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Un romanzo del Dottor Korczak

Dario Arkel
“Ma quali doveri dovrebbe avere il bambino di per sé che non siano retaggio annoso e trafelato dell’adulto e delle istituzioni da lui create e mai riviste nei principi?”

L’albo illustrato “Che rabbia”

Antonella Panchetti

L’insegnante può rivestire un ruolo importante nell’accompagnare il bambino nel difficile percorso di una malattia che richieda l’ospedalizzazione. L’attività del docente si sviluppa sia nella creazione di una rete di sostegno intorno al minore e alla sua famiglia, sia nella relazione educativa con il bambino stesso. L’utilizzo di un albo illustrato conduce passo dopo passo, con apparente naturalezza, ad affrontare gli aspetti problematici dell’esperienza delle cure in ambiente ospedaliero.


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Educare. Superare la distinzione tra apprendimenti e cura
Esperienze di bambini, genitori e educatori

Katrien Van Laere, Brecht Peleman

Il contributo è frutto di due ricerche volte ad approfondire il significato attribuito dai genitori e agli operatori dell’educazione alla cura e all’apprendimento dei bambini tra i 2 anni e mezzo e i 4 anni e il vissuto dei bambini nel passaggio dal Nido d’Infanzia alla Scuola dell’Infanzia. Emerge come “la distinzione tra apprendimenti e cura va contro il sentire di molti genitori e operatori” e l’imparare a vivere e educare dei bambini siano, per alcuni, questioni prioritarie. La conferma giugne dalla letteratura internazionale nella quale “questo approccio pedagogico è noto col nome di “educare”: la cura è apprendimento e l’apprendimento è cura”.


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Gioco e attività ludiforme

Samantha Righi

È di fondamentale importanza che gli educatori e gli insegnanti siano consapevoli del basilare e irrinunciabile ruolo del gioco e delle attività ludiformi nel percorso di apprendimento dei bambini. Solo a partire da questa convinzione la progettazione didattica ed educativa potrà essere rispondente alle necessità dei bambini oltre che proficua rispetto al conseguimento di conoscenze e competenze.

Oggetti parlanti

Laura Malavasi, Roberta Pucci

Piccoli oggetti, solo apparentemente insignificanti, divengono veri e propri mediatori didattici capaci di stimolare la creatività e il pensiero divergente dei bambini, e in definitiva di produrre apprendimenti significativi.

La fine dell’estate, l’inizio dei ricordi

Ursula Grüner

presenta in questa rubrica ancora due albi senza parole, un genere che occupa sempre più spazio sugli scaffali delle librerie. I due libri scelti, pur essendo molto diversi nel contenuto e nello stile, sono uniti dalla loro rappresentazione priva di parole e di grande intensità narrativa.

Rigenerazione, rigenerazioni

Roberta di Natale

Il tema della cura caratterizza e unifica le comunità educanti, create dai bambini, dagli educatori e dai genitori, oltre che da tutte le professionalità impegnate nel percorso educativo a diverso titolo.

Lituania. Suggestioni per un sistema integrato

Emilia Restiglian, Martina Truscello
Dal confronto con l’Integrated system dei servizi educativi lituani emerge come sia urgente, per la realtà italiana, “ampliare il concetto di cura definendola come una co-costruzione degli apprendimenti che dura per tutto l’arco di vita”. Pur tenendo conto dei fattori storici, culturali ed economici la direzione da intraprendere va verso una formazione iniziale unica che consentirebbe di lavorare in ottica integrata zerosei.


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Parole o fatti concreti?

Cassandra

Nel mio primo intervento in questa rubrica avevo posto alcuni interrogativi in merito alla situazione esistente nei servizi 0-6, a partire da una specifica considerazione: una volta sanciti determinati principi, era necessario constatare che la loro traduzione pratica avesse ancora molta strada da percorrere.

Per i prossimi 40 anni

Intervista a Antonia Labonia, Presidente del Gruppo Nazionale Nidi Infanzia a cura di Ferruccio Cremaschi

L’inizio della nuova legislatura offre una prospettiva di lavoro di qualche anno in molti settori della politica. Saranno anni segnati dall’applicazione del PNRR e quindi con grandi opportunità.

Dalle boutade elettorali alla questione reale

Ferruccio Cremaschi La notizia buona è che la scuola e la formazione delle giovani generazioni sono temi presenti nei programmi di quasi tutti gli schieramenti impegnati nella campagna elettorale. La notizia cattiva è che le proposte di quasi tutti i partiti, con pochi distinguo, continuano a privilegiare gli interessi di chi a scuola ci lavora invece che quelli di chi a scuola ci studia o ci va per ricevere una formazione adeguata alle complessità del nostro tempo.

Educazione ambientale Il giardino

Francesco Tonucci

“L’educazione ambientale non si insegna, ma si fa” in questa frase è racchiusa l’idea del modo in cui la scuola dovrebbe agire in quest’ambito e divenire un ambiente fisico, sociale e culturale coerente con la sua proposta di sostenibilità ed educazione ambientale.

Musica Sviluppare la mente attraverso il corpo

Alessandro Antonietti argomenta sui modi in cui lo studio della musica è utile allo sviluppo della mente: nel potenziare la memoria di lavoro, nel fornire un riscontro immediato nell’ascolto del brano eseguito e nel provocare l’esperienza corporea propria e altrui.

