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Documentare i processi di conoscenza

Manuela Cecotti

La documentazione, all’interno di una prospettiva in cui vi sia la necessità di analizzare i processi dell’apprendimento, diviene “strumento per rivedere e ragionare in momenti successivi sui percorsi realizzati e si offre come materiale prezioso per riflettere e interpretare gli avvenimenti che accadono nel gruppo”.

Documentazione e fotografia

Manuela Cecotti

Quando parliamo di documentazione facciamo riferimento alla creazione di sintesi significative capaci di rendere visibili, riconoscibili e apprezzabili le dinamiche di sviluppo, di scoperta e di apprendimento nelle esperienze che hanno luogo all’interno dei contesti educativi...


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Documentazione come osservazione

Manuela Cecotti conduce alcuni ragionamenti rispetto al ruolo dell’osservazione all’interno del processo di documentazione, con lo scopo che “la documentazione assolva ad un suo compito vitale e generativo: il ritrovarsi permette a bambini e adulti di percepire il senso delle esperienze, delle relazioni e delle scoperte, restituisce la qualità dei cambiamenti, l’allegria della condivisione”.

Il piacere di documentare

Manuela Cecotti conduce alcuni ragionamenti rispetto al ruolo dell’osservazione all’interno del processo di documentazione, con lo scopo che “la documentazione assolva ad un suo compito vitale e generativo: il ritrovarsi permette a bambini e adulti di percepire il senso delle esperienze, delle relazioni e delle scoperte, restituisce la qualità dei cambiamenti, l’allegria della condivisione”.


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Gli spazi nella scuola dell’infanzia

Diana Penso nel ripercorrere i passaggi della sua esperienza professionale, traccia il percorso teorico e pratico che ha portato l’attenzione agli spazi nella scuola degli infanzia a divenire progressivamente sempre più intenzionale e rispondente ai bisogni dei bambini.

La documentazione educativa tra “mito” e “realtà”: problemi, riflessioni e proposte

Gino Ferri
Il tema della documentazione educativa è trattato sotto diversi aspetti tra i quali la sua funzione conoscitiva e comunicativa e il suo ruolo nodale nella costruzione di significato condiviso tra i partecipanti all’azione educativa. Non mancano riferimenti alla prassi educativa quotidiana ed esempi di alcuni strumenti operativi.


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Due passi nel bosco e nel borgo per condividere buone pratiche

di Tiziana Ceol e Luisa Fontanari
L’iniziativa, apparentemente semplice, di scambio di progetti didattici educativi realizzati nell’ambiente esterno alla scuola, racchiude e svela forti valenze educative in favore di tutti i partecipanti: per la comunità la riscoperta del territorio e della partecipazione, per i bambini l’occasione di instaurare relazioni e apprendimenti significativi, per gli insegnanti un’opportunità autentica per condividere buone pratiche.

Due progetti educativi tra “micro” e “macro”, elementi in comune e prospettive diverse

Enrica Fontani

 

Dall’esame di alcuni punti di contatto e di altrettanti elementi di differenza tra due progetti, rivolti ai bambini di scuola dell’infanzia e di nido, scaturiscono alcuni ragionamenti sui bisogni dai quali prendono l’avvio le due proposte, sui destinatari ai quali si rivolgono, sul modo di procedere e di documentare le iniziative. Questo ci fa riflettere sul fatto che un progetto, se ben concepito e condotto, sia qualcosa di “vivo” e rispondente al contesto in cui si svolge e ai protagonisti che lo animano.


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