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Chi siamo e come sono nati gli orti urbani

Daniela Pandolfo

Presidente del Circolo Legambiente “Ken Saro Wiwa


Legambiente_logo

 

 

Gli Orti Urbani sono nati grazie all’idea e all’impegno del Circolo Legambiente “Ken Saro Wiwa” che opera da più di 20 nella città di Potenza. Il Circolo ha individuato l’area comunale, completamente abbandonata e degradata, posta a valle di Via Ondina Valla a Potenza e l’Amministrazione gliel’ha assegnata, a titolo gratuito.

Legambiente, con il sostegno finanziario del progetto “Comunità a raccolta, oltre il proprio orticello”, sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali attraverso il Fondo dell’Osservatorio Nazionale per il Volontariato (ex legge 266/91), ha eseguito i lavori di sistemazione e riqualificazione ad orti dell’area, con l’obiettivo di diffondere la pratica dell’agricoltura urbana a finalità sociali e didattiche. Infatti Legambiente e l’Amministrazione, attraverso gli orti urbani, hanno inteso:

a) stimolare e accrescere il senso di appartenenza alla comunità, creando percorsi di cittadinanza attiva come occasioni di aggregazione sociale che favoriscano i rapporti interpersonali, la conoscenza e la valorizzazione dell’ambiente urbano;

b) soddisfare la domanda sociale di “paesaggio” recuperando spazi pubblici con finalità sociali e di miglioramento anche estetico del contesto urbano, incrementandone l’efficienza e valorizzando il concetto di bene comune, contro il degrado, il consumo di territorio e per la tutela dell’ambiente;

c) favorire l’hobby dell’agricoltura come strumento per creare nuovi spazi per le relazioni, per tutelare e salvaguardare il territorio e per migliorare l’attenzione verso la qualità dei prodotti alimentari, per promuovere un’alimentazione sana e sicura.

 

 

L’area in oggetto, come da progetto di riqualificazione visionato e approvato dall’Amministrazione, è stata suddivisa in 35 lotti di dimensioni fra i 60 e gli 70 mq ciascuno in affido ai cittadini con finalità di orti sociali. L’affido è avvenuto attraverso un bando di Legambiente, aperto a tutti i residenti nel Comune di Potenza. I cittadini affidatari sono associati – anche per garantire così la loro assicurazione – a Legambiente, secondo le condizioni stabilite dallo Statuto di Legambiente. Sono stati inaugurati ufficialmente il 21 maggio 2015.

 

Le attività educative

L’area, divenuta estremamente bella, oggi rappresenta per l’intera città, un importante spazio di socializzazione, di scambio intergenerazionale, un’aula didattica a cielo aperto grazie anche alla presenza di un apiario, che accoglie continuamente visitatori e scolaresche. Un luogo dove grazie alla pratica dell’orto e dell’apicoltura urbana si educa alla sostenibilità ambientale e alla conservazione della biodiversità.

Ecco un tipico percorso di “Outdoor Education” che i volontari del Circolo Legambiente “Ken Saro Wiwa” propongono alle scolaresche di ogni ordine e grado.

Sul principio di “scelte locali e sfide globali” il fanciullo che arriva nell’area degli orti è spinto all’osservazione, al guardare oltre, al toccare con mano la natura, assaporandola, apprendendone i principi più profondi, le connessioni esistenti tra specie vegetali e mondo degli insetti, imparando a riconoscere le specie mellifere e quelle arboree, scoprendo la diversità presente in un singolo pugno di terra, i cicli di vita dell’acqua o della sostanza organica. Un mondo che sono abituati a vedere su una lavagna o su carta stampata prende dimensione reale, un mondo nel quale sono quotidianamente inseriti ma che conoscono ben poco. Solo in questo modo, capendo il microcosmo naturale si può comprendere quello in scala più grande, solo così si attiva un legame di tipo emotivo che spinge a cambiare, a porre attenzione ai gesti quotidiani, a migliorare gli stili di vita, per noi stessi e per il mondo che viviamo. Progettare il futuro con uno sguardo al passato.

