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Parlando di autismo. Sulla scorta del Manifesto “Ripensare l’autismo”

Simona Montali
È urgente porsi delle domande sull’aumento eccessivo del numero di diagnosi di sindrome dello spettro autistico. Quale diagnosi? Quale terapia? L’autrice propone un approccio relazionale basato sulla propria esperienza clinica.


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Cosa ci insegna la prospettiva inclusiva? Prospettive culturali e generative, in trasformazione

Alessia Cinotti
L’articolo riflette sull’inclusione come cambiamento culturale orientato a superare una lettura bio-medica della disabilità, per promuovere una visione eco-sistemica centrata sui contesti. In modo particolare, si evidenzia come l’inclusione rappresenti un processo continuo, partecipativo e generativo, volto alla costruzione di contesti più equi, accessibili e capaci di riconoscere la pluralità delle differenze umane.


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Formazione comune zerosei: costruire continuità e cambiamento

La formazione comune è tra gli obiettivi strategici del sistema integrato e una novità per il mondo dell’educazione zerosei. La sua finalità di confronto riflessivo e di cambiamento è trattata nel contributo attraverso la messa a fuoco di alcune questioni organizzative e tematiche.


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Decostruzione degli stereotipi di genere e qualità educativa: il ruolo della formazione nei servizi 0-6 di Roma Capitale

Maria Buccolo
Simone Barbanera
Gianluca Amatori
Il ruolo della formazione nei servizi educativi 0-6 di Roma Capitale per promuovere inclusione e qualità, attraverso la decostruzione degli stereotipi di genere. Evidenzia pratiche educative, spazi e linguaggi come leve per sostenere sviluppo, equità e libertà espressiva.

Gianluca Amatori ha scritto il § 1, Maria Buccolo il § 2 e Simone Barbanera il § 3.


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La formazione iniziale di educatori e insegnanti nel sistema integrato 0-6. Una difficile conciliazione

Lucia Balduzzi
Il contributo analizza le ragioni che hanno portato all’istituzione del sistema integrato 0-6 e le dimensioni centrali per la sua piena realizzazione, approfondendo il tema ancora aperto dei differenti profili professionali nella formazione iniziale di educatori e insegnanti per l’infanzia.


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Il sistema educativo 0-6 anni tra vincoli strutturali, sfide demografiche e prospettive di governance post-PNRR

Loredana Poli
La riflessione affronta la complessità del sistema educativo per l’infanzia in Italia alla luce delle politiche del PNRR, delle criticità amministrative e finanziarie degli enti locali, delle tensioni demografiche e delle prospettive di cooperazione tra pubblico e privato in un contesto di trasformazione culturale e istituzionale.


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Copertura dei servizi, PNRR e Comuni. Il “mitico” 33% e le fatiche della crescita

Stefano Neri
L’articolo fa il punto sul processo di avvicinamento agli obiettivi di copertura dei servizi 0-3. Per garantire un’espansione equa a livello territoriale, sono necessari un rafforzamento della capacità amministrativa dei Comuni e l’assunzione di un ruolo più incisivo del Ministero dell’Istruzione.


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Towards a democratic school and education: giving birth to a new order

Peter Moss
In this article I argue for a democratic culture in education and the potential of the school for promoting this culture, envisaging the school as a public space in civic society. The need is urgent as the challenge facing all of us is to envision a new and better order, and to work to bring it about.


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Analizzare la qualità dei servizi della scuola dell’infanzia attraverso una lente pedagogica

Rita Manzara
In una scuola dell’infanzia la qualità dei servizi si manifesta nella coerenza tra visione pedagogica e pratiche quotidiane. Tale qualità non si misura in termini di standard astratti, ma osservare come l’ambiente educativo sostiene lo sviluppo globale del bambino, costruendo contesti significativi in cui si intrecciano gioco, affettività e apprendimento.


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Vincoli e ambiti di sviluppo per una governance costruttiva del sistema integrato zerosei

Giovanni Faedi
Uno sguardo ai processi di integrazione e alle promesse della governance del sistema integrato e del PNRR, per cogliere alcuni aspetti significativi di come sta procedendo il progetto di sviluppo dello zerosei e cosa andrebbe ridefinito in una prospettiva che ne assicuri qualità e continuità.


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La vicenda del RAV infanzia: storia e prospettive

Anna Bondioli
L’articolo problematizza la vicenda del RAV (Rapporto di AutoValutazione), emanato nel 2015, a partire dalla sua elaborazione da parte di un gruppo di esperti, passando attraverso la consultazione e la sperimentazione promossa dall’INVALSI fino alle modifiche introdotte nel 2025.


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La riforma del gambero

Lorenzo Campioni

Alcune note dopo la lettura della proposta di “nuove” Indicazioni per la Scuola dell’infanzia elaborate dalla Commissione ministeriale.


