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Lab0_6: imparare scienza e inclusione a partire dalla prima infanzia – 10 anni dopo

Gabriel Lemkow-Tovias
Mounia Rachdi Errachdi
L’educazione scientifica riveste un ruolo fondamentale per i bambini d’età compresa tra 0 e 6 anni. Tuttavia, non sempre è accessibile a tutti allo stesso modo e può veicolare determinati pregiudizi nei confronti di specifici gruppi sociali e culturali. Partendo dagli spazi Lab0_6 e Nana, condividiamo le nostre idee su come promuovere la scienza da una prospettiva interculturale, intersezionale e inclusiva.

Gabriel Lemkow-Tovias ha scritto il § 1, Mounia Rachdi Errachdi il § 2.


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Comunità educanti plurali: pratiche di inclusione nei servizi 0-6 di Roma Capitale

Raffaella De Felice
Claudia Gallo
Paola Bousquet
Francesca Benvenuti
Il sistema educativo 0-6 di Roma, in contesti multiculturali complessi, promuove inclusione e partecipazione attraverso pratiche innovative, laboratori con famiglie e valorizzazione dei linguaggi plurimi, costruendo comunità educanti e cittadinanza attiva fin dalla prima infanzia.

(Con la collaborazione di Ersilia Bozza, Elisabetta Longone e Cristina Queleroso – Servizio monitoraggio del sistema integrato 0-6 e qualità dei servizi di Roma Capitale.)

Essere assistenti sociali nelle baraccopoli: il superamento di un campo rom di Asti

Cristina Gai
Mikaela Piasentin
Chi lavora accanto alle persone che vivono ai margini non costruisce soltanto percorsi sociali: accende piccole luci di fiducia dove il mondo ha smesso di guardare. L’assistente sociale entra in punta di piedi, ascolta storie dimenticate, e ricuce, con pazienza e umanità, il legame fragile tra dignità e speranza.


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Abitare la pluralità: prospettive educative nei servizi per l’infanzia. Riflessioni a margine sull’esperienza di Equa Cooperativa Sociale

Annalisa Falcone
Erica Acquistapace
Educare nella pluralità significa riconoscere la complessità dell’esperienza umana come elemento costitutivo della quotidianità educativa. Questa la base che struttura la linea pedagogica di Equa Cooperativa Sociale, con servizi 0-6 che assumono un ruolo significativo nella costruzione di contesti capaci di generare inclusione, relazione e cambiamento reale.


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Alimentare comunità educanti. Per una progettazione capace di costruire cittadinanza attiva e di valorizzare diverse culture

Beatrice Serventi
Siamo alla Spezia, nel Centro Bambine e Bambini comunale “L’orso Mezzaluna”, dove è stata individuata una giornata a settimana dedicata alle famiglie, per renderle protagoniste di un’esperienza educativa. La ricchezza di famiglie di nazionalità diverse è diventata un’importante occasione per offrire ai bambini esperienze legate a tradizioni, lingue e culture, favorendo curiosità e apertura.


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Chi è dentro, chi è fuori. Il ruolo chiave dei servizi 0-6 nella promozione di giustizia sociale

Chiara Sità
Nel quadro delle politiche europee per l’Early Childhood Education and Care (ECEC), l’accesso universale a servizi educativi di qualità è riconosciuto come una leva fondamentale per la promozione della giustizia sociale, ma l’accesso a tali servizi continua a essere caratterizzato da profonde disuguaglianze. Il contributo analizza le principali barriere che ostacolano la partecipazione ai servizi per l’infanzia, distinguendo tra ostacoli di natura strutturale e barriere indirette, di carattere culturale, relazionale e organizzativo. Attraverso la discussione di due ricerche empiriche l’articolo approfondisce il ruolo delle condizioni di partecipazione costruite dai servizi educativi. La prima ricerca evidenzia come modelli impliciti di funzionamento possano favorire la partecipazione di alcune famiglie e scoraggiare quella di altre; la seconda come silenzi istituzionali, aspettative normative sulla famiglia e stereotipi di genere possano tradursi in forme di esclusione. L’analisi mette in luce come presenze, assenze e modalità di accesso ai servizi costituiscano indicatori significativi della loro capacità inclusiva.


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Parlando di autismo. Sulla scorta del Manifesto “Ripensare l’autismo”

Simona Montali
È urgente porsi delle domande sull’aumento eccessivo del numero di diagnosi di sindrome dello spettro autistico. Quale diagnosi? Quale terapia? L’autrice propone un approccio relazionale basato sulla propria esperienza clinica.


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Cosa ci insegna la prospettiva inclusiva? Prospettive culturali e generative, in trasformazione

Alessia Cinotti
L’articolo riflette sull’inclusione come cambiamento culturale orientato a superare una lettura bio-medica della disabilità, per promuovere una visione eco-sistemica centrata sui contesti. In modo particolare, si evidenzia come l’inclusione rappresenti un processo continuo, partecipativo e generativo, volto alla costruzione di contesti più equi, accessibili e capaci di riconoscere la pluralità delle differenze umane.