  • La scoperta e la conoscenza dei principi cardine che regolano un’agricoltura ad impatto zero, che segua i naturali ritmi biologici delle piante e ne rispetti le stagioni produttive; l’importanza di un uso mirato delle risorse a disposizione dell’uomo (l’acqua e il suolo), attraverso l’esperienza di orticoltura, di lavorazione del suolo e gestione dell’irrigazione)
  • Il circolo della materia prende corpo sotto gli occhi dei partecipanti, nulla si disperde o si distrugge ma tutto cambia forma e si arricchisce. Si può osservare come i nostri rifiuti organici passano da scarto a fonte di nutrimento, incrementando la fertilità dei suoli con l’esperienza del compostaggio e la costruzione di una compostiera.
  • Il suolo è sempre più impoverito. L’eccessiva cementificazione e l’uso improprio di sostanze inquinanti hanno portato alla perdita definitiva di suolo utile all’agricoltura. E i nostri terreni come sono? Com’è quello del giardino sotto casa? Lo possiamo scoprire con un campionamento dei suoli, l’analisi della struttura e del colore e l’osservazione della microfauna.
  • La tutela della diversità in natura e la sua importanza; l’osservazione della componente biotica e abiotica, il riconoscimento e la capacità di trasferire in termini di ricchezza di biodiversità, lo studio di quanta ne è stata persa e ne sta perdendo la nostra terra? Inoltre l’osservazione della biodiversità in città e il biomonitoraggio con le api può offrirci dei suggerimenti su quanto possa fare l’uomo.

“Beegreen, l’apicoltura urbana”

Le api sono da sempre i principali insetti impollinatori presenti sulla Terra, i loro voli di fiore in fiore sono essenziali per la produzione di cibo che troviamo ogni giorno sulle nostre tavole. Grazie alle arnie posizionate all’interno dell’area degli orti sarà possibile vederle all’opera, scovare la regina e magari assaggiare il miele appena prodotto. Visite guidate tra le arnie con tutti gli attrezzi del mestiere, tute e guanti permettono la comprensione di un fantastico e super efficiente sistema, l’organizzazione interna dell’alveare e la divisione dei compiti tra le api. A questo si aggiunge l’attività di bio-monitoraggio, che il Circolo svolge grazie ad un progetto di rilevanza nazionale insieme a Conapi (Consorzio Nazionale Apicoltori) e l’Università di Bologna, nel monitorare la vita delle api per capire lo stato di salute dei nostri ambienti.

 

Comunità educante

Ci vuole un intero villaggio per far crescere un bambino. Questo noto proverbio africano mette in rilievo quanto sia importante, per ogni essere umano, sentirsi parte di un insieme. La famiglia è il primo, ma non l’unico, agente di socializzazione del bambino e la possibilità di ampliare la rete delle relazioni tra la famiglia e l’esterno ne influenza positivamente lo sviluppo, sia in termini emotivi che sociali. Ogni situazione di incontro sociale e scambio diventa una risorsa preziosa in grado di arricchire i bambini di potenzialità da spendere, a propria volta, nella comunità di appartenenza.

E ancora. L’ascolto attivo dei bambini, la valorizzazione dei loro interessi e la soddisfazione dei loro bisogni li rende non solo partecipi ma anche artefici del loro futuro e di quello del loro “villaggio”. Lasciar parlare i bambini, ascoltarli attentamente e far sì che possano esprimere le loro idee li renderà adulti capaci di sperimentare sé stessi e gli altri in modo positivo.

Pertanto, è vero, per educare un bambino, c’è bisogno di un villaggio! C’è tanto bisogno di un villaggio che riesca a mettere al centro il bambino, a rivolgersi direttamente a lui. L’interesse nei confronti dei bambini ci porta a confrontarci con loro, a cercare di capire meglio ciò che li interessa – cosa particolarmente importante in un momento storico in cui loro stessi sono esposti ad una pluralità di nuovi e incalzanti stimoli che, se non resi adeguati alle età e ai contesti, rischiano di sommergerli e renderli assuefatti a ciò che trovano con grande facilità.