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La scuola che vorrei…

Muovendo dalla recente pubblicazione delle bozze delle indicazioni nazionali, Maria Vincenza Raso
avvia una riflessione sui temi salienti che hanno contraddistinto l’evoluzione della scuola materna, prima, e della scuola dell’infanzia, poi, sino ad approdare all’odierno sistema integrato 0-6, che ne riconfigura i confini educativi, istituendo una realtà ecosistemicamente inedita. Tale nuovo assetto interpella una “pedagogia della relazione”, come conditio sine qua non la per costituzione non solo di ambienti educativi positivi, ma anche di nuove forme di leadership educativa, in grado di far dialogare i molteplici interlocutori territoriali.


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Le domande aperte sull’educazione di Carla Rinaldi

Il testo dell’intervento preparato per la conferenza a Denver nei giorni scorsi

Ricordiamo Carla Rinaldi, scomparsa in questi giorni con uno dei più recenti interventi pubblici preparato per l’apertura della conferenza-azione a Denver, a cui ha partecipato virtualmente il 10 aprile, per lanciare domande aperte sul futuro dell’educazione ai partecipanti al progetto PER Play Explore Research.
Riportiamo qui la versione integrale.


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Conoscere e riconoscere l’infanzia

Dalla Toscana politiche e pratiche… e un Manifesto per l’infanzia

Sara Mele, Jessica Magrini

“Universalismo, gratuità, qualità”. Sono i tre concetti fondamentali attorno ai quali ruota il “Manifesto per l’infanzia, presentato in chiusura dei lavori di “Conoscere e riconoscere l’infanzia”, il convegno nazionale svoltosi a Firenze a cui hanno partecipato oltre 100 relatori del mondo accademico, delle istituzioni, del sistema educativo.
La Carta nasce dall’elaborazione avviata in questi anni sulle politiche educative della Toscana, che ha consentito di rendere concreta una misura come Nidi Gratis.


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Coordinatore pedagogico, coordinamento pedagogico e cpt

Questo documento è la relazione presentata da Sandra Benedetti al XXIII Convegno Nazionale “Il sistema integrato” organizzato dal GNNI a Vicenza il 25-27 ottobre 2024 e nasce dal confronto tra i referenti delle diverse realtà regionali presenti all’interno del Gruppo Nazionale Nidi allo scopo di fornire, anche a partire dalle specificità territoriali, un contributo in ordine alla figura del coordinatore pedagogico nella sua triplice funzione all’interno del sistema integrato dei servizi 0/6.
Facendo riferimento al contributo offerto da Daniele Chitti, che ha ben sintetizzato in apposite schede la fotografia della presenza o meno del coordinatore pedagogico nelle diverse regioni del nostro paese, ci è parso utile assumere quella rappresentazione come lo stato dell’arte che configura in maniera attendibile la situazione, consegnando un’oggettiva rappresentazione di una professionalità ancora molto in ombra rispetto all’elevatura raggiunta nelle realtà in cui essa opera da tempo.


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Politiche, soggetti e governance per lo zero-sei

Mario Maviglia
Per educare l’infanzia ci vuole un villaggio
La continuità tra servizi per l’infanzia, scuole dell’infanzia e scuole primarie si sviluppa da una parte come continuità “formale” e dichiarata, ossia quella prevista e auspicata dai documenti programmatici, dall’altra, come continuità agita, ossia quella realizzata nella concreta prassi quotidiana dai servizi educativi e dalle istituzioni scolastiche interessate.


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Gli specialismi

Sandro Bastia
Ritorniamo sul tema, già recentemente trattato, del trattamento delle disabilità a scuola.
Lo spunto è offerto dal recente intervento del Ministro Valditara che propone l’istituzione di specializzazioni specifiche.
Quali sono le difficoltà per attuare una simile proposta, ma soprattutto quale è il rischio reale di ritorno al passato che potrebbe conseguire a questa iniziativa?


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Le raccomandazioni del consiglio ue sull’educazione e cura dell’infanzia: riflessioni e spunti operativi per realizzare il sistema integrato 0-6

Arianna Lazzari

Negli ultimi 15 anni, le politiche europee riguardanti i servizi per l’infanzia hanno subito un’importante trasformazione. Si è passati da un approccio orientato prevalentemente all’espansione quantitativa dell’offerta, legato principalmente alla conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di cura per le famiglie, a una nuova visione che valorizza il ruolo educativo delle istituzioni rivolte a bambini da 0 a 6 anni. Questa evoluzione è emersa chiaramente nei recenti orientamenti normativi europei, dove si sottolinea che i servizi per l’infanzia devono rispondere prioritariamente al diritto dei bambini di ricevere educazione e cura adeguate, promuovendo così il loro sviluppo relazionale, cognitivo e sociale.


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Educare in tempi di guerra

Per una poetica e una politica del presente

Paola Gandolfi

Che cosa significa educare in questo tempo di trasformazioni senza precedenti, in direzioni non note e temute? Come educare in momenti cosi segnati da crisi, violenza, guerra?
Come rendere desiderabile il domani in un contesto di guerra, di devastazione, di ingiustizia, di violenza?
Come provare ad aprire brecce di speranza in un presente di disperazione? Il confronto con il limite - di cui tanto parliamo nei contesti educativi - in un contesto di guerra è realtà quotidiana, è presente insistente, non dichiarazione di principio.