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Io e tutti. La forza dell’unione nei libri illustrati

Ursula Grüner
La pluralità culturale, l’inclusione e il sostegno reciproco sono i principi su cui si fonda una società democratica e resiliente, specialmente in tempi percepiti come di emergenza sociale e insicurezza.
Proprio la letteratura per l’infanzia elabora, con tante proposte concrete, il tema della pluralità culturale e della coesione sociale. In particolare, quei libri in cui la diversità è una caratteristica intrinseca si configurano spesso come proposte di alta qualità che rappresentano una società capace di accogliere la molteplicità e di farne un pilastro di una comunità aperta, ricca di legami; una società che investe nel futuro.

Storie di famiglia, narrazioni e ascolti che fanno luce nella vita

Ursula Gruner
Le storie delle famiglie vengono tramandate attraverso la narrazione, lo stile di vita, i rituali, il lessico famigliare (N. Ginzburg) o anche attraverso un oggetto che viene trasmesso di generazione in generazione.
Sono i bambini e le bambine che ci fermano, ci pongono delle domande, vogliono saperne di più.
Aspettano il racconto degli adulti che loro custodiscono nei cassetti e negli armadi, gli oggetti misteriosi provenienti dalla storia della famiglia.
Partendo da questo presupposto, vorrei suggerire due libri particolarmente intensi e importanti per il nostro tempo, che parlano della perdita della casa d’origine e in cui la memoria è la chiave di lettura.
Non sono libri per ogni momento, ma libri da tenere pronti nella famosa valigia degli attrezzi.

L’internazionalizzazione dei servizi per la prima infanzia in chiave europea

Nicola Catellani
L’articolo analizza come l’internazionalizzazione migliori la qualità dei servizi ECEC su tre livelli: individuale, organizzativo e sistemico, illustrandolo con tre progetti Erasmus+ della rete SERN: “DEHORS” (outdoor education), “PLAYING” (gioco simbolico, peer review) e “INTEC” (curricolo europeo per la formazione in servizio). L’internazionalizzazione emerge parte integrante ed elemento chiave dello sviluppo professionale individuale e organizzativo nei servizi per la prima infanzia.


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Nodi da sciogliere. Nuove prospettive nei servizi educativi del Comune di Ferrara

Livia Di Pilato
Rendere protagoniste le insegnanti significa valorizzare la diversità come risorsa, creando una rete che ha valore di opportunità. La rete rappresenta un contesto di apprendimento professionale, apre a momenti di studio e confronto a diversi livelli e stimola una ricerca-azione permanente (Paparella, 1988).

La scuola deve essere una casa di cultura e un luogo di libertà, dove il bambino si sviluppa attraverso le sue scoperte, non imposte, ma stimolate dall’ambiente. (Maria Montessori, Il segreto dell’infanzia)


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Fuoriporta. Le pratiche outdoor del Municipio VI vanno in mostra

Manuel Baglieri
Beatrice Vitali
Il Municipio VI di Roma ha avviato un percorso di formazione rivolto al personale dei propri servizi educativi, pubblici e privati, al fine di fornire strumenti teorici, tecnici e pratici utili alla creazione e all’organizzazione di materiali documentativi che possano confluire nella progettazione di una mostra a tema outdoor education rivolta a bambini e adulti sul territorio.


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La realtà come laboratorio nella scuola dell’infanzia: osservare, accompagnare, costruire pensiero scientifico

Antoniana Aloisio
La proposta valorizza l’esperienza dei bambini, ancorando nuovi apprendimenti al loro vissuto. L’insegnante osservatore interpreta e ricalibra l’azione educativa, promuovendo partecipazione, inclusione e costruzione di significati condivisi, trasformando routine e ambienti in contesti di ricerca. La scuola dell’infanzia favorisce curiosità, ricerca e costruzione condivisa del sapere, con la documentazione a supporto di alunni, educatori, insegnanti e genitori.


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La formazione, bussola e filo rosso del progetto INTERREG Italia-Croazia “Cope”

Silvia Melotti
Cheyenne Benvegnù
Monica Il Grande
Il progetto “Cooperation for better early and preschool education - COPE”, finanziato con i fondi dell’Unione Europea dal programma di cooperazione transfrontaliera INTERREG VI A Italia- Croazia 2021-2027 e realizzato nel periodo 01.08.2023-31.12.2024, nasce per iniziativa del sindaco del Comune di Buie (Croazia), dove vive una forte minoranza italiana, e coinvolge come partner il servizio 0-6 del Comune di Buie (Croazia), di Cittanova (Croazia) e la Cooperativa Sociale Orsa, con il nido “I cuccioli della scienza”, nel Comune di Trieste (Italia). Esso vede la partecipazione anche di altri servizi educativi 0-6 sia italiani che croati, non afferenti ai partner coinvolti.


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Formare educatrici e insegnanti nei servizi 0-6. La Ricerca-Formazione come dispositivo riflessivo per trasformare le pratiche

Andrea Pintus
Maja Antonietti
L’articolo riflette attorno al tema della formazione nei servizi 0-6, analizzando i documenti di indirizzo ed evidenziando come riflessività, documentazione e ricerca-formazione sostengano qualità, innovazione e continuità pedagogica, rafforzando pratiche educative condivise.

