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Sempre di meno e altre riflessioni

Tra i recenti interventi in argomento, la fondazione CARIPLO dedica un quaderno a “La denatalità a Milano, Italia, Europa. Fatti, politiche, opzioni sperimentali”. Dopo un’analisi delle tendenze demografiche e delle cause, avanza alcune proposte di politica contrastativa del fenomeno.


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Il cervello nei piedi

Ornella Martini approfondisce la suggestiva teoria (Deahene) secondo cui “l’apprendimento è il processo dinamico tra fattori innati e acquisiti tramite l’esperienza, agisce in termini statistici e probabilistici per scegliere, tra le ipotesi probabili quella che, sulla base dei dati disponibili, si presenta come la più corretta” e invita le famiglie e la scuola a sostenere l’attenzione, la curiosità, il ritorno sull’errore e il consolidamento quali pilastri per l’apprendimento.


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Formazione e condivisione

“Uno stato di benessere facilita l’attività oggettiva del conoscere”, dice Korczak, lo sforzo di collegare un uomo ad un altro può avvenire meglio se tra i soggetti vi è omogeneità degli intenti, complicità positiva, il benessere dato dall’etica dell’altruismo. Dario Arkel, in questo articolo, spiega il modo per rendere concreto e sviluppare tale principio, ritrovato da Korczak con il metodo del monitore

Restituiamo la parola a bambini e ragazzi – Rodari al tempo del Covid 19

Amilcare Acerbi

Maestre e professori sono tornati in cattedra ed hanno riavuto anche la loro pedana. Da lì sopra, grazie alla DAD, hanno impartito lezioni per tre mesi ai loro scolari/alunni e grazie a Whats app, Skipe, Zoom e altre piattaforme hanno tentato di raccogliere i risultati individuali delle proprie indicazioni. Nessun brusio, nessuno scambio di nascosto tra gli allievi, tanto meno risultati di lavori di gruppo. Con un’unica tacita promessa di fondo: alla fine dell’anno “saremo buoni”.

Il vecchio dottore

Dario Arkel

IL VECCHIO DOTTORE, edito da Zeroseiup, è un libro prezioso, perché leggendolo ci troviamo proprio di fronte alla genuinità di Korczak che parla finalmente in modo diretto con i bambini; la cosa veramente preziosa è che come parla Korczak ai piccoli dovremmo imparare noi genitori e insegnanti a farlo: la lotta di Korczak è proprio tra il bambino e l’adulto e aggiungerei tra il bambino e le istituzioni. Vale a dire, manca per il bambino una emancipazione diretta ad essere il fulcro della società, talvolta direi anche preso in considerazione dalla società.

Non chiamiamola solo DAD

Il tempo della distanza La sospensione dei servizi educativi e formativi  causata dal Covid 19, ha determinato una situazione grave e difficile, per tutti, bambini e bambine,  famiglie, maestri e maestre, educatori e educatrici. Da un giorno all’altro tutto è cambiato e il tempo del Corona Virus  ci ha costretto 

Il virus può uccidere la scuola … se gli insegnanti non immaginano la cura [3]

Jaume Funes, 16 maggio 2020

Un po ‘di fronte all’insegnante e un po’ di fronte allo schermo

Tra le immagini curiose e contraddittorie lasciate a noi dalla crisi virale, ne abbiamo due legate all’universo digitale in cui viviamo. Il primo, fin dall’inizio, era il riflesso di un vero bagno di realtà: si scopre che non lo sapevamo ma vivevamo tutti tra gli schermi! La scuola (autorità, famiglie e insegnanti), refrattaria alle tecnologie di comunicazione (singolarmente simboleggiata dalle pretese di vietare lo smartphone all’interno), si è scatenata per scoprire se gli studenti avevano un computer a casa per continuare a fare “scuola “. Il demoniaco divenne necessario.