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Ripensare gli scopi dell’educazione e il futuro della scuola

Esther Priyadharshini

Un modo per allentare la morsa del pensiero neoliberista all’interno dell’istruzione potrebbe essere quello di sviluppare un nuovo orientamento verso il “futuro”, cioè di guardare “al” futuro piuttosto che “dentro” il futuro. Guardare “al” può aiutare a coltivare una maggiore agency in termini di co-creazione del futuro piuttosto che di previsione, gestione o colonizzazione dello stesso. Immaginare e desiderare un futuro alternativo può essere difficile in un contesto in cui c’è una diffusa “povertà di speranza” tra gli studenti. Piuttosto che abbandonare la scuola come irredimibile, la conferenza propone di trovare il modo di alimentare lo spirito e l’agenzia dello scyborg per rivitalizzare le sue rovine.


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Pedagogia sostenibile

Una sfida per l’educazione
Francesca Rina
La nostra cultura, quella occidentale, con il suo disposto di razionalismo e di individualismo ha prodotto una immensa esperienza educativa che oggi deve però confrontarsi con scenari assolutamente nuovi e sempre più articolati. La sfida dell’educazione è oggi, nell’epoca dell’eterogeneo, governare la complessità, la molteplicità, la pluralità, la diversità.


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Povera squola

Ferruccio Cremaschi: Questo articolo nasce da un re-incontro.
Con Remo Rostagno ho lavorato a fine anni ’70 ai tempi della rivista Zerosei diretta da Loris Malaguzzi. Poi ognuno di noi ha seguito la sua strada sempre nel campo della cultura e dell’educazione. Qualche tempo fa, Remo ha scritto un nuovo libro (ne ha scritti molti e molto interessanti): “Manifesto per una rivoluzione della scuola”. Mi è sorto il desiderio di sentirlo dopo quasi cinquant’anni.
Ecco cosa gli ho scritto e la sua risposta.


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Con i comuni o con lo stato?

Cassandra
Incomincio seriamente a preoccuparmi. Intanto per quanto mi riguarda. È infatti probabile che non sia più capace di capire cosa sta succedendo in questo nostro Paese e allora sarà meglio tacere per non continuare nell’errore. Oppure non riesco più a farmi capire, a dire bene ciò che mi passa per la testa e ciò che vedo e allora forse devo spiegarmi meglio. Ci provo ancora.

Osservare, progettare, documentare, valutare in modo formativo

Anna Bondioli
L’articolo mira a far luce su quelle azioni professionali che educatrici e insegnanti sono chiamate a svolgere, che non riguardano direttamente la relazione con i bambini, ma che risultano indispensabili per svolgere un lavoro educativo efficace. Si tratta di azioni che potremmo chiamare meta-professionali in quanto stanno a cornice e alla base del lavoro educativo e consistono nell’osservare, progettare, documentare e valutare. In relazione ai contesti 0-6 esse assumono caratteristiche e funzioni specifiche volte a rendere il lavoro educativo sempre più intenzionale, capace di autocorrezioni e di innovazioni ragionate, calibrato sul contesto e in grado di sostenere la crescita a tutto tondo dei bambini cui è rivolto.
In questa ottica si intende mettere in evidenza le particolari funzioni svolte dalle attività meta-professionali menzionate e il loro significato in rapporto a un modo di fare educazione riflessivo e partecipato.


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Francesco De Bartolomeis
Il sistema formativo. Responsabilità di tutti. E soprattutto di chi governa

Lorenzo Campioni

Il sistema formativo, responsabilità di tutti e soprattutto di chi governa
La formazione è il succedersi delle esperienze culturali e sociali in strutture in cui si cresce, si opera, si conosce, si apprende in condizioni privilegiate se la guida è affidata a insegnanti competenti nella metodologia e nelle materie disciplinari. (F.DB.)

Cronache da un altro secolo

Elio Raviolo
L’organizzazione istituzionale della scuola dell’infanzia ha sempre sofferto dell’incompiutezza: dalla mancata emanazione degli Ordinamenti, pur previsti dalla legge istitutiva. La vicenda, ormai lontana nel tempo, della non ammissione dei Direttori al Concorso di Ispettore ci ispira a riflettere sul problema attualissimo della mancanza di un/a coordinatore/trice pedagogica dell’infanzia, compromettendo così uno dei fondamenti del sistema integrato


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Francesco De Bartolomeis
Una visione sistemica (2 parte)

Lorenzo Campioni
Ricerca, didattica, programmazione, apertura al mondo digitale, conoscenza del territorio… Parole note e ripetute vuote di problemi, di strumenti, di realizzazioni.
L’educazione deve essere la vita in sviluppo dal sistema nido-scuola dell’infanzia all’Università e allo sbocco professionale. Per muoversi nel nuovo occorre un metodo con potere critico e creativo.
È importante, anche da un punto di vista economica, di unire le istituzioni educative in un sistema ramificato fino a una competenza professionale radicata nella cultura.


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