Educazione Arte e Cultura

Le esperienze riferite da Maria Gabriella Celentano muovono dall’intento di “mettere a disposizione del pensiero e dell’agire dei bambini elementi culturali da elaborare in modo originale e creativo, di costruire contesti che consentano alla creatività ‘di esistere, di esprimersi, di comunicare e di rendersi visibile nella scuola, in ogni luogo e in ogni momento’”; rappresentano buone pratiche nella direzione dello sviluppo del pensiero creativo, della conoscenza e valorizzazione del territorio e dell’opportunità di abitare e vivere la cultura.


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Pedagogia della memoria

Dario Arkel

“La Storia di per sé non insegna comportamenti virtuosi, abbisogna per educare dell’empatia con le vittime. Della cultura dell’anima”, ecco che diventa necessario che la pedagogia si occupi del dolore dei bambini, non solo con il dovuto distacco delle “ricerche storiche”, bensì tramite l’empatia.


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L’educazione emotiva al tempo del COVID 19

Diana Penso

Dal vissuto degli ultimi due anni dei bambini, degli insegnanti e delle famiglie si legge l’esigenza di recuperare il benessere emotivo, nella vita scolastica e non. L’educazione affettiva e lo sviluppo dell’intelligenza emotiva possono essere la via per una “sintonizzazione emotiva” che consente di costruire una scuola lenta, gentile, che accoglie e comprende (…) attenta più al come stiamo e a come ci sentiamo e a come abitiamo le nostre emozioni.


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Gli animali e l’ambiente

Isabella D’Isola invita, attraverso la riflessione sugli animali e l’ambiente, a prendere consapevolezza delle categorie che orientano il nostro modo di leggere e interpretare, abitare e, purtroppo, sfruttare la natura.


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Educazione e natura per un agire riflessivo

Il primo passo per l’elaborazione di un processo di riprogettazione di pratiche e strategie operative per rifondare modelli pedagogici ed esperienze educative è una profonda riflessione sul rapporto uomo-natura e sulle conseguenti implicazioni sul piano educativo e formativo.

Ilaria Mussini ci accompagna e propone alcune possibili piste esplorative e operative.

La cura nel lavoro educativo al Nido

Lidia Magistrati, Elisa Cimonetti, Michela Pedrinolla

Il lavoro educativo al nido si caratterizza come una professione di cura, un’esperienza che tiene insieme aspetti pedagogici strettamente intrecciati con aspetti di attenzione e rispetto alle persone con cui si entra in relazione e di cui ci si prende cura. Rispettare per essere rispettati.

Proposte per una sfida nella sfida

Marzia Sica, Claudia Mandrile, Aldo Garbarini


Nel PNRR sono previsti ingenti investimenti anche sulle strutture educative e scolastiche. Il rischio è che di fronte a termini stringenti di scadenza per la presentazione dei progetti, venga a mancare una riflessione approfondita e articolata. La Fondazione Compagnia San Paolo, avvalendosi della collaborazione di un gruppo di autorevoli esperti, ha pubblicato un documento “Suggerimenti orientativi interdisciplinari per la progettazione – Nidi e Scuola d’Infanzia”.

La differenza è la nostra forza

Quale approccio nell’educazione di genere si pratica in Svezia? A che indicatori si presta attenzione? Lotta Rajalin racconta, a partire dalle idee della pedagogia di genere, volta a dare ai bambini l’intero spettro della scelta, le pratiche e le riflessioni scaturite da più di vent’anni di esperienza sul campo.

Educare alla complessità Intervista ad Antonia Labonia

a cura di Ferruccio Cremaschi


Intorno ai temi dell’educazione e dell’infanzia il GNNI presenta il XXII Convegno nazionale, come un percorso itinerante di incontri, eventi e convegni che si svolgerà a partire dalla metà di marzo 2022 a Roma e proseguirà a maggio a Napoli e a ottobre a Pesaro e poi a Padova nei primi mesi del 2023.


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Un decalogo di impegni per l’infanzia

Claire Brisset

In Francia è tempo di elezioni presidenziali, tempo di richieste e di impegni programmatici, Il collettivo Costruire insieme la politica dell’infanzia (CEP-Enfance), composto da un centinaio di soggetti attivi nel campo dell’infanzia, ha raccolto le riflessioni delle organizzazioni aderenti e ha pubblicato le loro riflessioni sullo stato dell’infanzia e sulle priorità di interventi necessari in un volume “Enfant, l’état d’urgence”.


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I test di percezione verbale nel rumore in ambito pediatrico

Elisabetta Genovese, Concetta D’Adamo, Federico Artioli

Le difficili condizioni acustiche di un ambiente incidono sulle possibilità di apprendimento dei bambini dei bambini normodotati, ma soprattutto hanno effetti negativi sui bambini con deficit uditivo e su quelli non di madre lingua.


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Una scuola illegale

La Convenzione dei diritti dei bambini, approvata dalle Nazioni Unite a New York nel 1989 è a tutti gli effetti una legge vincolante e obbligatoria per tutti i cittadini. Non solo, ma secondo quanto scritto nell’articolo 3, è una legge prevalente, e cioè, se c’è conflitto, i diritti dei bambini debbono prevalere.

Le parole per dirlo*

Le parole, la loro selezione, la scelta del momento e del mezzo per inviarle, sono passaggi cruciali sia nella vita quotidiana che in occasione degli eventi che riguardano un servizio educativo. Paola Toni ci suggerisce diverse accortezze per utilizzarle al meglio.


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La disabilità fisica animale e la cura

Isabella D’Isola

Il rapporto del bambino con un animale ha una doppia valenza. Da un lato, l’animale che vive nell’ambiente naturale contribuisce a sviluppare la cosiddetta biofilia, a sviluppare l’interesse per tutto ciò che è vivo. D’altro lato la presenza di animali è foriera di benessere famigliare e antistress.


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