Da qui l’importanza di creare spazi reali, per viverli; luoghi in cui trovare condivisione e punti di scambio per gli adulti affinché diventino una risorsa per il bambino, fulcro e motore dello spazio stesso. Questo è lo spirito con cui è nata (dopo la prima ondata Covid) una rete, una collaborazione tra più soggetti, il Circolo Legambiente “Ken Saro Wiwa”, la Cooperativa Sociale il Melograno che gestisce due nidi comunali e il gruppo di volontari e operatori Nati per leggere Potenza. Creare uno “spazio” che metta al centro il bambino, con i suoi bisogni personali e sociali, uno spazio di letture ed esperienze in natura!

 

Seminiamo storie.

Letture per la fascia 0/6

I benefici, fin dai primi mesi di vita, in termini di sviluppo cognitivo, che i bambini possono ricavare dalla lettura di testi narrativi, che siano fiabe, storie, racconti… sono da sempre confermati da pediatri, educatori e psicologi. Attraverso la lettura, meglio se condivisa, un bambino ha la possibilità di conoscere nuovi mondi e nuovi storie. La lettura è come un gioco che stimola l’immaginazione e la curiosità. Leggere può davvero cambiare le cose e avere un impatto positivo sulla crescita.

Pertanto libri e orti urbani sono davvero un connubio perfetto. Gli orti sono il luogo ideale dove poter leggere meravigliose storie ed entrare in contatto con la natura, che parla a chiunque desideri mettersi in ascolto e ognuno, anche i più piccoli, nei propri modi e tempi, può avviare un lavoro individuale di osservazione, di raccolta e scoperta con il materiale che essa offre in quel determinato momento. La natura ha sempre qualcosa da comunicare offrendo reale possibilità di crescita, sviluppo ed esperienza.

Come maestra consente di fornire al bambino gli strumenti per aumentare il proprio concetto di stima, identità e acquisizione del concetto di limite, rendendolo sempre più autonomo dal punto di vista cognitivo, motorio ed affettivo, oltre che partecipe del concetto di salvaguardia di sè stesso.

Si creano connessione naturali. L’orticoltura, come si è ampiamente detto si sta diffondendo sempre più come efficace attività per educare i bambini all’ecologia, all’alimentazione e per imparare a godere dei ritmi lenti della natura. Laboratori di questo tipo hanno ricadute psico-fisiche positive sulla salute e consentono di rafforzare la propria autostima.

Connettere significa mettere in relazione, compreso il collegare fra loro le tante cose che appartengono alla nostra vita quotidiana. Seguire un orto è anche un’occasione per connettere ciò che incontriamo ogni giorno. La questione non è solamente conoscere i segreti di ciò che ci nutre, ma alimentare la propria curiosità, abituarsi a fare domande anche sulle cose più ovvie. Dunque, in aggiunta ai numerosi benefici che può dare l’orticoltura (per il corpo, la mente e le emozioni), i saperi che generano possono dare un buon sapore anche al nostro modo di affrontare la vita con i piedi per terra.

“L’adulto deve farsi umile e imparare dal bambino a essere grande” diceva Maria Montessori. Cosa tutt’altro che semplice per un genitore, che spesso è assalito da dubbi e preoccupazioni. Ed ancora “La nostra opera di adulti non consiste nell’insegnare, ma nell’aiutare la mente infantile nel lavoro del suo sviluppo”.

Ma ecco quindi che partendo da queste considerazioni la rete di soggetti ha creato quindi, a partire dall’estate 2020, degli appuntamenti settimanali pomeridiani, presso l’area degli Orti Urbani, aperto a famiglie con bambini principalmente della fascia 0/6 anni.

Inoltre sempre parafrasando la Montessori, “l’ambiente è educante” e uno dei compiti principali dell’educatore è organizzare adeguatamente lo spazio.

