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Arrivederci a settembre – giugno 1991

Loris Malaguzzi

Pedagogista


Pubblicato in “bambini”, giugno 1991, Elemond, Milano – p. 7

1.

Con questo numero si chiude un’annata di lavoro: intensa e impegnativa per i lettori presi dalla responsabilità del rapporto con i bimbi, con le famiglie, con le esigenze del servizio. Un’annata intensa e sofferta anche per la redazione che ha superato scogli e difficoltà frapposte alla continuità della pubblicazione. Ci siamo ancora! E ben intenzionati non solo a resistere a lungo, ma convinti a rilanciare una presenza a fianco dell’infanzia, delle famiglie, degli operatori dell’educazione.

La testata della rivista resta il suo manifesto: dalla parte dei bambini, i bambini come soggetto della nostra attenzione e della nostra preoccupazione culturale e educativa, nella famiglia, nel nido, nella scuola dell’infanzia, nella società.

2.
Conoscere il bambino, come cresce nel suo rapporto con gli altri, come si sviluppa l’intelligenza e come matura nuove e più precise competenze: è una coscienza professionale da affinare per ridare significato alle attività e alle proposte educative che rischiano di scadere nel routinario. Ogni bimbo ha una personalità, ha caratteristiche specifiche proprie, ha un suo stile di apprendimento: non tenerne conto, non adeguare gli stimoli, non diversificare le proposte significa vanificare l’azione educativa. Ogni bimbo ha diritto non solo a pari opportunità educative, ma più propriamente ad un esito positivo.

E il risultato è basato soprattutto sulla conoscenza del soggetto che deve apprendere per adeguare le proposte alle sue possibilità, per proporre itinerari percepibili e percorribili in modo naturale e produttivo. L’intelligenza (come nasce, come si sviluppa, come funziona) sarà oggetto dell’attenzione della rivista. Le tante intelligenze, le diverse intelligenze saranno oggetto dell’attenzione di ricercatori e sperimentatori che operano per individuare l’articolazione minutamente segmentata dei processi di apprendimento. L’individuazione dei nodi fondamentali e discriminanti per la costruzione di una rete di competenze e la messa a fuoco dei passaggi graduali per procedere da una acquisizione a quella naturalmente successiva saranno uno dei filoni portanti del lavoro della rivista.

 

3.

E dall’altra parte, l’altro soggetto del processo educativo: il docente con la sua professionalità sempre più sollecitata dalle esigenze della società in cui viviamo, che fa emergere e ribollire nuovi problemi e nuove situazioni. L’occasione della introduzione dei nuovi Orientamenti programmatici della scuola materna sollecita e stimola un rinnovamento profondo anche degli stili di insegnamento. L’applicazione di nuovi programmi è sempre un obbligato passaggio che rimette in discussione routine ormai consolidate, procedure che hanno spesso un aspetto un po’ appannato ed hanno perso preciso riferimento alle finalità che le hanno ispirate.

E un’onda forte che già sta investendo le istituzioni per l’infanzia. Un’onda culturale che può rimescolare molte situazioni, ma che vogliamo non lasci uno specchio intorbidito di vecchie cose rimesse a galla. Che deve dare il via ad una nuova stagione ricca di fermenti e di stimoli. E che non investe solo le educatrici della scuola materna, ma coinvolge nell’unità del bambino e nella continuità del processo educativo anche l’asilo nido e scuola elementare.

4.
I contenuti e le proposte metodologiche della nuova carta programmatica saranno il secondo filone obbligato delle nostre proposte per la nuova annata. Ci proponiamo di elaborare e far maturare insieme ai nostri lettori una traduzione metodologica delle indicazioni nei prerequisiti consolidati al nido, nel completamento dei processi nel primo ciclo della scuola elementare. Si tratterà di rileggere esperienze vivaci e ricche di impegno per riadeguare l’azione alle esigenze più attuali facendo tesoro del contributo che la ricerca scientifica può proporci.

5.
E sullo sfondo (o in primo piano) le nuove situazioni che drammaticamente si presentano giornalmente nell’esperienza sociale ed educativa di tutti i servizi: nidi e materne. La diversità è ormai una componente del quotidiano: è un elemento che preme con urgenza sulle priorità educative. Ci dovremo abituare molto presto a vivere in una società multiculturale e multirazziale: ci vogliono conoscenze, competenze, sensibilità.

È necessaria una riconversione di atteggiamenti e di abitudini personali e professionali. La guerra che da fenomeno endemico di sfondo, si è affacciata prepotentemente nella nostra vita con una pregnanza estremamente oppressiva, non può essere rimossa. Ha portato in primo piano l’esigenza di un’educazione alla solidarietà, alla cooperazione che riesca a vincere i semi di guerra diffusi in ognuno di noi.

6.

Un panorama ricchissimo e molto articolato: una scommessa stimolante da vivere in prima persona nel confronto con quell’interlocutore sempre nuovo e sorprendente che è il bambino.

Noi ci saremo e ci vogliamo essere: è un appuntamento che rilanciamo ai nostri lettori.

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