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“Contenere” i bambini: Import, Export…

La Parentèle, luogo di accoglienza e di ascolto, di “contenimento psichico” per i suoi frequentatori… Da tempo gli psicanalisti si interessano al modo in cui madre e figlio interagiscono, in particolare perché il bambino nasca alla vita psichica. E. Bick ha illustrato la necessità per il bambino di sperimentare un…...


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“E se andassimo fuori?”

L’ambiente esterno è luogo privilegiato per osare nuove esperienze, come testimoniato da due esperienze con bambini molto piccoli a Losanna. Quante difficoltà per gli educatori! Le apprensioni degli educatori in genere sono legate alla preoccupazione dell’organizzazione e alla nozione di responsabilità in caso di incidente. È questo il motivo per…...


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Una scala, tre gradini e due cancelletti

Architettura, sicurezza spaziale e verbale Membro fondatore dell’associazione Navir – bambini, adulti, ambiente –, Didier Heintz sviluppa nel suo nuovo libro (De l’unique au multiple. L’espace partagé de la petite enfance, Navir 2012) diversi temi tra cui quelli dell’evoluzione dei limiti spaziali e verbali e della responsabilità del personale nei…...


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Creare un senso di sicurezza nel bambino

Come aiutare il bambino a realizzarsi in campo sociale e scolastico sviluppando in lui un senso di sicurezza e di benessere. Siamo tutti consapevoli dell’influenza preponderante esercitata dalla famiglia sul bambino nei primi anni di vita. Tuttavia, anche i nidi e i giardini d’infanzia hanno un ruolo importante nello sviluppo…...


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Sicurezza affettiva, norme di sicurezza, educazione al rischio…

Sicurezza affettiva: un significato sempre più ricco Con la psicologia, la nozione di sicurezza affettiva si è ampiamente imposta nelle strutture di accoglienza, e con essa quella della continuità della cura e dell’educazione. Ha acquistato significato intrecciandosi con quella di coerenza educativa, poi di cultura dell’infanzia, in particolare grazie ai…...


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Dalla sicurezza al securitario e ritorno

Alcune piste per pensare il significato di “sicurezza” e “securitario”, le loro convergenze e le loro differenze. Per pensarli, non limitarsi a commentarli. A prima vista la faccenda è chiara, netta, definita. Nei discorsi comuni, la sicurezza indica un insieme di dispositivi, discorsi, modalità di organizzazione del vivere insieme che…...


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Della funzione delle norme

Come medico impiegato in un centro pubblico per la salute materno-infantile (PMI) che ha partecipato al movimento di protesta contro l’idea di una diagnosi precoce dei disturbi del comportamento nei bambini in età prescolare (collettivo Pas de zéro de conduite pour les enfants de trois ans – Niente zero in…...


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Prima infanzia: quali sicurezze?

Sicurezza, una parola che ci risuona nelle orecchie e ci si fa strada nella testa verso altre parole, altre idee, altri concetti… In questo speciale abbiamo voluto aprirla, darle aria, perché non si riduca a un’idea unica. Sicurezza dei primi legami che costruiscono il nostro rapporto col mondo e rimandano

Famiglie e servizi per l’infanzia: la costruzione di spazi di incontro

I servizi per la prima infanzia del comune di Grosseto (6 nidi e 7 scuole dell’infanzia) hanno una tradizione culturale basata sulla partecipazione sociale. L’esperienza acquisita in 30 anni ha consentito la maturazione del rapporto tra operatori e famiglie. Gli spazi di incontro che favoriscono, nei servizi per l’infanzia, i…...


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Un giorno all’anno

Francesco Caggio

Ci sono giorni qualunque?

“Come accade la vita? È una questione di cui mi sono preoccupata presto… La vita si compone di innumerevoli, microscopici frammenti temporali. . .? Strano allora che non riusciamo a coglierla Dobbiamo riconoscere che è qualcosa di più della somma degli attimi. Più anche della somma di ciascun giorno. A un certo punto inavvertitamente, tutti questi giorni si trasformano in tempo vissuto”… (1)
Così C. Wolf ci richiama e ci ricorda che viviamo vivendo giorni, uno dopo l’altro, forse senza sapere, inconsapevolmente, che questi ci fanno, che li facciamo definendoli e definendoci attraverso di essi, accecati, come ci ricorda l’autrice, dalla realtà stessa in cui siamo e che compartecipiamo a costruire in un circuito che si autoalimenta, spesso nel silenzio. E questo silenzio sui giorni vissuti, come se ogni giorno fosse lo stesso giorno di ogni giorno, ripetuto e ripetibile (e questo ovviamente tanto più rischia di accadere nelle istituzioni) trascina con sé soprattutto il quotidiano che io apprezzo tanto. Dove? Nell’oblio.