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Vita da ragazze

Ornella Martiniosserva l’evoluzione del modo di concepire il proprio corpo, quindi la propria identità da parte delle ragazze, evoluzione sospinta, oltre che dal contesto socio – culturale, dalla comunicazione digitale e dall’isolamento


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Oltre la pandemia

Il racconto e le riflessioni di Paola Gandolfi rimandano ad un nucleo intorno al quale si può iniziare a pensare e progettare il “dopo pandemia”: quello che è emerso come elemento prioritario in qualsiasi percorso, è stato proprio quell’obiettivo maggiore intorno a cui il progetto si era ideato e voluto realizzare: accompagnare o ancora più semplicemente esserci


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Praticare il cambiamento

  E tutte le vite che abbiamo vissuto e quelle che dobbiamo ancora vivere sono piene di alberi e foglie che cambiano. (Virginia Woolf)     L’intenzione è quella di promuovere un tempo e uno spazio di riflessione e di confronto, certo sul periodo odierno, ma soprattutto sul tempo che

Paulo Freire. Un educatore coerente

Lisete Arelaro
Secondo Freire il processo di disumanizzazione di uomini e donne è l’effetto di un ordine sociale ed economico ingiusto. Per questo la pedagogia della liberazione ha come oggetto di riflessione l’oppressione e le sue cause. Solo attraverso la coscientizzazione degli oppressi può avvenire la liberazione e la trasformazione sociale. Il contributo riporta le più importanti iniziative portate avanti da Freire in questa direzione.


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Paulo Freire e le infanzie

Marta Regina Paulo Da Silva

“Tenerla viva in noi l’infanzia (...). Vuol dire essere in un movimento da eterni apprendenti, aperti al mondo, in comunione con la nostra inquietudine, con la nostra curiosità, con i nostri sogni, con la nostra immaginazione, con le nostre utopie. Vuol dire (ri)incantarsi con la vita stessa”: questo invito di Freire agli adulti mostra la considerazione e il rispetto in cui tiene l’infanzia, oltre che evidenziarne il potenziale di apprendimento e sviluppo


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L’importanza dei legami affettivi – Effetto Rucellai: una comunità educante

Susanna Campesato nel raccontare le esperienze vissute dalla comunità educante della scuola d’infanzia “Rucellai” di Firenze sottolinea l’importanza della relazione affettiva tra tutti gli attori dell’istituzione scolastica che, in questo caso, si è espressa anche con la produzione di opere artistiche e creative (un documentario, un cartone animato, un murales, un arazzo).


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Il cervello nei piedi

Ornella Martini approfondisce la suggestiva teoria (Deahene) secondo cui “l’apprendimento è il processo dinamico tra fattori innati e acquisiti tramite l’esperienza, agisce in termini statistici e probabilistici per scegliere, tra le ipotesi probabili quella che, sulla base dei dati disponibili, si presenta come la più corretta” e invita le famiglie e la scuola a sostenere l’attenzione, la curiosità, il ritorno sull’errore e il consolidamento quali pilastri per l’apprendimento.


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Emozioni reali in una realtà fantastica
Due album imperdibili di Anthony Browne

Ursula Gruner presenta due albi dell’illustratore e scrittore inglese Anthony Browne di cui numerosi libri sono finalmente o di nuovo reperibili in Italia, grazie ad alcuni editori che puntano sulla qualità della loro produzione. I lavori di Anthony Browne hanno una forte identità simbolica, esplorano la psicologia infantile, combinata con una spiccata attenzione per la sensibilità dei bambini e delle bambine. Infatti, i suoi libri viaggiano sempre fra due mondi, quello reale e quello simbolico fiabesco.

Come si migliora la pratica pedagogica?

Jan Peeters rivisita il proprio percorso professionale interrogandosi con metodo su “che cosa fa la differenza” tra una buona e una scarsa qualità della pratica pedagogica, giunge alla documentata conclusione che i servizi per la prima infanzia necessitano di un maggior numero di “eroi pedagogici” che a loro volta hanno bisogno di un sostegno da parte di tutti i livelli di un sistema competente che sviluppi la sua vitalità attraverso le Comunità Professionali di Apprendimento


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