica e quanto viene esperito nei territori a beneficio del target di utenza considerato: per queste ragioni si ritiene opportuno creare un sistema di servizi dinamicamente collegati tra loro, attraverso progetti di “accompagnamento” dell’anziano alla vita sociale del territorio.

 

La “Doll therapy”

Insieme a queste informazioni, una spinta importante, volta alla realizzazione del progetto di cui andiamo a descrivere le caratteristiche, è venuta dai familiari degli anziani, durante gli incontri mensili svolti nella struttura del Centro Diurno, i quali hanno frequentemente raccontato della disponibilità dei loro congiunti a vivere esperienze emotivamente significative con bambini.

Nel gruppo degli anziani con un deterioramento cognitivo maggiore, inseriti nel gruppo maternàge del Centro Diurno “Ape Regina” che condivide la struttura con il Centro Diurno Alzheimer “La Coccinella”, da cui provengono gli anziani che hanno partecipato a questa esperienza, questa predisposizione si manifesta attraverso l’attività di “doll therapy”: questi anziani esprimono una relazione affettiva e i suoi correlati comportamentali attraverso il contatto visivo e la manipolazione tattile di bambole speciali, attraverso le quali ri-vivono le loro esperienze con i figli e/o i nipoti.

Queste considerazioni ci hanno portato a valutare la possibilità di avviare un progetto con i nidi della Cooperativa sociale “Nuove Risposte” che gestisce il Centro Diurno Alzheimer a Roma in V Municipio, il nido “Oltre il giardino in V Municipio e il nido “Nidi nel verde Settecamini” in IV Municipio. L’idea nasce dalla condivisione con Patrizia Siani, che si occupa della supervisione pedagogica e della formazione dei servizi zerosei, su come alcune esperienze nei nidi e nei Centri Alzheimer abbiano delle similitudini e, la fonte di ispirazione è stato un libro, “Il Cerchio della vita”, che ha fatto da sfondo alla prima sperimentazione.

Abbiamo raccontato all’equipe educativa del nido, la nostra intuizione ed insieme realizzato il progetto e condiviso l’idea che fare incontrare anziani e bambini potesse offrire loro una occasione di crescita ed un’opportunità per un incontro intergenerazionale che ambedue le parti in gioco hanno già sperimentato nel proprio nucleo familiare ma che, proprio per questo, ha una connotazione, sul piano emotivo e relazionale, assolutamente rilevante.

Tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto, dallo psicologo alle operatrici dei Centri Diurni, alla coordinatrice pedagogica, con le quali si è costituita da subito una sintonia emotiva e di intenti, hanno pensato ad uno spazio all’interno del quale bambini ed anziani affetti da demenza potessero superare ragioni ed elementi di separazione ed allontanamento, per condividere un comune progetto.

Abbiamo pensato che il mantenimento dei legami sociali aiuta l’anziano a contrastare l’isolamento e la relazione con i bambini favorisce una dimensione di casa. Questa idea nasce in epoca pre-pandemica ed è stata ripresa tra la fine del 2022 e i primi mesi del 2023, dopo circa un anno dalla riapertura dei Centri Diurni Alzheimer.

Nella prima esperienza, avviata nel 2019, le esperienze di lettura sono sempre state accompagnate da un primo momento, centrato sull’ accoglienza degli anziani da parte dei bambini della sezione grandi, nella routine del “cerchio del racconto”, formato da bambini, educatrici, anziani ed operatori del Centro, con tutti i protagonisti che immediatamente diventano parte di una esperienza comune e condivisa.

Gli anziani entrano in tal modo in una dimensione dove la relazione e’ sentita, partecipata, espressa in tutte le forme in cui sia i bambini che gli anziani sono capaci: tra i “nonni speciali”, così chiamati dai bambini, c’è chi ha ballato, provando a coinvolgere alcuni bambini, chi ha parlato di sè e delle precedenti esperienze di vita ; qualcuno si è sentito così vinto dalle emozioni che è rimasto in silenzio per tutto il tempo della esperienza, salvo poi esprimere il proprio entusiasmo nella parte relativa ai saluti.

Quando la relazione si è fatta più stretta e le emozioni legate alla paura e alla diffidenza si sono attenuate, si è scoperta una maggiore fiducia nell’altro e questo clima ha facilitato la fase in cui i nonni e i bimbi hanno preparato e condiviso una merenda insieme. La parte finale del progetto ha visto un bambino insieme ad un anziano, piantare un alberello nella chiostrina del Nido, con il desiderio di lasciare una traccia duratura di questa esperienza. Il progetto è stato pensato per creare relazioni tra bambini e anziani, in un rapporto di un bambino per ogni anziano, con il supporto delle educatrici del Nido e delle operatrici del Centro Alzheimer, per rinforzare quegli aspetti di relazione evidenziati negli incontri precedenti.

