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I diritti del bambino dal 1912 al 20 novembre 1989

Dario Arkel

Esiste, e non è casuale, un filo rosso che lega la “Convenzione sui diritti del fanciullo” del 1989 a Janusz Korczac, la Sessione scientifica internazionale dell’aprile del 1979 si tenne appositamente nel centenario della sua nascita e fu il preludio alla “Carta di New York”.

Già nel 1912 Korczac scrive il “Diritto del bambino al rispetto” nel quale sostiene il diritto del bambino al rispetto in quanto bambino, il rispetto del tempo del bambino e il diritto del bambino alla morte.

La voce di Janusz Korczak

Dario Arkel attraverso l’analisi dello stile di narrazione e scrittura coglie l’idea di bambino e l’atteggiamento di Korczak verso l’infanzia, ne mette in rilievo la portata innovativa rispetto all’epoca e tutt’altro che esaurita.

Il diritto di reciprocità

Dario Arkel

Fiducia, ascolto e reciprocità, sono i cardini di un’educazione nella quale il bambino e l’adulto crescono insieme. Il contributo illustra in che modo, in “Come amare il bambino”, Korczak giunga alla conclusione dell’esistenza di un diritto di reciprocità

Formazione e condivisione

“Uno stato di benessere facilita l’attività oggettiva del conoscere”, dice Korczak, lo sforzo di collegare un uomo ad un altro può avvenire meglio se tra i soggetti vi è omogeneità degli intenti, complicità positiva, il benessere dato dall’etica dell’altruismo. Dario Arkel, in questo articolo, spiega il modo per rendere concreto e sviluppare tale principio, ritrovato da Korczak con il metodo del monitore

Il vecchio dottore

Dario Arkel

IL VECCHIO DOTTORE, edito da Zeroseiup, è un libro prezioso, perché leggendolo ci troviamo proprio di fronte alla genuinità di Korczak che parla finalmente in modo diretto con i bambini; la cosa veramente preziosa è che come parla Korczak ai piccoli dovremmo imparare noi genitori e insegnanti a farlo: la lotta di Korczak è proprio tra il bambino e l’adulto e aggiungerei tra il bambino e le istituzioni. Vale a dire, manca per il bambino una emancipazione diretta ad essere il fulcro della società, talvolta direi anche preso in considerazione dalla società.