Il bambino nei primi tre anni conquista le facoltà essenziali per ogni essere umano – il movimento, il linguaggio, il pensiero – e lo fa in modo del tutto naturale e autocostruttivo. Gli adulti in questa fase non possono “insegnare” al bambino. L’adulto, può educare solo in maniera “indiretta” attraverso tre compiti fondamentali: diventare per il bambino un punto di riferimento relazionale stabile offrendogli, in un contesto extra familiare, quella “base sicura” – per usare le parole di John Bowlby- che lo fa sentire libero di “allontanarsi” ed “esplorare il mondo”; non ostacolare il lavoro attraverso il quale il bambino auto- costruisce il suo sviluppo; preparare intorno al bambino un ambiente “adatto”, nel quale egli possa agire ed esercitarsi a misura delle proprie forze fisiche e psicologiche e avere l’occasione di svolgere attività e occupazioni rispondenti ai suoi bisogni.

Ecco perché gli educatori predispongono diverse “aree laboratorio”, che cambiano di volta in volta, in cui bambino e genitore possono sperimentare diverse tipologie di attività. Ad esempio l’angolo dei travasi in cui si possono trovare travasi di ogni genere, da quelli più semplici a quelli più complessi; l’angolo della pittura con elementi naturali; l’angolo del gioco simbolico.

Inoltre su pezzo di prato viene allestito l’angolo della lettura con tappetini e cuscini così da potersi sedere comodamente a terra. Si tratta di un’attività veramente speciale per la modalità con cui è proposta. Non è lettura animata, non è lettura teatrale, è una lettura che “relazionale”, che mette al centro l’incontro intimo, la relazione, l’interazione reciproca tra il genitore (o comunque l’adulto di riferimento) e il bambino mediata dal libro e dalle storie.

Infatti, seguendo quelli che sono le linee guida Nati Per Leggere,“SEMINIAMO STORIE” ha lo scopo di promuovere la lettura in famiglia fin dai primi mesi di vita. La pratica della lettura condivisa contribuisce alla prevenzione dello svantaggio socio culturale e della povertà educativa e consente momenti di relazione e intimità tra l’adulto e bambino, producendo benefici psicofisici su tutte le dimensioni dello sviluppo, e a lungo termine.

 

Perché leggere ai bambini fin da piccoli: i 10 buoni motivi

 

Leggere ai bambini fin dalla più tenera età rafforza la relazione adulto-bambino. E’ la cosa più importante che i genitori possono fare per preparare il bambino alla scuola. E’ piacevole e crea l’abitudine all’ascolto, aumenta la capacità di attenzione, e accresce il desiderio di imparare a leggere. Modifica la proprietà di linguaggio che assomiglia a quella di bambini più grandi

1 Leggimi perché mi piace

2 Leggimi perché così stiamo insieme

3 Leggimi perché me ne ricorderò

4 Leggimi perché mi fa bene

5 Leggimi perché così mi addormento meglio.

6 Leggimi perché ogni volta è diverso

7 Leggimi ancora una volta

8 Leggimi un altro libro

9 Leggimi le figure

10 Leggimi che ti chiedo perché

 

Uno speciale osservatorio

Parola ora a due mamme che hanno partecipato alle attività:

L’esperienza delle letture fatte agli orti mi ha dato l’opportunità di osservare le relazioni intime che si instaurano tra genitore e bambino attraverso la lettura ad alta voce; credo che i genitori abbiano riscoperto e fatto esperienza di un tempo di qualità dedicato al proprio bambino ma anche di condivisione e scambio tra famiglie; per i bambini è stato prezioso poter godere di uno spazio creato a loro misura e aver giocato assieme al proprio papà e/o alla propria mamma.

A Giovanna, la mamma di Simone, abbiamo chiesto di scegliere 5 parole scelgo per descrivere l’esperienza agli orti: Coccole, serenità, allegria, ristoro e natura.

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