L’esperienza è stata costruita intorno ai seguenti obiettivi:

  • individuare un luogo ed un’esperienza da condividere con bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi (sezione grandi),
  • individuare un piccolo gruppo di anziani ad uno stadio della demenza medio lieve
  • mettere il paziente con una demenza in condizione di diventare attore protagonista di un’azione specifica, in cui attivare le proprie competenze e le proprie funzioni in un modo relativamente autonomo;
  • rafforzare l’esperienza di sè dell’anziano come soggetto ancora in grado di sperimentare nuove esperienze significative sul piano cognitivo ed emotivo.

 

 

Fiabe per bambini e per anziani

Il progetto di quest’anno educativo, 2022/2023, è stato articolato in una prima fase che si è svolta nel nido “Oltre il giardino” durante la quale gli anziani hanno letto ai bimbi alcune fiabe di Esopo, scelte dagli operatori del Centro Diurno tra quelle che sono sembrate più accessibili alle attuali competenze degli anziani.

Nei giorni precedenti a quello scelto per l’incontro al nido, si sono svolte, nel Centro, brevi sessioni di lettura dei testi scelti, per mettere gli anziani in condizione di familiarizzare con il racconto da portare ai bambini ma, come frequentemente è accaduto, l’emozione che deriva dal rivolgersi ad una platea di intenditori di fiabe, li ha messi in difficoltà, rendendo la lettura fluida della mattina una specie di corsa ad ostacoli. In una seconda fase è stato realizzato un nuovo appuntamento nel quale i racconti sono stati arricchiti con i disegni dei personaggi delle storie che sono state raccontate al primo incontro, realizzati dai genitori dei bambini del nido e, colorati dagli anziani.

Tutti, dai genitori dei bambini ai familiari degli anziani, si sono sentiti compartecipi di questa esperienza ed hanno provato ad arricchirla e a darle un significato che travalica i confini delle strutture per allargarsi alle famiglie che vi hanno partecipato e ne hanno vissuto pienamente le emozioni che da essa sono scaturite. La fase finale del progetto prevede l’invito ai familiari degli anziani a partecipare all’evento conclusivo che si svolgerà nel mese di giugno 2023: in quest’incontro, dal titolo ”Il nido Oltre il Giardino racconta sotto le stelle”, i bambini, dopo un percorso a piedi dal parco di Tor Tre Teste, giungeranno al Nido e ascolteranno le fiabe lette dagli anziani del Centro Diurno Alzheimer che hanno partecipato alle esperienze precedenti.

 

La relazione è vitale

È stato osservato, in questi percorsi, che gli anziani con patologie correlate a demenze e Alzheimer, se non si trovano ad un livello profondo di compromissione mostrano una capacità a strutturare, sul piano emotivo, valide e significative relazioni interpersonali con i bambini: passare del tempo con loro sembra che possa mitigare una sintomatologia correlata a ritiro sociale, apatia e abulia, tipica di questa fase della malattia.

La relazione che si è sviluppata nelle esperienze tra bambini e persone con demenza si è mostrata vitale, uno spazio parallelo dove sperimentare il costruire insieme, interagire, capirsi ed orientare azioni comuni; il passaggio successivo, infatti, è stato pensato per dare forza e maggiore evidenza alle risultanze dei progetti svolti: gli anziani hanno assemblato insieme ai bambini telai con materiali naturali (foglie e rametti) raccolti insieme rappresentando, in questo modo, la costruzione delle relazioni tra le due generazioni.

Per ogni esperienza sono stati individuati alcuni parametri di immediata valutazione, come il comportamento, le condizioni emotive ed affettive, una maggiore capacità di rilassarsi ed essere assertivo e parametri fisiologici quali il valore della pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, rilevati nell’immediatezza della conclusione della esperienza. Queste rilevazioni, strumentali e non, hanno mostrato l’efficacia, per gli anziani che l’hanno vissuta, della partecipazione all’esperienza.

Queste attività sono state riferite ai caregiver che hanno accolto la proposta ed il risultato del laboratorio outdoor in modo entusiastico: sono stati messi al corrente, quindi, in merito al significato del progetto e sugli obiettivi che esso ha avuto sul piano riabilitativo per gli ospiti del Centro Diurno.

Le operatrici che hanno accompagnato gli anziani sono sempre state le stesse, per dare ai bambini e agli anziani il senso di una continuità dell’esperienza. Gli ospiti del Centro Diurno che sono stati individuati da me in qualità di psicologo del Centro, sono stati scelti tra quelli che hanno mostrato una maggiore disponibilità al confronto e un interesse alla relazione con i bambini, capacità di lettura, ma anche minori difficoltà nella narrazione orale: tutti gli anziani che hanno potuto vivere quest’“avventura” hanno una diagnosi di degenerazione cognitiva medio lieve e abilità sociali ancora relativamente integre. Attraverso la sensibilizzazione, un aumento cioè dell’intensità di fronte a uno stimolo ripetuto, i bambini e gli anziani hanno vissuto questi incontri con grande naturalezza.

L’età si è rivelata un fattore importante in questi incontri: i più piccoli sembrano vivere questa situazione con minori difficoltà, indicando un percorso attraverso il quale è possibile creare un’amicizia da coltivare tra bambini e anziani con demenza, uno spazio parallelo che aiuti a vivere il deterioramento come una novità dolorosa ma a volte anche curiosa e vitale.

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