Il contributo è frutto del lavoro congiunto degli autori, che ne condividono impianto e contenuti. In particolare, sono da attribuire ad Andrea Pintus i § 2, 3, 4 e 5, a Maja Antonietti il § 1 e le Conclusioni.


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MuMaBot: un nuovo sguardo sullo STEAM

Michela Pontina
Maddalena Cocco
Tecla Moretti
L’oggetto della ricerca è la valutazione di un corso di formazione STEAM per professionisti dello 0-6. Il corso ha proposto un approccio transdisciplinare e multimodale che intreccia musica, matematica e robotica educativa e ha coinvolto 39 partecipanti, italiani e internazionali.


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La lettura per la formazione dei professionisti dell’educazione e dell’istruzione

Cecilia Longhi
Andrea Traverso
A partire da alcuni dati del XVI Atlante dell’Infanzia (a rischio) in Italia 2025 Senza filtri. Voci di adolescenze di Save the Children (a cura di D. Biella con D. Pistono), la rubrica intende approfondire alcuni temi sociali di specifico interesse del sistema integrato 0-6 valorizzandone la dimensione etica e i risvolti attuativi nei servizi e nelle scuole.

La rubrica è da considerarsi opera culturale condivisa. Tuttavia, Andrea Traverso ha scritto il § 1 e Cecilia Longhi il § 2.


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Formazione comune zerosei: costruire continuità e cambiamento

La formazione comune è tra gli obiettivi strategici del sistema integrato e una novità per il mondo dell’educazione zerosei. La sua finalità di confronto riflessivo e di cambiamento è trattata nel contributo attraverso la messa a fuoco di alcune questioni organizzative e tematiche.


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Decostruzione degli stereotipi di genere e qualità educativa: il ruolo della formazione nei servizi 0-6 di Roma Capitale

Maria Buccolo
Simone Barbanera
Gianluca Amatori
Il ruolo della formazione nei servizi educativi 0-6 di Roma Capitale per promuovere inclusione e qualità, attraverso la decostruzione degli stereotipi di genere. Evidenzia pratiche educative, spazi e linguaggi come leve per sostenere sviluppo, equità e libertà espressiva.

Gianluca Amatori ha scritto il § 1, Maria Buccolo il § 2 e Simone Barbanera il § 3.


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La formazione iniziale di educatori e insegnanti nel sistema integrato 0-6. Una difficile conciliazione

Lucia Balduzzi
Il contributo analizza le ragioni che hanno portato all’istituzione del sistema integrato 0-6 e le dimensioni centrali per la sua piena realizzazione, approfondendo il tema ancora aperto dei differenti profili professionali nella formazione iniziale di educatori e insegnanti per l’infanzia.


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Una formazione meticcia e situata

Cassandra
Considerato il tema proposto in questo numero della rivista, provo anch’io a cimentarmi con la questione, credo condividendo con gran parte delle lettrici e dei lettori una considerazione: l’importanza di un percorso formativo, iniziale e in itinere, a garanzia di un sistema di qualità.


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Tutelare la scuola dell’infanzia: ricerca e innovazione nella formazione degli insegnanti

Chiara Bertolini
Intervista a Chiara Bertolini, Prof.ssa Ordinaria e Presidente del Coordinamento nazionale dei CdL in Scienze della Formazione Primaria.


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Parole in crescita

Ursula Gruner
La recente pubblicazione di Terre di Mezzo, Ogni alba, è uno dei libri più luminosi di questo momento. Di Marc Martin, autore australiano, sono già presenti in Italia alcuni dei suoi poetici albi divulgativi: Un sasso è una storia, Lapis, Una foresta e Un fiume, Salani. In Ogni alba ci presenta una metafora illustrata, il buon inizio di ogni mattina e la ciclicità della vita; il libro offre un caleidoscopio di possibili letture. In Elogio della natura per genitori e figli (vedi la recensione nel numero 03-25 di “Zeroseiup”), Rachel Carson scriveva: «Ora so che la natura riserva anche ai bambini alcuni dei suoi premi più belli proprio nei giorni in cui può sembrare d’umore cupo».

Contesti di crisi e speranza attiva per un futuro più prospero

Juliana Johannpeter
Andrea de Souza
Paula Baggio
Dopo l’alluvione che ha ferito il Rio Grande do Sul, le scuole 0-6 rinascono come spazi di cura e speranza. Nella ricostruzione, educatori e comunità intrecciano ascolto, formazione e solidarietà, trasformando la perdita in un nuovo modo di educare e di vivere insieme.


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Il Villaggio ZeroCento: da bene confiscato a luogo per tutte le età

Angela Bravo
Corrado Lombardo
Patrizia Siani
Un bene confiscato alla criminalità diventa uno spazio aperto alla comunità, Il Villaggio ZeroCento, con tanti servizi sociali, grazie alla professionalità della cooperativa sociale Nuove Risposte e alla capacità di ascolto del Comune. Un segnale concreto di restituzione di valore pubblico, che mette al centro la cura come bene comune e propone un modello sostenibile per l’inclusione e la socialità.


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